Il secondo Governo Berlusconi

Durata: 1.414 giorni (dall’11 giugno 2001 al 23 aprile 2005)
Alcuni Ministri: Silvio Berlusconi (Presidente del Consiglio dei Ministri e interim di Economia e finanze dal 3 al 16 luglio 2004), Gianfranco Fini (Vicepresidente), Marco Follini (Vicepresidente dal dicembre 2004 ad aprile 2005), Lucio Stanca (Innovazione e tecnologie), Stefania Prestigiacomo (Pari opportunità), Giulio Tremonti (Economia e finanze dal 10 giugno 2001 al 3 luglio 2004), Domenico Siniscalco (Economia e finanze dal 16 luglio 2004), Letizia Moratti (Istruzione, università e ricerca), Roberto Maroni (Lavoro e politiche sociali), Pietro Lunardi (Infrastrutture e trasporti), Girolamo Sirchia (Salute).
Coalizione politica: Casa delle Libertà (Forza Italia, Alleanza Nazionale, UDC-CCD, Lega Nord)

Dopo cinque anni il Centrodestra torna al Governo nuovamente con Silvio Berlusconi come premier e con un programma elettorale che prevede anche alcuni interventi nel sociale a supporto delle fasce più disagiate. Il Governo rimarrà in carica per i quattro anni successivi.

Aumento delle pensioni minime

Era uno dei punti qualificanti del programma elettorale: aumentare le pensioni a 516 euro. Con la Legge finanziaria per il 2002 (Legge 448/2001) si procede a rendere operativa l’intenzione.
Dal primo gennaio 2002 le pensioni minime verranno innalzate a 516,89 euro (un milione di lire) a patto che il beneficiario abbia più di 70 anni di età e che non disponga di un reddito personale, escluso l’eventuale reddito derivante dall’abitazione, superiore a 6.713,98 euro (13 milioni di lire).
Nel caso sia coniugato, il reddito dei due coniugi non deve superare i 6.713,98 euro incrementati dell’importo annuo dell’assegno sociale (circa 21 milioni totali quindi).
Lo stesso aumento a 516,89 euro spetta anche agli invalidi civili totali, ai sordomuti e ai ciechi civili assoluti. Il limite di reddito personale è il medesimo (6.713,98 euro), mentre il limite di età in questo caso è abbassato a 60 anni.
La misura non interessa gli invalidi civili parziali (dal 99% al 74% di invalidità) che riscuotono l’assegno mensile di assistenza, né i ciechi civili parziali. Tantomeno riguarda gli invalidi con meno di 60 anni di età anche se hanno una disabilità gravissima e sono privi di reddito.

Detrazioni per figli a carico

Il Governo Berlusconi si rende protagonista di una delle prime modificazioni delle modalità di detrazioni per carichi di famiglia, tema sul quale ci saranno numerose innovazioni negli anni successivi sino a giungere alla situazione attuale.
Dal 2002 la detrazione forfetaria per ogni figlio a carico che si può operare sull’imposta lorda è di 516,46 euro (1 milione di lire) per ciascun figlio a carico a condizione che non si superi il reddito complessivo di 36.151,98 euro (70 milioni di lire).
Se i figli a carico sono due il limite di reddito sale a 41.316,55 euro (80 milioni di lire). Se i figli a carico sono tre il limite è di 46.481,12 euro (90 milioni di lire). Nessun limite di reddito è previsto se i figli sono quattro o più.
Nel caso infine che il reddito sia compreso fra i 46.481,12 e i 51.645,69 euro (100 milioni) spetta comunque una detrazione che è pari a 303,68 euro per il primo figlio e a 336,73 euro per i successivi figli a carico. La Legge 448/2002 prevede inoltre che per ogni figlio disabile sia possibile portare in detrazione 774,69 euro (1 milione e mezzo di lire). Per definire il disabile ci si riferisce alla situazione di handicap di cui all’articolo 3 della Legge 104/1992 (non si fa menzione quindi alla connotazione di gravità). Per gli altri familiari conviventi a carico è prevista una detrazione pari a 285,08 euro.

Provvidenze economiche e agevolazioni

Con la Legge 448/2001 a favore dei lavoratori affetti da talassemia major (morbo di Cooley) e drepanocitosi che hanno raggiunto un’anzianità contributiva pari o superiore a dieci anni, in concorrenza con almeno trentacinque anni di età anagrafica, viene concessa un’indennità annuale di importo pari a quello del trattamento minimo delle pensioni a carico del Fondo pensioni lavoratori dipendenti. La disposizione non riguarda lavoratori affetti da altre patologie anche di simile severità.
Dal gennaio 2003 i sordomuti possono contare (Legge 289/2002) su di un aumento dell’indennità di comunicazione di 41 euro per dodici mensilità. L’indennità di comunicazione passa quindi, per quell’anno, da 174,35 a 217,66 euro mensili. Il medesimo aumento viene riconosciuto anche sull’indennità spettante ai ciechi civili parziali. Questo secondo aumento tuttavia sarà operativo solo dal gennaio 2004. Si tratta di aumenti concessi al di là delle normali perequazioni annuali. Nessun aumento è previsto a favore degli invalidi civili parziali o totali.
A favore dei sordomuti nel 2001 (Legge 448) era stata prevista un’altra agevolazione: le spese sostenute per i servizi di interpretariato dai soggetti riconosciuti sordomuti sono detraibili in ragione del 19%.

Sindrome di Down

Un elemento di eccezionalità novità, e che costituisce un precedente deflagrante (solo potenzialmente) nell’ambito dell’accertamento dell’handicap, viene introdotto dall’articolo 94 della Legge 289/2002.
Le persone con sindrome di Down, su richiesta corredata da cariotipo (esame che descrive in modo inoppugnabile l’assetto cromosomico di una persona), vengono dichiarate persone con handicap grave (art. 3, comma 3 della Legge 104/1992) e sono esentate da ulteriori successive visite e controlli. Tale dichiarazione è emessa dalle competenti commissioni presso le aziende sanitarie locali o, importantissimo, dal proprio medico di base.
L’indicazione riguarda l’accertamento dell’handicap ma non quello di invalidità civile. Pertanto se per la valutazione dell’handicap viene sancito un vero e proprio automatismo, per l’accertamento dell’invalidità la situazione rimarrà quella vigente. Non viene infatti imposto un analogo automatismo che conceda sempre l’indennità di accompagnamento anziché l’indennità di frequenza.
Da rilevare come il Legislatore abbia riservato tale percorso facilitato alle sole persone con sindrome di Down, non prevedendo la medesima agevolazione per altri tipi di patologia ugualmente gravi, ugualmente stabilizzati (o, peggio, ingravescenti) e ugualmente comprovabili sulla scorta di mappatura genetica o indagini cliniche dello stesso valore del cariotipo.

Obiettori e volontari come accompagnatori

Dal 2003 (articolo 40, Legge 289/2002) è possibile utilizzare, a richiesta individuale, gli obiettori di coscienza (ormai residui) e i volontari del servizio civile nazionale come accompagnatori.
È importante precisare che tale opportunità non è concessa ai disabili intellettivi o motori, né agli anziani, né ai sordomuti, ma solo ai ciechi civili.
Possono infatti presentare richiesta di assegnazione i ciechi civili che svolgono un’attività lavorativa o sociale o abbiano la necessità dell’accompagnamento per motivi sanitari.
La sussistenza di tali condizioni verrà certificata dal datore di lavoro per i lavoratori dipendenti, dagli ordini e dagli albi professionali per i lavoratori autonomi, dagli enti o dalle associazioni per coloro che svolgono attività sociale, dal medico di famiglia quando l’accompagnamento è necessario per motivi sanitari e per periodi determinati.
Ai non vedenti che richiedano questo servizio verrà richiesta una partecipazione alla spesa di 93 euro mensili che verranno detratte dall’indennità di accompagnamento (ciechi assoluti) o dall’indennità speciale (ciechi parziali).

Grandi invalidi

Il titolo della norma è “Provvidenze in favore dei grandi invalidi”. Si tratta della Legge 27 dicembre 2002, n. 288 e interessa i grandi invalidi di guerra e per cause di servizio, cioè persone disabili che già godono di provvidenze economiche mensili di notevole entità e che sono affetti da menomazioni assimilabili a quelle accertate negli invalidi civili totali.
La nuova norma dispone l’estensione ai grandi invalidi per servizio del diritto ad un accompagnatore militare o del servizio civile, beneficio che già era riconosciuto ai grandi invalidi di guerra.
Concede inoltre il diritto ad un assegno mensile pari a 878 euro nel caso in cui gli enti preposti non siano in grado di procedere all’assegnazione degli accompagnatori richiesti. A copertura della nuova norma viene istituito un Fondo per la concessione di un assegno sostitutivo ai grandi invalidi di guerra o per servizio, finanziato per 7.746.853 euro.
La norma, approvata in sede legislativa con insolita solerzia dalla Commissione Lavoro della Camera, rappresenta il risultato delle diverse ma analoghe proposte depositate da deputati sia della maggioranza che dell’opposizione: Spini, Guerzoni, Lo Presti, Raisi, Volontè, Bianchi, Burani Procaccini, Giacco, Verdini, Bocchino.

Interventi scolastici

La manovra finanziaria per il 2003 (Legge 289/2002) prevede misure di contenimento e razionalizzazione della spesa. Un esempio è la facoltà concessa ai dirigenti scolastici di “terzializzare” (appaltare) l’attività dei collaboratori scolastici. Ma vi sono anche misure che direttamente interesseranno gli alunni disabili.
Sarà il dirigente dell’ufficio scolastico regionale ad autorizzare l’attivazione di posti di sostegno in deroga al rapporto insegnanti/alunni in presenza di handicap particolarmente gravi, precedentemente fissata in un insegnante di sostegno ogni 138 alunni (con o senza handicap).
La stessa norma fornisce l’indicazione relativa alle nuove modalità di individuazione dell’alunno come soggetto portatore di handicap, attualmente svolta da un’équipe psicopedagogica.
Le nuove disposizioni prevedono che tale accertamento avvenga in modo collegiale ad opera delle aziende sanitarie locali: modalità e criteri dovevano essere definiti con un successivo decreto da emanarsi entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della Legge 289/2002. Il Regolamento, in realtà, è stato approvato nella stessa Legislatura ma solo nel 2006 con Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, 23 febbraio 2006, n. 185 (senza poi di fatto entrare a regime).
L’accertamento è disposto dalle Aziende USL su richiesta dei genitori. L’accertamento è collegiale nel rispetto di quanto già previsto dalla Legge 104/1992 (artt. 12 e 13). Deve essere effettuato in tempi utili rispetto all’inizio dell’anno scolastico e comunque non oltre trenta giorni dalla ricezione della richiesta.
Il verbale deve riportare l’indicazione della patologia accertata con riferimento all’eventuale carattere di particolare gravità della medesima.
Questi accertamenti sono propedeutici alla redazione della diagnosi funzionale dell’alunno, cui provvede l’unità multidisciplinare già attiva presso le Aziende USL.
Successivamente il verbale di accertamento e la diagnosi funzionale sono trasmessi ai genitori e da questi all’istituzione scolastica presso cui l’alunno va iscritto, per poter consentire la tempestiva attivazione delle azioni di sostegno. Alla redazione del verbale e della diagnosi funzionale fa seguito la redazione del profilo dinamico funzionale e del piano educativo individualizzato. In quest’ultimo devono essere formulate anche le proposte relative alla individuazione delle risorse necessarie, ivi compresa l’indicazione del numero delle ore di sostegno.
Per gli alunni con handicap di particolare gravità l’Ufficio Scolastico Regionale può disporre l’attivazione di posti di sostegno in deroga al rapporto insegnanti/alunni previsto dalla normativa vigente.

Giornata per l’abbattimento delle barriere

Su una proposta dell’associazione FIABA (Fondo Italiano Abbattimento Barriere Architettoniche), la Presidenza del Consiglio dei Ministri emana nel 2003 una specifica direttiva (28 febbraio 2003) che indice una discutibile “Giornata nazionale per l’abbattimento delle barriere architettoniche”.
In tale giornata le amministrazioni pubbliche, anche in coordinamento con le associazioni e gli organismi operanti nel settore, assumono, nell’ambito delle rispettive competenze, iniziative volte a informare e sensibilizzare i cittadini sui temi legati all’esistenza delle barriere architettoniche. Le stesse amministrazioni dovrebbero anche sostenere azioni concrete per favorire l’integrazione delle persone in situazione di disabilità, degli anziani e di quanti sono comunque limitati nella mobilità. La “Giornata” verrà mantenuta anche dai successivi Governi di Centrosinistra.
Nel corso della XIV Legislatura la Legge 13/1989, per la parte relativa all’eliminazione delle barriere architettoniche nelle abitazioni private, non viene mai finanziata, lacuna che si ripeterà nella Legislatura successiva.

Invalidità civile e ricorsi

Nel 2003 viene approvata una norma (la Legge 24 novembre 2003, n. 326) che modifica profondamente le modalità di ricorso in materia di minorazioni civili.
In precedenza, nel caso un cittadino non accettasse l’esito di una visita di accertamento di invalidità, poteva presentare ricorso amministrativo e, solo in caso di rigetto, poteva ricorrere al giudice. Nella maggioranza dei casi il ricorso amministrativo si risolveva con un silenzio rigetto.
Anziché riformare le modalità di ricorso amministrativo, magari delegandolo alle Regioni, il Legislatore preferisce eliminarne la possibilità e lasciare aperta solo la strada del ricorso giurisdizionale, cioè davanti al giudice e con l’assistenza di un legale.
Inoltre la Legge 326/2003 impone la presenza in giudizio anche del Ministero dell’Economia che potrà essere difeso dall’Avvocatura dello Stato o, in base a convenzioni, dai legali dell’INPS e dell’INAIL. Nella sostanza la norma risponde ad un’esigenza dello Stato di fronte ai numerosissimi ricorsi persi in giudizio. Presentare ricorso diventa più complesso.
La stessa norma prevede anche che le Commissioni di verifica, preposte al controllo dei verbali di invalidità civile, siano integrate con la presenza di un operatore sociale in modo da poter effettuare controlli di merito anche sui verbali di handicap (Legge 104/1992).

Semplificazioni amministrative

Nella Finanziaria per il 2001 (Legge 388/2000), era stato approvato un articolo, il 97, piuttosto bizzarro: “I cittadini affetti dalla sindrome di Down e i soggetti portatori di gravi menomazioni fisiche permanenti nonché i soggetti disabili mentali gravi sono esonerati dalla ripetizione annuale delle visite mediche, finalizzate all’accertamento della disabilità, ad esclusione dei casi in cui vi sia specifica richiesta del medico di famiglia”. Il dettato era inapplicabile poiché nessuna norma prevede la ripetizione annuale delle visite in questione.
La Legge 326/2003 sostituisce l’indicazione con la seguente: “I soggetti portatori di gravi menomazioni fisiche permanenti, di gravi anomalie cromosomiche nonché i disabili mentali gravi con effetti permanenti sono esonerati da ogni visita medica, anche a campione, finalizzata all’accertamento della permanenza della disabilità”. A prescindere dalla dimenticanza delle patologie di origine genetica (sono contemplate solo le anomalie cromosomiche), la definizione appare più corretta di quella contenuta nella norma precedente.
Il Governo ha tempo 180 giorni per individuare, con Decreto, l’elenco delle patologie esenti dalla ripetizione delle visite, ma non riuscirà a rispettare la previsione e la norma sarà superata dalla Legge 80/2006 approvata nel secondo Governo Berlusconi.

Congedi e agevolazioni lavorative

La Legge 53/2000 aveva introdotto l’opportunità, per i genitori di persone con handicap grave, di ottenere un congedo retribuito, anche frazionabile, di due anni.
Ma era stato posto anche un altro limite: per poter ottenere il congedo era necessario che il figlio disabile fosse in possesso del certificato di handicap grave (art. 3, comma 3 della Legge 104/1992) da almeno cinque anni. Questa incomprensibile limitazione impediva la fruizione del beneficio ai genitori di bambini in tenerissima età oppure nei casi di trauma nell’immediatezza del bisogno.
Questo limite dei cinque anni viene finalmente abrogato dalla Legge Finanziaria per il 2004 (Legge 24 dicembre 2003, n. 350). È un risultato importante soprattutto per la Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap: l’abrogazione ne era un “cavallo di battaglia” già da alcuni anni.
La stessa Legge 24 dicembre 2003, n. 350 favorisce i trasferimenti e le “ricongiunzioni familiari” per i dipendenti delle pubbliche amministrazioni. L’agevolazione interessa i genitori di bambini fino ai tre anni di età. Il genitore potrà richiedere il trasferimento nella stessa provincia o regione dove lavori il coniuge. Il trasferimento, concedibile anche in modo frazionato e comunque per un periodo non superiore ai tre anni, è subordinato alla sussistenza di un posto vacante e disponibile di corrispondente posizione retributiva e previo assenso delle amministrazioni di provenienza e destinazione. L’eventuale dissenso deve essere motivato. L’assenso o il dissenso devono essere comunicati all’interessato entro trenta giorni dalla domanda.
La nuova disposizione non prevede che l’agevolazione sia estesa o rafforzata nel caso in cui il figlio abbia più di tre anni e sia disabile.

Taxi, moto e trattori

Durante la XIV Legislatura c’è qualche novità anche relativamente alle patenti di guida per le persone con disabilità.
La Legge 1 agosto 2003, n. 214, modificando il Regolamento del Codice della Strada, abroga la precedente disposizione (quinto comma dell’articolo 327 del Regolamento) che impediva il rilascio o la conferma di validità della patente per la guida dei motocicli ai conducenti con minorazioni agli arti. Lo specifico Comitato Tecnico impartisce qualche mese dopo una specifica direttiva alle Commissioni mediche locali che rende operativa la modifica di legge offrendo indicazioni anche relativamente agli adattamenti alla guida e alle ortesi.
La stessa Legge 214/2003 consente il rilascio del certificato di abilitazione professionale “a mutilati o a minorati fisici che siano in possesso di patente di categoria B, C e D speciale e siano stati riconosciuti idonei alla conduzione di taxi e di autovetture adibite a noleggio, con specifica certificazione rilasciata dalla commissione medica locale”. Potenzialmente, da quel momento, anche i disabili possono quindi condurre un taxi.
Una successiva novità è introdotta dal Decreto 17 gennaio 2005 che individua quali siano le macchine operatrici ed agricole che possano essere condotte da persone con disabilità titolari di patente B e a quali condizioni. Da quel momento anche i disabili possono condurre, ad esempio, un trattore ma senza rimorchio pesante in quanto ancora la normativa lo impedisce.

Accessibilità informatica

La nuova Legge 4 del 9 gennaio 2004 – la cosiddetta Legge Stanca, dal nome del Ministro che ne ha permesso il varo – sancisce il diritto di accesso ai sistemi informatici e telematici della pubblica amministrazione, oltre che ai servizi di pubblica utilità: un principio importantissimo quale requisito di una democrazia anche “elettronica”.
La norma risponde giustamente ad esigenze già evidenziate da parecchi anni da parte di alcuni esperti (soprattutto del mondo delle associazioni) e parzialmente riprese negli anni scorsi da disposizioni dell’AIPA (Autorità per l’Informatica nella Pubblica Amministrazione, oggi CNIPA). Dopo l’entrata in vigore della Legge 4/2004, le pubbliche amministrazioni non potranno più realizzare strumenti o servizi informatici (ad esempio siti internet) non utilizzabili anche dalle persone con disabilità. Dovranno essere rispettati gli standard condivisi a livello internazionale sull’accessibilità (W3C).
Purtroppo la disposizione non investe le aziende private il che è piuttosto grave se si pensa, ad esempio, alla produzione su supporto digitale delle grandi case editrici. Altre ombre permangono poi nei capitolati di gara delle pubbliche amministrazioni per l’acquisto di nuovi prodotti o servizi: infatti, il requisito dell’accessibilità non è impositivo, ma solo elemento di priorità a parità di altri requisiti.
A completare l’applicazione della nuova norma sarà successivamente emanato un decreto che determina gli standard tecnici che dovranno rifarsi alle indicazioni internazionali già esistenti e condivise.

Amministratore di sostegno

Quella sull’amministratore di sostegno è una norma di importanza notevole, approvata dopo una gestazione durata alcune legislature. Fino all’approvazione della Legge n. 6 del 9 gennaio 2004, quella appunto che ha istituito l’amministratore di sostegno, erano previste dal Codice Civile due forme di tutela giuridica delle persone giuridicamente capaci (maggiorenni) ma incapaci, totalmente o parzialmente, di intendere e di volere. I due istituti sono quelli dell’interdizione e dell’inabilitazione che producono una limitazione, parziale o totale, della capacità di agire. Come noto la capacità di agire si acquisisce al compimento della maggiore età e consente di compiere atti giuridici validi che vanno dalla firma di un contratto a tutto ciò che può creare o modificare o cessare un qualsiasi rapporto giuridico.
A questi due istituti con la Legge 6/2004 si è aggiunto quello dell’amministratore di sostegno. La volontà è quella di tutelare, con la minore limitazione possibile della capacità di agire, le persone prive in tutto o in parte di autonomia, mediante interventi di sostegno temporaneo o permanente che siano di più semplice e veloce applicazione rispetto alle comuni pratiche dell’interdizione o dell’inabilitazione.
Il beneficiario dell’amministrazione di sostegno conserva la capacità di agire per tutti gli atti che non richiedono la rappresentanza esclusiva o l’assistenza necessaria dell’amministratore di sostegno. Il beneficiario dell’amministrazione di sostegno può in ogni caso compiere gli atti necessari a soddisfare le esigenze della propria vita quotidiana.
I potenziali interessati all’amministratore di sostegno sono definiti dall’articolo 404 del Codice Civile: sono le persone che, per effetto di una infermità o di una menomazione fisica o psichica, si trovano nell’impossibilità, anche parziale o temporanea, di provvedere ai propri interessi.
Il ricorso per l’istituzione dell’amministrazione di sostegno può essere proposto dal diretto interessato (anche se minore, interdetto, inabilitato), dal coniuge o da una persona stabilmente convivente, dai parenti entro il quarto grado o dagli affini entro il secondo grado, dal tutore, curatore o dal pubblico ministero, o dai responsabili dei servi sociali.
Il ricorso deve indicare le generalità del beneficiario, la sua dimora abituale, le ragioni per cui si richiede la nomina dell’amministratore di sostegno, il nominativo e il domicilio, se conosciuti dal ricorrente, del coniuge, dei discendenti, degli ascendenti, dei fratelli e dei conviventi del beneficiario. È previsto che il giudice tutelare ascolti personalmente il diretto interessato tenendo adeguatamente in conto dei bisogni e delle richieste di questi. Nel procedimento di nomina dell’amministratore di sostegno interviene il pubblico ministero.
Il giudice provvede entro sessanta giorni dalla data di presentazione della richiesta alla nomina dell’amministratore di sostegno con decreto motivato immediatamente esecutivo.
Qualora ne sussista la necessità, il giudice può anche procedere alla nomina di un amministratore di sostegno provvisorio indicando gli atti che è autorizzato a compiere.
Il decreto di nomina, che può essere temporaneo o a tempo indeterminato, contiene alcune precise indicazioni: le generalità della persona beneficiaria e dell’amministratore di sostegno; la durata dell’incarico; l’oggetto dell’incarico e degli atti che l’amministratore di sostegno ha il potere di compiere in nome e per conto del beneficiario; gli atti che il beneficiario può compiere solo con l’assistenza dell’amministratore di sostegno; i limiti, anche periodici, delle spese che l’amministratore di sostegno può sostenere con uso delle somme di cui il beneficiario ha o può avere la disponibilità; la periodicità con cui l’amministratore di sostegno deve riferire al giudice circa l’attività svolta e le condizioni di vita personale e sociale del beneficiario.
Nell’individuare l’amministratore, il giudice tutelare preferisce, quando possibile, il coniuge (non separato legalmente), la persona stabilmente convivente, il padre, la madre, il figlio o il fratello o la sorella, il parente entro il quarto grado, ma può chiamare all’incarico anche altra persona idonea, o soggetti quali fondazioni o associazioni nella persona del legale rappresentante o altra persona che questi ha facoltà di delegare. L’amministratore di sostegno può essere designato anche dallo stesso interessato, in previsione della propria eventuale futura incapacità.
L’amministratore di sostegno, che non può percepire alcun compenso per la sua attività, ha dei precisi doveri nello svolgimento dell’incarico e deve, innanzitutto, tener conto dei bisogni e delle aspirazioni del beneficiario.
In caso di contrasto, di scelte o di atti dannosi ovvero di negligenza nel perseguire l’interesse o nel soddisfare i bisogni o le richieste del beneficiario, questi, il pubblico ministero o gli altri soggetti legittimati (coniuge, familiari, parenti, affini ecc.) possono ricorrere al giudice tutelare, che adotta con decreto motivato gli opportuni provvedimenti.
L’amministrare deve presentare periodicamente al giudice tutelare una relazione sulle attività svolte e sulle condizioni di vita del beneficiario.
Su istanza al giudice l’amministratore può essere sostituito qualora ne sussistano i motivi e i presupposti. Come già detto, la stessa amministrazione di sostegno può essere revocata, su istanza motivata, qualora non sussistano più i presupposti che l’hanno determinata.
In linea generale il procedimento per l’amministratore di sostegno è molto meno costoso e lungo degli analoghi iter di interdizione e inabilitazione. Per questo ricorso non è prevista l’obbligatorietà dell’assistenza di un legale, anche se alcuni giudici – pochi, fortunatamente – sollevano obiezioni su tale aspetto. Lo spirito della norma è tuttavia molto chiaro: assicurare forme di tutela in modo più snello e quindi anche meno costoso.
Al momento attuale la norma sull’amministrazione di sostegno sta incontrando qualche disomogeneità applicativa dovuta alle interpretazioni diverse dei tribunali. Non a caso si invocano da più parti indicazioni ministeriali dirimenti.

 

Elenco delle norme approvate

Circolare Ministeriale - Ministero delle Finanze 14/06/2001 n. 55
“Videoconferenza dichiarazione dei redditi 2001. Risposta a quesiti vari”
Risoluzione - Ministero delle Finanze - Agenzia delle Entrate Direzione Centrale Normativa e Contenzioso 03/07/2001 n. 97
“Richiesta di esenzione dall’imposta di bollo dei verbali di visita medica delle Commissioni Mediche Periferiche”
Circolare Ministeriale - Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale - Direzione Generale per l’impiego - Divisione III 10/07/2001 n. 66
“Disciplina generale del collocamento obbligatorio  Assunzioni obbligatorie. Indicazioni operative in materia di accertamenti sanitari e di assegno di incollocabilità.”
Circolare Ministeriale - Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca 20/07/2001 n. 125
“Certificazioni per gli alunni in situazione di handicap”
Circolare Ministeriale - Ministero delle Finanze - Agenzia delle Entrate Direzione Centrale Normativa e Contenzioso 30/07/2001 n. 72
“Ulteriori chiarimenti in materia di agevolazioni fiscali per l’acquisto di veicoli da parte di soggetti non vedenti e sordomuti.”
Decreto Ministeriale - Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali 28/08/2001 n. 388
“Regolamento concernente i criteri e le modalità per la concessione e l’erogazione dei contributi di cui all’articolo 96 della legge 21 novembre 2000, n. 342, in materia di attività di utilità sociale, in favore di associazioni di volontariato e organizzazioni non lucrative di utilità sociale.”
Nota Ministeriale - Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca 17/09/2001
“Integrazione scolastica degli alunni in situazione di handicap”
Nota Ministeriale - Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca 30/11/2001
“Assistenza di base agli alunni in situazione di handicap”
Circolare Ministeriale - Ministero della Salute 13/12/2001 n. 13
“Indicazioni per l’applicazione dei Regolamenti relativi all’esenzione per malattie croniche e rare”
Decreto Ministeriale - Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali 13/12/2001 n. 470
“Regolamento concernente criteri e modalità per la concessione e l’erogazione dei finanziamenti di cui all’articolo 81 della legge 23 dicembre 2000, n. 388, in materia di interventi in favore dei soggetti con handicap grave privi dell’assistenza dei familiari”
Circolare - INPDAP 27/12/2001 n. 75
“Articolo 80, comma 3, della Legge 23 dicembre 2000, n. 388 - Benefici in favore dei lavoratori sordomuti e invalidi”
Legge - 28/12/2001 n. 448
“Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2002).”

2002

Decreto Legislativo - 15/01/2002 n. 9  
“Disposizioni integrative e correttive del nuovo codice della strada, a norma dell’articolo 1, comma 1, della legge 22 marzo 2001, n. 85”
Circolare Ministeriale - Ministero delle Finanze 01/02/2002 n. 15/E
“Legge 28 dicembre 2001, n. 448 (Finanziaria 2002). Primi chiarimenti. Disposizioni varie.”
Risoluzione - Ministero delle Finanze - Agenzia delle Entrate Direzione Centrale Normativa e Contenzioso 09/04/2002 n. 113/E
“Interpello n. 954-39/2002 - Articolo 11, legge 27 luglio 2000, n. 212 - Art. 13 bis, lett. c), del TUIR - Detrazione d’imposta per spese sanitarie.”
Risoluzione - Agenzia delle Entrate - Direzione Centrale Normativa e Contenzioso 04/06/2002 n. 169  
“Tasse automobilistiche - Agevolazioni a favore dei soggetti portatori di handicap - Chiarimenti.”
Circolare Ministeriale - Ministero del Lavoro e della Politiche sociali 03/07/2002 n. 1444
“Linee di indirizzo per l’erogazione dell’indennità prevista dall’art. 39, comma 1, della Legge 28 dicembre 2001, n. 448 a favore dei lavoratori affetti da talassemia major (morbo di Cooley) e drepanocitosi.”
Risoluzione - Agenzia delle Entrate - Direzione Centrale Normativa e Contenzioso 16/08/2002 n. 284
“Interpello - Articolo 11, legge 27 luglio 2000, n.212 - Art. 13-bis, lett.c), del TUIR - Detrazione d’imposta per acquisto autovettura”
Risoluzione - Agenzia delle Entrate - Direzione Centrale Normativa e Contenzioso 17/09/2002 n. 306/E
“Agevolazioni fiscali per le spese di riparazione dei veicoli adibiti al trasporto di persone disabili”
Legge - 27/12/2002 n. 289  
“Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2003)”
Legge - 27/12/2002 n. 288  
“Provvidenze in favore dei grandi invalidi.”

2003

Legge - 05/02/2003 n. 17
“Nuove norme per l’esercizio del diritto di voto da parte degli elettori affetti da gravi infermità”
Direttiva della Presidenza del Consiglio dei Ministri - 28/02/2003
“Indizione della “Giornata nazionale per l’abbattimento delle barriere architettoniche”.”
Circolare - Presidenza del Consiglio dei Ministri 03/03/2003 n. 16090  
“Utilizzo degli obiettori di coscienza e dei volontari del servizio civile come accompagnatori dei grandi invalidi di guerra e per servizio nonchè dei ciechi civili.”
Decreto Legislativo - 30/06/2003 n. 196  
“Codice in materia di protezione dei dati personali”
Decreto Ministeriale - Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti 30/09/2003
“Disposizioni comunitarie in materia di patenti di guida e recepimento della direttiva 2000/56/CE. (Decreto n. 40T).”
Legge - 24/11/2003 n. 326
“Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269, recante disposizioni urgenti per favorire lo sviluppo e per la correzione dell’andamento dei conti pubblici”
Legge - 24/12/2003 n. 350
“Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2004)”

2004

Legge - 09/01/2004 n. 4 “Disposizioni per favorire l’accesso dei soggetti disabili agli strumenti informatici.”
Legge - 09/01/2004 n. 6 “Introduzione nel libro primo, titolo XII, del codice civile del capo I, relativo all’istituzione dell’amministrazione di sostegno e modifica degli articoli 388, 414, 417, 418, 424, 426, 427 e 429 del codice civile in materia di interdizione e di inabilitazione, nonché relative norme di attuazione, di coordinamento e finali”
Legge - 27/02/2004 n. 47 “Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 24 dicembre 2003, n. 355, recante proroga di termini previsti da disposizioni legislative.”
Decreto Presidente del Consiglio dei Ministri - 08/04/2004“Attività svolte dalla Federazione italiana sport disabili, quale Comitato Italiano Paraolimpico.”
Parere - Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali Direzione generale della tutela delle condizioni del lavoro 05/05/2004 n. 15/0001920 “Influenza dei permessi ex art. 33 della Legge n. 104/92 sulla 13° mensilità e sulle ferie spettanti.”
Circolare Ministeriale - Agenzia delle Entrate Direzione Centrale Normativa e Contenzioso 10/06/2004 n. 24 “Dichiarazioni dei redditi 2004 relative al periodo d’imposta 2003 -Questioni interpretative in materia di IRPEF”
Legge - 30/12/2004 n. 311 Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2005)

2005
Nota Ministeriale - Dipartimento della Funzione Pubblica 08/03/2005
“Permessi retribuiti di cui all’art. 33, commi 2 e 3, della legge n. 104/1992”