Il secondo Governo D’Alema

Durata: 119 giorni (dal 22 dicembre 1999 al 25 aprile 2000)
Alcuni Ministri: Massimo D’Alema (Presidente del Consiglio dei Ministri), Livia Turco (Solidarietà sociale), Giuliano Amato (Tesoro, bilancio e programmazione economica), Vincenzo Visco (Finanze), Luigi Berlinguer (Pubblica istruzione), Willer Bordon (Lavori pubblici), Pier Luigi Bersani (Trasporti e navigazione), Cesare Salvi (Lavoro e previdenza sociale), Rosy Bindi (Sanità), Ortensio Zecchino (Università e ricerca scientifica e tecnologica), Stefano Passigli (Innovazione tecnologica), Laura Balbo (Pari opportunità).
Coalizione politica: Ulivo – PDCI – UDR – Indipendenti.

Il secondo Governo D’Alema, che succede a se stesso dopo una rapida crisi, dura in carica solo 119 giorni e, ancora una volta, il primo impegno è quello di approvare la Legge Finanziaria per il 2000.

Agevolazioni a ciechi e sordomuti

Ed è proprio nella Finanziaria per il 2000 (Legge 488/1999) che le agevolazioni fiscali sui veicoli fino a quel momento riservate alle persone con disabilità motoria vengono estese anche ai non vedenti e ai sordomuti senza obbligo di adattare il veicolo. La legge prevede che per i non vedenti e i sordomuti sia possibile la sola detrazione IRPEF della spesa sostenuta, ma provvedimenti successivi amplieranno le agevolazioni anche all’IVA.
Nella stessa norma viene introdotta anche l’opportunità di detrarre una cifra forfetaria di un milione di lire per il mantenimento dei cani guida per i ciechi.

Permessi e congedi

La Legge 53 del 8 marzo 2000 (Disposizioni per il sostegno della maternità e della paternità, per il diritto alla cura e alla formazione e per il coordinamento dei tempi delle città) è una norma di particolare rilievo non sono per le persone con disabilità e per i loro familiari. La norma tenta ambiziosamente di rispondere alle istanze di maggiore flessibilità nell’organizzazione sociale promuovendo “un equilibrio tra tempi di lavoro, di cura, di formazione e di relazione”.
Gli strumenti adottati sono: nuove forme di congedo parentale in particolare rivolte all’assistenza ai bambini e l’estensione del sostegno ai genitori di soggetti portatori di handicap; l’istituzione del congedo per la formazione continua e l’estensione dei congedi per la formazione; la promozione di forme di flessibilità nell’organizzazione del lavoro a favore della famiglia.
Con la Legge 53/2000 i genitori anche adottivi o affidatari possono avvalersi di nuove forme di congedo per assistere i figli fino agli otto anni di età. La lavoratrice madre, trascorso il periodo di astensione obbligatoria dopo il parto, può richiedere un periodo di astensione, frazionato o continuativo, non superiore ai sei mesi. Analogo periodo di astensione può essere richiesto dal lavoratore padre: entrambi i genitori possono ottenere i permessi senza però eccedere – in linea generale – il limite complessivo di dieci mesi.
A questi congedi si aggiunge la possibilità per entrambi i genitori, alternativamente, di astenersi dal lavoro durante le malattie del bambino di età inferiore a otto anni. Se il bambino è di età compresa fra tre e otto anni l’astensione è limitata a cinque giorni l’anno per ciascun genitore.
Nuove opportunità e responsabilità vengono riconosciute al lavoratore padre cui viene concesso di astenersi nei primi tre mesi dalla nascita del figlio nel caso sia sopravvenuto il decesso della madre, la madre sia affetta da una grave infermità o il bambino sia in affidamento esclusivo al padre.
Nel primo anno di vita del bambino vengono riconosciuti alla lavoratrice due periodi di riposo, anche cumulabili nella giornata. Il riposo è uno solo quando l’orario di lavoro è inferiore alle sei ore. I periodi di riposo hanno la durata di un’ora ciascuno.
Questi periodi di riposo, e i relativi trattamenti economici, sono riconosciuti al padre lavoratore in alternativa alla madre lavoratrice dipendente che non se ne avvalga; nel caso in cui i figli siano affidati al solo padre; nel caso in cui la madre non sia lavoratrice dipendente. Nel caso poi di parto plurimo i periodi di riposo vengono raddoppiati e le ore aggiuntive possono essere utilizzate anche dal lavoratore padre.
Dalla Legge 53/2000 vengono anche previsti nuovi congedi per eventi e cause particolari: i lavoratori hanno diritto ad un permesso retribuito di tre giorni lavorativi all’anno in caso di decesso o di documentata grave infermità del coniuge o di un parente entro il secondo grado o del convivente.
I dipendenti pubblici o privati possono richiedere, per gravi e documentati motivi familiari, un periodo di congedo, continuativo o frazionato, non superiore a due anni. Durante tale periodo il dipendente conserva il posto di lavoro, ma non ha diritto alla retribuzione e non può svolgere alcun tipo di attività lavorativa. Le modalità di accesso a queste agevolazioni saranno disciplinate da un successivo decreto (Decreto Ministeriale 21 luglio 2000, n. 278), approvato durante il Governo Amato.
La Legge 53/2000 interviene anche sui permessi lavorativi previsti dall’articolo 33 della Legge quadro sull’handicap (Legge 104/1992) correggendone alcune disparità. I permessi lavorativi vengono concessi anche qualora l’altro genitore non ne abbia diritto. Un esempio: dopo la Legge 53/2000 ha diritto ai permessi anche il padre di un disabile (grave) la cui moglie sia casalinga.
Inoltre, non è più necessaria la convivenza del lavoratore con il familiare da assistere per poter fruire dei tre giorni di permesso mensile.
I permessi mensili oltre che retribuiti sono coperti da contributi figurativi, il che permette – e sulla questione ci saranno lunghi contenziosi – di maturare tredicesima mensilità e ferie anche durante quelle assenze.
Viene definitivamente chiarito che i disabili lavoratori possono usufruire o dei permessi lavorativi di due ore al giorno oppure dei tre giorni mensili. Non è concessa la cumulabilità.
Oltre ad altre novità su congedi per formazione, su parti prematuri, su incentivi alle aziende, la Legge 53/2000 prevede anche l’impegnativa definizione di un testo unico delle norme in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità che sarà approvato nel 2001 (Governo Amato) con il Decreto Legislativo 151.

 

Elenco delle norme approvate

Legge - 23/12/1999 n. 488
“Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato - Legge finanziaria”

2000

Decreto Presidente del Consiglio dei Ministri - 13/01/2000
“Atto di indirizzo e coordinamento in materia di collocamento obbligatorio dei disabili, a norma dell’art. 1, comma 4, della legge 12 marzo 1999, n. 68.”
Decreto Ministeriale - Ministero del Lavoro e della Previdenza sociale e Ministero del Tesoro 13/01/2000 n. 91
“Regolamento recante norme per il funzionamento del Fondo nazionale per il diritto al lavoro dei disabili, istituito dall’articolo 13, comma 4, della legge 12 marzo 1999, n. 68.”
Circolare Ministeriale - Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale - Direzione Generale per l’impiego - Divisione III 17/01/2000 n. 4
“Iniziali indicazioni per l’attuazione della legge 12 marzo 1999, n. 68, recante: “Norme per il diritto al lavoro dei disabili”.”
Circolare Ministeriale - Ministero dei Trasporti e della Navigazione - Dipartimento dei Trasporti Terrestri - Unità di Gestione Motorizzazione e Sicurezza del Trasporto Terrestre 25/02/2000 n. B11/2000/Mot
“Veicoli adattati a favore di soggetti portatori di handicap con ridotte capacità motorie.”
Decreto Ministeriale - 01/03/2000
“Determinazione, per l’anno 2000, degli importi delle pensioni, degli assegni e delle indennità a favore dei mutilati ed invalidi civili, ciechi civili e sordomuti nonché dei limiti di reddito prescritti per la concessione delle provvidenze stesse.”
Legge - 08/03/2000 n. 53
“Disposizioni per il sostegno della maternità e della paternità, per il diritto alla cura e alla formazione e per il coordinamento dei tempi delle città”
Circolare Ministeriale - Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale, Direzione Generale per l’Impiego 24/03/2000 n. 17
“Assunzioni obbligatorie. Legge 12 marzo 1999, n. 68. Regime sanzionatorio.”
Circolare Ministeriale - Ministero delle Finanze 12/04/2000 n. 74
“Chiarimenti circa la detrazione ai fini dell’imposta sul reddito delle persone fisiche spettante a fronte delle spese sostenute per l’acquisto di autoveicoli destinati alla locomozione dei soggetti non vedenti e dei soggetti sordomuti. Ulteriori chiarimenti in merito alle agevolazioni in materia di IVA e di tassa sul possesso degli autoveicoli previste in favore dei disabili.”