Il terzo Governo Berlusconi

Durata: 372 giorni (dal 23 aprile 2005 al 16 maggio 2006)
Alcuni Ministri: Silvio Berlusconi (Presidente del Consiglio dei Ministri), Gianfranco Fini e Giulio Tremonti (Vicepresidenti), Lucio Stanca (Innovazione e tecnologie), Stefania Prestigiacomo (Pari opportunità), Giulio Tremonti (Economia e finanze), Letizia Moratti (Istruzione, università e ricerca), Roberto Maroni (Lavoro e politiche sociali), Pietro Lunardi (Infrastrutture e trasporti).
Coalizione politica: Casa delle Libertà (Forza Italia, Alleanza Nazionale, UDC-CCD, Lega Nord)

Il terzo Governo Berlusconi entra in carica nell’aprile del 2005 dopo un breve crisi con un rimpasto governativo e durerà in carica fino al termine della XIV Legislatura, cioè poco più di un anno. Anche in questo periodo sono da segnalare alcune incisive disposizioni relative alle persone con disabilità.

Trasferimenti all’INPS

Il terzo Governo Berlusconi interviene anche nell’ambito dei procedimenti relativi al riconoscimento delle minorazioni civili.
La Legge 2 dicembre 2005, n. 248 (art. 10) prevede infatti una misura che riguarda le procedure di riconoscimento dell’invalidità civile, della cecità civile e del sordomutismo. Vengono trasferite all’INPS le funzioni di verifica attribuite precedentemente al Ministero dell’Economia.
Fino a quel momento il Ministero dell’Economia verificava tutti i verbali di invalidità civile, di handicap (Legge 104/1992) e di disabilità (Legge 68/1999) attraverso proprie Commissioni Mediche di Verifica presenti su tutto il territorio nazionale.
Nella sostanza tutti i verbali delle Commissioni delle Aziende USL, prima di essere consegnati al cittadino, dovevano essere approvati dalle Commissioni Mediche di Verifica del Ministero dell’Economia. La Commissione poteva convalidare i verbali, oppure richiedere approfondimenti oppure convocare a nuova visita i cittadini. Inoltre poteva effettuare controlli periodici a campione.
Con la Legge citata tutte queste competenze, assieme a tutto il personale e alle risorse economiche necessarie, sono trasferite all’INPS, l’Istituto cui già è affidata l’erogazione delle provvidenze economiche agli invalidi civili, ciechi civili e sordomuti.
Come per le Commissioni delle Aziende USL, anche nelle nuove Commissioni Mediche di Verifica è prevista la partecipazione dei medici nominati in rappresentanza dell’Associazione Nazionale Mutilati e Invalidi Civili, dell’Unione Italiana dei Ciechi e dell’Ente Nazionale per la protezione e l’assistenza dei Sordomuti. Diversamente dalle Commissioni delle Aziende USL invece non è prevista la partecipazione dei medici nominati in rappresentanza dell’ANFFAS.
Il provvedimento viene contestato dalle Associazioni e, pur molto timidamente, da alcune Regioni. Di fatto la disposizione entra a regime dopo il decreto di trasferimento delle risorse che avviene solo nel 2007 con il secondo Governo Prodi (Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri del 30 marzo 2007).

5 per mille e ONLUS

La Legge 266/2005 ammette in via sperimentale (è tuttora in vigore essendo stata confermata nelle Finanziarie successive) la possibilità per i contribuenti di versare il 5 per mille dell’IRPEF ad associazioni riconosciute, ad ONLUS e ad associazioni di promozione sociale. La norma prevede che siano ammesse a questa opportunità solo le organizzazioni che ne abbiano i requisiti e che si iscrivano in un apposito registro presso il Ministero dell’Economia. Le modalità di iscrizione saranno fissate con un successivo decreto.
La Legge finanziaria per il 2006 (Legge 266/2005) concede alle Regioni di estendere alle ONLUS una forma agevolata relativamente all’IRAP (Imposta Regionale sulle Attività Produttive), dovuta fino a quel momento per intero anche dalle ONLUS, nel momento in cui abbiano dei dipendenti ed un’attività commerciale marginale.

Persone disabili e discriminazioni: tutela giudiziaria

Con la Legge 1 marzo 2006, n. 67 (Misure per la tutela giudiziaria delle persone con disabilità vittime di discriminazioni) si assumono anche per le persone con disabilità strumenti di procedura giudiziaria già adottati per altri aspetti discriminatori. La norma trae origine e ispirazione da direttive dell’Unione Europea sulla parità di trattamento fra le persone.
L’articolo 2 della Legge 67/2006 illustra quali siano i comportamenti da considerare discriminatori distinguendo fra discriminazione diretta e indiretta. La discriminazione è diretta quando, per motivi connessi alla disabilità, una persona è trattata meno favorevolmente di quanto sia, sia stata o sarebbe trattata una non disabile in una situazione analoga.
La discriminazione è indiretta quando una disposizione, un criterio, una prassi, un atto, un patto o un comportamento apparentemente neutri mettono una persona con disabilità in una posizione di svantaggio rispetto ad altre persone.
Rappresentano poi discriminazione tutti quei comportamenti indesiderati che creano nei confronti dei disabili un clima di intimidazione ostile e degradante, il cosiddetto mobbing, oltre che a ledere la loro dignità e libertà.
Le misure previste per contenere o sanzionare i comportamenti discriminatori sono, come già detto, di natura giurisdizionale, consistono cioè in una maggiore tutela di chi ricorre contro situazioni discriminatorie.
Il Legislatore riprende le disposizioni di tutela giurisdizionale già previste dal Testo unico sull’immigrazione (articolo 44 del Decreto Legislativo n. 268/1998) che si affiancano a quelle ordinarie previste dal Codice Civile.
L’articolo 44 del Decreto Legislativo n. 268/1998, prevede “in presenza del comportamento produttivo di una discriminazione per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi […] la possibilità di agire in giudizio davanti al tribunale civile in composizione monocratica al fine di poter ottenere un’ordinanza che, anche in via di urgenza, possa rimuovere gli effetti della discriminazione e risarcire il danno subito, anche se di natura non patrimoniale”.
In caso di accoglimento, i provvedimenti richiesti sono immediatamente esecutivi. Una sanzione penale è irrogata in caso di mancata esecuzione dei provvedimenti del giudice (reclusione fino a tre anni o multa da 103 a 1.032 euro). Ora queste disposizioni si estendono anche agli episodi di discriminazione che riguardano le persone con disabilità.
Il comma 2 dell’articolo 3 introduce un elemento tecnico che consente al Giudice di valutare gli elementi indizianti con una maggiore discrezionalità di giudizio nella valutazione delle “prove”. Il ricorrente (il disabile, quindi) è maggiormente avvantaggiato nelle produzione degli elementi probatori di fatto che devono comunque essere “gravi, precisi e concordanti”.
Nel caso di esito favorevole al disabile, il giudice, oltre a provvedere, se richiesto, al risarcimento del danno, anche non patrimoniale, ordina la cessazione del comportamento, della condotta o dell’atto discriminatorio, se ancora sussiste, e adotta ogni altro provvedimento per rimuovere gli effetti della discriminazione, compresa l’adozione, entro un dato termine, di un piano di rimozione delle discriminazioni accertate.
È anche prevista una ulteriore modalità di riparazione del danno. Il giudice infatti può ordinare la pubblicazione della sentenza per una sola volta “su un quotidiano di tiratura nazionale, ovvero su uno dei quotidiani a maggiore diffusione nel territorio interessato” a spese del soccombente.
L’ultimo articolo della nuova norma prevede che la persona disabile possa farsi rappresentare in giudizio da associazioni o enti individuati con decreto del Ministro per le Pari opportunità, di concerto con il Ministro del Lavoro e delle politiche sociali, sulla base della finalità statutaria e della stabilità dell’organizzazione. Il decreto è stato approvato dal secondo Governo Prodi.
Le stesse associazioni e gli enti possono intervenire nei giudizi per danno subìto dalle persone con disabilità e ricorrere in sede di giurisdizione amministrativa per l’annullamento di atti lesivi degli interessi delle persone stesse. Sono altresì legittimate ad agire, in relazione ai comportamenti discriminatori quando questi assumano carattere collettivo e quindi, ad esempio, ricorrere al giudice amministrativo (il TAR) contro le delibere regionali o dei Comuni.

Semplificazioni amministrative

Il Parlamento torna sulla materia della semplificazione amministrativa nei procedimenti relativi alle minorazioni civili con la Legge 80/2006, in modo più determinato della precedente e inapplicata Legge 326/2003.
Un articolo specifico prevede che alle Regioni sia data facoltà di adottare disposizioni per semplificare le procedure di accertamento delle minorazioni civili e dell’handicap. Con questa indicazione il Legislatore ha voluto promuovere un superamento di alcuni ostacoli burocratici, primo fra tutti quello delle ripetizioni delle valutazioni medico-legali. La nuova norma suggerisce l’unificazione delle diverse visite di accertamento in modo da evitare un sovraccarico per la pubblica amministrazione ed un disagio per il cittadino. La disposizione sarebbe stata più completa se avesse incluso anche le valutazioni connesse all’accertamento relativo alla Legge 68/1999, cioè quelle necessarie ai fini del collocamento mirato.
Il comma 3 dello stesso articolo tenta di affrontare un problema piuttosto datato: quello della ripetizione delle visite di accertamento negli anni anche per soggetti che hanno patologie o menomazioni stabilizzate e non reversibili.
La norma sostituisce quella precedente con una nuova disposizione che prevede che i soggetti portatori di menomazioni o patologie stabilizzate o ingravescenti, inclusi i soggetti affetti da sindrome da talidomide, che abbiano dato luogo al riconoscimento dell’indennità di accompagnamento o di comunicazione siano esonerati da ogni visita medica finalizzata all’accertamento della permanenza della minorazione civile o dell’handicap.
La nuova norma, che pure va giudicata positivamente, lascia perplessi rispetto al vincolo della titolarità dell’indennità di accompagnamento o di comunicazione. Infatti vi sono patologie o menomazioni assolutamente stabilizzate e non reversibili che non danno titolo all’indennità di accompagnamento.
Con un decreto del Ministro dell’Economia e delle finanze, di concerto con il Ministro della Salute, saranno individuate le patologie e le menomazioni rispetto alle quali sono esclusi gli accertamenti di controllo e di revisione. Lo stesso decreto indicherà la documentazione sanitaria, da richiedere agli interessati o alle commissioni mediche delle aziende sanitarie locali qualora non acquisita agli atti, idonea a comprovare la minorazione. Il decreto è stato approvato nella Legislatura successiva nell’agosto 2007.
L’ultimo comma riguarda i malati oncologici per i quali viene previsto un iter di accertamento accelerato. L’accertamento deve essere effettuato dalle Commissioni delle Aziende USL entro quindici giorni dalla domanda dell’interessato. La norma afferma che gli “esiti dell’accertamento hanno efficacia immediata per il godimento dei benefici da essi derivanti”. Questo lascia intendere che il rilascio del verbale è immediato e utile ai fini dei benefici lavorativi, esenzione ticket, erogazione delle eventuali provvidenze economiche e quanto altre norme, anche regionali, prevedano. Tuttavia l’articolo in questione conferma la possibilità per la commissione medica periferica di sospenderne gli effetti fino all’esito di ulteriori accertamenti. Si tratta delle commissioni di verifica che di recente sono state trasferite dal Ministero dell’Economia all’INPS.

Esercizio di voto

In previsione delle imminenti consultazioni elettorali del 2006, la Legge 22 del 27 gennaio 2006 accoglie un’istanza relativa all’esercizio del diritto di voto di persone con disabilità gravissima.
La nuova norma ammette, per la prima volta, la possibilità di voto a domicilio per le persone affette da gravi infermità, tali da impedirne l’allontanamento dall’abitazione in cui dimorano, che si trovino in condizioni di dipendenza continuativa e vitale da apparecchiature elettromedicali. Si pensi, solo a titolo di esempio, alle persone che utilizzano permanentemente un respiratore. Costoro potranno votare nel luogo dove dimorano che non è necessariamente quello in cui hanno ufficialmente la residenza. È bene sottolineare che la disposizione non riguarda le persone disabili, pur gravi e magari allettate, che non siano in situazione di dipendenza da apparecchi elettromedicali.
Ecco per sommi capi cosa prevede operativamente la nuova norma. Gli elettori che si trovino nelle condizioni descritte devono far pervenire, non oltre il quindicesimo giorno prima della data della votazione, al sindaco del Comune nelle cui liste elettorali sono iscritti, una dichiarazione attestante la volontà di esprimere il voto presso l’abitazione in cui dimorano e indicando l’indirizzo completo.
Devono allegare copia della tessera elettorale e un certificato medico da cui risulti che l’infermità comporta una “dipendenza continuativa e vitale da apparecchiature elettromedicali, tale da impedire all’elettore di recarsi al seggio” e se il soggetto ha necessità di essere assistito durante l’esercizio del voto. Questo certificato può essere rilasciato esclusivamente da un medico designato dalle Aziende Sanitarie Locali.
Il sindaco, una volta ricevuta e verificata la completezza della documentazione, deve includere i nomi degli elettori ammessi al voto a domicilio in appositi elenchi distinti per sezioni e consegnarli in occasione delle elezioni al presidente di ciascuna sezione, il quale, all’atto della costituzione del seggio, provvede a prenderne nota sulla lista elettorale della sezione.
Il sindaco nel frattempo rilascia ai richiedenti un’attestazione dell’avvenuta inclusione negli elenchi e pianifica il supporto tecnico e operativo a disposizione degli uffici elettorali di sezione per la raccolta del voto domiciliare.
Il voto viene raccolto, durante le ore in cui è aperta la votazione, dal presidente dell’ufficio elettorale di sezione nella cui circoscrizione dimora il disabile. Sono presenti uno degli scrutatori del seggio, designato con sorteggio, e il segretario. Possono partecipare anche i rappresentanti di lista che ne facciano richiesta. Il presidente deve assicurare la libertà e la segretezza del voto.
Le schede votate sono custodite dal presidente e sono immediatamente riportate presso l’ufficio elettorale di sezione e immesse nell’urna destinata alle votazioni.
Sempre a proposito di diritto di voto va ricordata un’altra norma approvata nel corso della stessa Legislatura: la Legge n. 17 del 5 febbraio 2003 ha infatti introdotto una importante novità per quanto riguarda il diritto di voto dei non vedenti e delle persone con disabilità di tipo fisico che impediscano l’uso delle mani. Fino all’entrata in vigore delle Legge 17, un altro elettore poteva essere scelto come accompagnatore per l’esercizio in concreto del diritto di voto.
L’accompagnatore però doveva obbligatoriamente essere iscritto nella lista elettorale dello stesso Comune dell’assistito.
Con la Legge 17 del 2003 è decaduta questa condizione. L’unico requisito richiesto per l’accompagnatore dell’elettore disabile è quello della iscrizione nelle liste elettorali di un qualsiasi Comune italiano.

Ingresso gratuito ai musei

Il Decreto del Ministro per i Beni e le attività culturali n. 239 del 20 aprile 2006 modifica un precedente regolamento disciplinando in modo diverso l’ingresso gratuito agli istituti ed ai luoghi della cultura.
Sono tali i monumenti, musei, gallerie, scavi di antichità, parchi e giardini monumentali dello Stato. Sono quindi esclusi i parchi e i musei gestiti direttamente da privati e non di proprietà dello Stato.
Il nuovo decreto, elencando gli aventi diritto all’ingresso gratuito, ha introdotto una novità anche a favore delle persone con disabilità.
Viene riservato l’ingresso gratuito ai cittadini dell’Unione Europea “portatori di handicap e ad un loro familiare o ad altro accompagnatore che dimostri la propria appartenenza a servizi di assistenza socio-sanitaria”.
Il decreto non fornisce alcuna indicazione circa la documentazione da esibire per poter godere di questo nuovo diritto. Non è precisato quale documentazione sia necessaria per dimostrare la propria invalidità, né – soprattutto – come si accerti l’appartenenza a servizi di assistenza socio-sanitaria.

 

Elenco delle norme approvate

Risoluzione - Agenzia delle Entrate - Direzione Centrale Normativa e Contenzioso 03/05/2005 n. 57
“Agevolazioni fiscali previste dal D. L. 669/96 per l’acquisto di sussidi tecnici e informatici volti a favorire l’autonomia e l’autosufficienza delle persone con disabilità.”
Circolare Ministeriale - Ministero delle infrastrutture e dei trasporti - Dipartimento per i Trasporti Terrestri - Direzione Generale per la Motorizzazione 02/09/2005 n. MOT3/4397/M350
“Certificato di idoneità alla guida dei ciclomotori. Decreto legge 30 giugno 2005, convertito, con modifiche nella legge 17 agosto 2005, n. 168.”
Legge - 02/12/2005 n. 248
“Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 30 settembre 2005, n. 203, recante misure di contrasto all’evasione fiscale e disposizioni urgenti in materia tributaria e finanziaria”
Legge - 23/12/2005 n. 266
“Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2006 )”

2006

Circolare Ministeriale - Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali 14/01/2006 n. A/2006 “Parere n. 3389/2005 emesso dalla sezione seconda del Consiglio di Stato in merito agli effetti dei permessi di cui all’art. 33, legge n. 104/1992 sulle ferie e sulla tredicesima mensilità.”
Legge - 27/01/2006 n. 22
“Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 3 gennaio 2006, n. 1, recante disposizioni urgenti per l’esercizio domiciliare del voto per taluni elettori, per la rilevazione informatizzata dello scrutinio e per l’ammissione ai seggi di osservatori OSCE, in occasione delle prossime elezioni politiche.”
Nota Ministeriale - Ministero delle infrastrutture e dei trasporti - Dipartimento per i trasporti terrestri - Direzione generale per la motorizzazione 06/02/2006 n. 107  
“Richiesta chiarimenti sulla gratuità dei posteggi delimitati da segnaletica blu a pagamento quando sono occupati da veicoli al servizio delle persone invalide detentrici di speciale contrassegno.”
Decreto Presidente del Consiglio dei Ministri - 23/02/2006 n. 185  
“Regolamento recante modalità e criteri per l’individuazione dell’alunno come soggetto in situazione di handicap, ai sensi dell’articolo 35, comma 7, della legge 27 dicembre 2002, n. 289.”
Legge - 01/03/2006 n. 67
“Misure per la tutela giudiziaria delle persone con disabilità vittime di discriminazioni.”
Legge - 09/03/2006 n. 80
“Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 10 gennaio 2006, n. 4, recante misure urgenti in materia di organizzazione e funzionamento della pubblica amministrazione.”
Decreto Ministeriale - Ministero per i beni e le attività culturali 20/04/2006 n. 239  
“Modifiche al regolamento di cui al decreto ministeriale 11 dicembre 1997, n. 507: “Norme per l’istituzione del biglietto d’ingresso ai monumenti, musei, gallerie, scavi di antichità, parchi e giardini monumentali”.”