Il secondo Governo Prodi

Durata: 617 giorni (dal 17 maggio 2006 al 24 gennaio 2008) a cui vanno aggiunti circa 90 giorni fino alla formazione del nuovo Governo dopo le votazioni del 13 e 14 aprile 2008.
Alcuni Ministri: Romano Prodi (Presidente del Consiglio), Massimo D’Alema e Francesco Rutelli (Vicepresidenti), Barbara Pollastrini (Diritti e pari opportunità), Rosy Bindi (Politiche per la famiglia), Tommaso Padoa Schioppa (Economia e finanze), Fabio Mussi (Università e ricerca), Beppe Fioroni (Istruzione), Cesare Damiano (Lavoro e previdenza sociale), Paolo Ferrero (Solidarietà sociale), Antonio Di Pietro (Infrastrutture), Alessandro Bianchi (Trasporti), Livia Turco (Salute).
Coalizione politica: L’Unione

Il secondo Governo Prodi basa i suoi intenti su di un articolato programma elettorale con obiettivi immediati, di medio e di lungo periodo. Nel corso dei due anni di Governo la maggioranza vara due manovre finanziarie ed ha l’opportunità di approvare anche qualche provvedimento che riguarda le persone con disabilità. Un particolare rilievo viene attribuito all’approvazione del Protocollo sul Welfare, cioè un accordo fra le parti sociali in materia di mercato del lavoro, previdenza e pensioni, lavoro part-time e ammortizzatori sociali vari che si tradurrà in legge alla fine del 2007 e conterrà degli elementi di rilievo anche per le persone con disabilità.

Detrazioni per carichi di famiglia

Nel corso del Governo Prodi vengono approvate diverse misure che rimodulano l’imposizione sui redditi (IRPEF) e le relative detrazioni e deduzioni. Un aspetto riguarda anche le persone con disabilità a carico del contribuente.
Precedentemente era previsto il regime della deduzione per carichi di famiglia, cioè è possibile dedurre dal reddito lordo un importo variabile, a seconda del proprio reddito, per i figli e i familiari a carico.
La Finanziaria per il 2007 (Legge 27 dicembre 2006, n. 296) reintroduce il sistema della detrazione: si detraggono cioè importi variabili a seconda del reddito per i figli e i familiari a carico.
In sintesi: è prevista una detrazione di 800 euro (a scalare a partire da un reddito di 95.000 euro). La detrazione è aumentata a 900 euro per ciascun figlio di età inferiore a tre anni. Le predette detrazioni sono aumentate di un importo pari a 220 euro per ogni figlio portatore di handicap ai sensi dell’articolo 3 della Legge 5 febbraio 1992, n. 104. Per i contribuenti con più di tre figli a carico la detrazione è aumentata di 200 euro per ciascun figlio a partire dal primo.

Agevolazioni sui veicoli

La Legge 296/2006 interviene sulle agevolazioni di cui possono fruire le persone disabili nell’acquisto di un veicolo destinato alla loro mobilità. L’intento è quello di evitare elusioni.
La norma precisa che “le agevolazioni tributarie e di altra natura relative agli autoveicoli utilizzati per la locomozione dei soggetti di cui all’articolo 3 della Legge 5 febbraio 1992, n. 104, con ridotte o impedite capacità motorie, sono riconosciute a condizione che gli autoveicoli siano utilizzati in via esclusiva o prevalente a beneficio dei predetti soggetti”.
La mancanza totale di indicazioni (anche successive) di come si accerti l’uso esclusivo o prevalente di un veicolo rende del tutto inapplicata e inapplicabile la disposizione.
Più perentoria e operativa la disposizione che recita: “In caso di trasferimento a titolo oneroso o gratuito delle autovetture per le quali l’acquirente ha usufruito dei benefici fiscali prima del decorso del termine di due anni dall’acquisto, è dovuta la differenza fra l’imposta dovuta in assenza di agevolazioni e quella risultante dall’applicazione delle agevolazioni stesse. La disposizione non si applica per i disabili che, in seguito a mutate necessità dovute al proprio handicap, cedano il proprio veicolo per acquistarne un altro su cui realizzare nuovi e diversi adattamenti”.
La norma impedisce, quindi, al disabile, o al suo familiare, che abbia acquistato un veicolo “agevolato” di rivenderlo nell’immediato a meno che non abbia necessità di altri adattamenti, pena la restituzione dei benefici ottenuti.
La norma viene criticata per la disparità che crea fra le stesse persone con disabilità: la norma si riferisce, in chiusura del comma citato, a “nuovi e diversi adattamenti”. Si ricordi che non tutte le persone con disabilità necessitano di adattamenti sui veicoli e che lo stesso Legislatore non impone a tutti l’obbligo di adattare il veicolo quale condizione per accedere ai benefici fiscali.
Nessuna disposizione dell’Agenzia delle Entrate ha fornito istruzioni operative per la corretta applicazione di questa norma.

Agevolazioni lavorative

La Legge 296/2006 introduce una modificazione alle disposizioni relative ai congedi retribuiti di due anni riservati ai genitori di persone con handicap (o ai fratelli o sorelle conviventi nel caso i genitori siano deceduti o totalmente inabili).
Il comma in questione prevede che se un lavoratore fruisce dei congedi retribuiti per un periodo inferiore ai sei mesi, potrà fruire di giorni di ferie (attenzione: non retribuiti, né coperti da contribuzione figurativa) in numero pari a quelli che avrebbe maturato in identico periodo se avesse effettivamente lavorato. Si tratta di una misura, oltre che oscura, irrilevante sotto l’aspetto pratico.

Fondo per le non autosufficienze

La Legge 296/2006 ha istituito presso il Ministero della Solidarietà sociale un fondo denominato “Fondo per le non autosufficienze” (100 milioni di euro per l’anno 2007 e 200 milioni di euro per ciascuno degli anni 2008 e 2009) con la finalità di garantire l’attuazione dei livelli essenziali delle prestazioni assistenziali su tutto il territorio nazionale con riguardo alle persone non autosufficienti.
Purtroppo, ad oggi, i livelli essenziali delle prestazioni assistenziali (LEA), peraltro previsti da una norma del 2000 (Legge 328), non sono ancora stati approvati.
La Legge finanziaria per il 2008 (Legge 244/2007) ha incrementato di 100 milioni di euro la dotazione per il 2008 che quindi sale a 300 milioni. Per il 2009 il Fondo sarà di 400 milioni di euro. La cifra viene considerata da molti analisti largamente insufficiente a coprire le necessità assistenziali delle persone con grave disabilità.

5 per mille per il volontariato

Ambedue le Leggi finanziarie (296/2006 e 244/2007) approvate dal secondo Governo Prodi hanno confermato la possibilità per i contribuenti di destinare il 5 per mille dell’imposta sui redditi alle ONLUS, alle associazioni di promozione sociale o di volontariato, oltre che alle attività sociali svolte dal proprio Comune di residenza.
Alcune voci critiche, anche all’interno della maggioranza, hanno osservato che sarebbe stato preferibile far confluire quel contributo nel Fondo per le politiche sociali o in quello per le non autosufficienze.
La Legge 222/2007, peraltro, ammette al riparto della quota del 5 per mille IRPEF le associazioni sportive dilettantistiche in possesso del riconoscimento ai fini sportivi rilasciato dal CONI.

Consumi energetici

La Legge 296/2006 prevede la costituzione di un Fondo da utilizzare a copertura di interventi di efficienza energetica e di riduzione dei costi della fornitura energetica per finalità sociali.
Questo Fondo sarà destinato anche al finanziamento di interventi di carattere sociale, da parte dei Comuni, per la riduzione dei costi delle forniture di energia (riscaldamento e energia elettrica) per usi civili a favore di clienti economicamente disagiati, anziani e disabili.
Per comprendere le modalità e le condizioni di accesso a questo fondo da parte dei Comuni, la Legge prevede uno specifico Decreto del Ministro dell’Economia e delle finanze, di concerto con il Ministro dello Sviluppo economico, da adottare entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della Finanziaria. Il Decreto è stato approvato il 28 dicembre 2007 e pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 19 febbraio 2008.

Trasferimenti all’INPS

Un Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri (30 marzo 2007) completa e rende operativo il trasferimento all’INPS delle competenze di verifica dei verbali relativi a minorazioni civili, handicap (Legge 104/1992) e disabilità ai fini lavorativi (Legge 68/1999). Unitamente alle competenze vengono trasferite anche risorse umane e finanziarie.
Si completa così un percorso iniziato dal precedente Governo di Centrodestra.

Agevolazioni telefoniche per ciechi e sordi

Una Deliberazione (3 ottobre 2007, n. 514/CONS) dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni) prevede nuove agevolazioni per i ciechi totali e per le persone sorde (con certificazione di sordomutismo).
Alle persone sorde viene riconosciuta l’esenzione dal pagamento del canone mensile sulla telefonia fissa. Sono considerate persone sorde quelle in possesso del certificato di sordomutismo (Legge 381/1970) e che abbiano diritto all’indennità di comunicazione.
L’agevolazione spetta alla persona sorda o all’abbonato che conviva con il sordo. Richiede la presentazione del cosiddetto “stato famiglia” (autocertificabile), unitamente alla certificazione sanitaria che attesti la sordità e la titolarità dell’indennità di comunicazione (verbale rilasciato dalla Commissione ASL). L’esenzione non è più condizionata al possesso del DTS (Dispositivo Telefonico per Sordi).
Inoltre gli operatori della telefonia mobile sono obbligati a predisporre e pubblicizzare un’offerta specifica per i sordi che comprenda almeno 50 SMS (brevi messaggi di testo) al giorno nella quale il prezzo di ciascun servizio fruibile da tali utenti non superi il miglior prezzo dello stesso servizio comunque applicato dal medesimo operatore all’utenza, anche nell’ambito di promozioni. L’agevolazione spetta su un solo abbonamento di telefono cellulare e l’interessato, anche in questo caso, deve presentare la certificazione sanitaria che attesti la sordità e la titolarità dell’indennità di comunicazione.
La Legge 244/2007 ha inoltre esteso l’esenzione dal pagamento della tassa di concessione governativa sui cellulari anche ai sordi. In precedenza spettava solo agli invalidi ad “entrambi gli arti inferiori” e ai non vedenti.
Per i ciechi le nuove agevolazioni previste dall’Autorità riguardano l’accesso ad internet da postazione fissa.
Gli operatori telefonici devono riconoscere gratuitamente 90 ore mensili di navigazione in internet. Si tratta di un monte ore significativo per chi non abbia sottoscritto, o sottoscriva, contratti che non prevedano limiti orari.
Le agevolazioni spettano ai ciechi totali titolari di indennità di accompagnamento e non ai ciechi parziali o agli ipovedenti gravi. Sono estese, come per i sordi, all’abbonato che conviva con la persona disabile. Per accedere alle nuove facilitazioni è necessario presentare la certificazione sanitaria (Verbale della Commissione dell’Azienda Usl) e, nel caso siano richieste da un convivente, lo “stato-famiglia” (autocertificabile).
Nel caso il cieco abbia cessato di far parte del nucleo è previsto l’obbligo per l’abbonato convivente di comunicare tempestivamente tale variazione.
Tutti i trattamenti di favore previsti dalla Deliberazione possono essere sottoscritti in occasione di un nuovo abbonamento oppure possono essere attivati modificando il “profilo tariffario” di un abbonamento già in essere.

Patologie esenti da revisione

La Legge 80/2006, approvata nella precedente Legislatura, aveva previsto, fra l’altro, che i soggetti portatori di menomazioni o patologie stabilizzate o ingravescenti, inclusi i soggetti affetti da sindrome da talidomide, che abbiano dato luogo al riconoscimento dell’indennità di accompagnamento o di comunicazione, siano esonerati da ogni visita medica finalizzata all’accertamento della permanenza della minorazione civile o dell’handicap.
La stessa norma prevedeva che un Decreto del Ministro dell’Economia e delle finanze, di concerto con il Ministro della Salute, individuasse le patologie e le menomazioni rispetto alle quali sono esclusi gli accertamenti di controllo e di revisione e indicasse la documentazione sanitaria da richiedere agli interessati o alle Commissioni mediche delle Aziende sanitarie locali qualora non acquisita agli atti, idonea a comprovare la minorazione.
Il Decreto in questione (2 agosto 2007) è stato pubblicato il 27 settembre in Gazzetta Ufficiale.
Vengono fissate 12 voci relative a condizioni patologiche che determinano una grave compromissione dell’autonomia personale e gravi limitazioni delle attività e della partecipazione alla vita comunitaria.
Per ciascuna voce viene indicata la documentazione sanitaria, rilasciata da struttura sanitaria pubblica o privata accreditata, idonea a comprovare la patologia o la menomazione, da richiedere alle Commissioni mediche delle Aziende sanitarie locali o agli interessati, solo qualora non sia stata acquisita agli atti o non più reperibile.
La premessa all’elenco delle patologie non è chiarissima rispetto alle procedure ma su questo aspetto non ci sono dubbi: le persone affette da patologie o menomazioni comprese nell’elenco sono esonerate da tutte le visite di controllo o di revisione del loro stato invalidante (a meno che non siano direttamente gli interessati a chiedere una revisione).
Prima di procedere alle convocazioni di revisione, va richiesta la relativa documentazione sanitaria alle Commissioni preposte all’accertamento che si sono espresse in favore dell’indennità di accompagnamento o di comunicazione, oppure agli interessati, qualora non risulti acquisita agli atti da parte delle citate Commissioni.
Nella sostanza i soggetti che rientrano nell’elenco approvato dal Ministero e che siano titolari di indennità di accompagnamento o di comunicazione possono opporsi alla eventuale visita di revisione appellandosi al decreto stesso, producendo eventuale documentazione sanitaria o rimandando a quella già presentata al momento della visita di accertamento precedente.
Al momento di andare in stampa vengono sollevati non pochi dubbi e difformità interpretative che rendono disomogenea l’applicazione. Mancano al momento circolari o indicazioni operative da parte del Ministero della Salute.

Comunicatori vocali

Il 1 agosto 2007 la Conferenza Stato-Regioni ha ratificato il provvedimento con il quale il Ministro della Salute Livia Turco ha destinato 10 milioni di euro per l’acquisto di comunicatori vocali, cioè quei sistemi di comunicazione alternativa basati sul puntamento oculare destinati a persone con sclerosi laterale amiotrofica o con altre gravi patologie croniche ad andamento degenerativo che comportino la perdita della parola lasciando intatte le capacità cognitive.
Il Fondo viene ripartito fra le varie Regioni.

Fondo per la mobilità dei disabili

La Legge 244/2007 istituisce presso il Ministero dei Trasporti un nuovo “Fondo per la mobilità dei disabili” che, lungi da quanto farebbe supporre il nome, è destinato a finanziare “interventi specifici destinati alla realizzazione di un parco ferroviario per il trasporto in Italia e all’estero dei disabili assistiti dalle associazioni di volontariato operanti sul territorio italiano”. Come è facile intuire, non si tratta di interventi per la piena accessibilità al trasporto pubblico in condizioni di pari opportunità, ma piuttosto di interventi per carrozze ferroviarie (alcune già esistenti) usate prevalentemente per i pellegrinaggi gestiti da alcune associazioni.
Il Fondo è finanziato con 5 milioni di euro nel 2008, e altri 3 per ciascuno degli anni 2009 e 2010, ma vi possono confluire donazioni e sponsorizzazioni di privati o aziende.

Congedi e adozioni

La Legge finanziaria 2008 (Legge 244/2007) interviene sul Testo unico sulla maternità e paternità (D. Lgs. 151/2001) rivedendo in modo più favorevole le disposizioni a favore dei genitori adottivi e affidatari. Con le nuove regole il congedo di maternità (5 mesi) può essere fruito dal momento dell’ingresso del minore nel nucleo; nel caso di adozioni internazioni viene ammessa la concessione anche prima dell’ingresso in famiglia nel periodo di permanenza all’estero dei genitori adottivi o affidatari per lo svolgimento delle pratiche burocratiche o di incontro con il minore. Del congedo di maternità può fruire in alternativa anche il padre.
Il congedo parentale, invece, potrà essere fruito dai genitori adottivi e affidatari, qualunque sia l’età del minore, entro 8 anni dall’ingresso nel nucleo, entro la maggiore età.

Assegno agli invalidi parziali

La Legge 247 del 2007 è quella che approva e rende operativo il Protocollo sul Welfare e contiene una discussa disposizione relativa all’assegno agli invalidi parziali.
L’assegno mensile di assistenza (pari a 246,73 euro mensili nel 2008) spetta agli invalidi civili con una percentuale di invalidità riconosciuta pari o superiore al 74% e che non superino un reddito personale lordo pari a 4.238,26 euro annui.
La norma istitutiva (Legge 118/1971) prevedeva come ulteriore condizione che queste persone fossero incollocate al lavoro. Una disposizione del 1996 (Legge 662, articolo 1, comma 249) impone che annualmente i titolari di assegno mensile di assistenza presentino una dichiarazione in cui confermano l’iscrizione alle liste di collocamento.
La Legge 247/2007 (articolo 1, commi 35 e 36) ha abrogato quest’ultimo obbligo e ha modificato la norma istitutiva del 1971. La condizione quindi non è più di essere incollocati al lavoro, ma di non svolgere attività lavorativa. Questa condizione va autocertificata annualmente all’INPS.
La disposizione, che appare come una semplificazione amministrativa, in realtà può riservare una spiacevole sorpresa per alcune persone che attualmente percepiscono l’assegno.
In effetti l’iscrizione alle liste di collocamento è possibile anche svolgendo una attività lavorativa “minima” (poche ore alla settimana). Ci riferiamo a quanto indicato dall’articolo 4 del Decreto Legislativo 181/2000 (modificato dal Decreto Legislativo 19 dicembre 2002, n. 297). L’articolo 4, comma 1, lettera a) ammette che si possa conservare lo stato di disoccupazione anche nel caso si svolga un’attività lavorativa “tale da assicurare un reddito annuale non superiore al reddito minimo personale escluso da imposizione” (poco più di 6.000 euro annui).
Pertanto l’invalido parziale che svolgeva un’attività lavorativa minima con un reddito comunque inferiore al limite previsto (4.238,26 euro annui) poteva conservare l’iscrizione alle liste di collocamento e continuare a percepire l’assegno di assistenza.
Dopo l’approvazione della Legge 247/2007, dovendo dichiarare di non svolgere alcuna attività lavorativa, quell’invalido parziale non potrà più percepire l’assegno mensile di assistenza.
Il diffuso dibattito in corso, al momento di andare in stampa, lascia supporre evoluzioni normative o applicative.

Norme sul diritto al lavoro

La Legge 247/2008 (articolo 1, commi 36-38) modifica una parte della Legge 68/1999 che tratta di diritto al lavoro delle persone con disabilità, in particolare nella parte relativa alle convenzioni per l’inserimento lavorativo, aspetto su cui era intervenuta – con decise contestazioni da parte delle associazioni dei disabili – anche la cosiddetta Legge Biagi.
Le convenzioni per l’inserimento temporaneo a fini formativi di persone disabili potranno ora essere stipulate anche con imprese sociali (Decreto Legislativo 155/2006) e datori di lavoro non soggetti agli obblighi di assunzione, oltre che con cooperative sociali e liberi professionisti disabili.
Viene poi introdotto un meccanismo per favorire ulteriormente l’assunzione di persone disabili con particolari difficoltà di inserimento. Viene prevista l’opportunità di stipulare convenzioni tra centri per l’impiego, datori di lavoro tenuti all’obbligo di assunzione di persone disabili e soggetti destinatari (cooperative sociali, imprese sociali e datori di lavoro non soggetti all’obbligo di assumere).
Vengono fissati dei limiti: le convenzioni non sono ripetibili per lo stesso soggetto, salvo diversa valutazione del comitato tecnico previsto. Non possono riguardare più di un lavoratore disabile, se il datore di lavoro occupa meno di 50 dipendenti, o più del 30 per cento dei lavoratori disabili da assumere, se il datore di lavoro occupa più di 50 dipendenti. Inoltre la convenzione è possibile solo se c’è una contestuale assunzione a tempo indeterminato del disabile da parte dell’azienda.
Apposite convenzioni (tra uffici competenti, datori di lavoro obbligati, datori di lavoro destinatari) potranno essere stipulate nel caso in cui i datori di lavoro obbligati dimostrino particolari difficoltà nell’inserimento delle persone disabili nel normale ciclo produttivo (si pensi ad alcune lavorazioni in catena).
Sono fatte salve, in via transitoria, le convenzioni già in essere in forza della Legge Biagi (Decreto Legislativo 276/2003).
Novità anche sul fronte degli incentivi nel caso di assunzioni di disabili a tempo indeterminato. L’agevolazione è diversa a seconda del grado di invalidità della persona assunta in forza di convenzioni e varia dal 25% al 60% del costo salariale.
Confermato il rimborso forfetario delle spese per trasformare e adeguare il posto di lavoro o per l’uso di tecnologie di telelavoro o per la rimozione di barriere architettoniche.

Part-time

La Legge 247/2007 (articolo 1, comma 44) introduce norme di maggior favore relativamente al passaggio dal lavoro a tempo pieno a quello parziale.
I lavoratori del settore pubblico e del settore privato affetti da patologie oncologiche, per i quali residui una ridotta capacità lavorativa, anche a causa degli effetti invalidanti di terapie salvavita, accertata da una commissione medica presso l’Azienda USL, hanno diritto alla trasformazione del rapporto di lavoro a tempo pieno in lavoro a tempo parziale verticale od orizzontale.
Il rapporto di lavoro a tempo parziale deve essere trasformato nuovamente in rapporto di lavoro a tempo pieno a richiesta del lavoratore.
Meno impositiva è la norma relativamente ai familiari di persone con patologie oncologiche, o di lavoratori che assistano un familiare disabile (con handicap grave certificato e titolare di indennità di accompagnamento): in questo caso è concessa solo la priorità della trasformazione del contratto di lavoro da tempo pieno a tempo parziale. La stessa opportunità è ammessa anche nel caso di handicap non grave (art. 3, comma 1 della Legge 104/1992), ma è limitata nel caso di assistenza ai soli figli di età non superiore ai tredici anni.

Deleghe al Governo

La Legge 247/2007 attribuisce al Governo un’ampia delega a legiferare – “garantendo l’uniformità della tutela dei lavoratori sul territorio nazionale attraverso il rispetto dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali” – su vari aspetti ma con alcuni principi direttivi fra i quali: la previsione di incentivi e sgravi contributivi mirati a sostenere i regimi di orari flessibili legati alle necessità della conciliazione tra lavoro e vita familiare, nonché a favorire l’aumento dell’occupazione femminile; la revisione della vigente normativa in materia di congedi parentali, con particolare riferimento all’estensione della durata di tali congedi e all’incremento della relativa indennità al fine di incentivarne l’utilizzo; il rafforzamento delle opportunità di lavoro a tempo parziale e di telelavoro; il rafforzamento dei servizi per l’infanzia e agli anziani non autosufficienti, in funzione di sostegno dell’esercizio della libertà di scelta da parte delle donne nel campo del lavoro.
Si tratta di una delega che rimane valida e cogente al di là delle crisi di Governo e dei cambi di legislatura.

Contributi straordinari alle associazioni
La Legge 222/2007 eroga una serie di contributi a titolo straordinario ad alcune associazioni ed enti: 36 milioni di euro all’Istituto Gaslini di Genova, 1 milione di euro all’Unione Italiana Ciechi (UIC), 3 milioni di euro a favore della Fondazione EBRI (European Brain Research Institute), 1 milione di euro all’Ente Nazionale per la protezione e l’assistenza dei Sordi (ENS), un altro milione di euro da ripartire, in proporzione agli iscritti, all’Associazione Nazionale Mutilati e Invalidi Civili (ANMIC), all’ENS, all’Unione Nazionale Mutilati per Servizio (UNMS) e all’Associazione nazionale mutilati e invalidi del lavoro (ANMIL). 1 milione, infine, a favore della Lega del filo d’oro.

Pensioni di reversibilità

La pensione di reversibilità è una prestazione previdenziale che viene corrisposta al coniuge del lavoratore deceduto e, in particolari condizioni, ai figli dello stesso.
Particolari condizioni vengono previste per i figli totalmente inabili al lavoro che al momento del decesso del lavoratore (o pensionato) siano a suo carico.
Fino ad oggi la pensione di reversibilità non viene erogata se il figlio disabile svolge una pur minima attività lavorativa retribuita, anche se questa viene svolta in cooperative o altre realtà con finalità più terapeutiche o occupazionali che di reale sostentamento economico.
Il paradosso è stato sollevato già da parecchio tempo da molte associazioni e dalla Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap.
Nel cosiddetto Decreto Mille Proroghe del 2007, convertito in legge a fine febbraio 2008 e in attesa di pubblicazione, fra le molte disposizioni su altri aspetti, ve n’è anche una che sana quel paradosso relativo alla pensione di reversibilità.
Vi si prevede che l’attività lavorativa svolta con finalità terapeutica dai figli riconosciuti inabili, con orario non superiore alle 25 ore settimanali, presso le cooperative sociali, o presso datori di lavoro che assumono i persone disabili con convenzioni di integrazione lavorativa (articolo 11, legge 12 marzo 1999, n. 68) non preclude l’erogazione della pensione di reversibilità.
La finalità terapeutica dell’attività lavorativa viene accertata dall’ente erogatore della pensione ai superstiti (INPS, INPDAP ecc.)
Una novità però riguarda anche la retribuzione minima percepita dai disabili: non potrà essere inferiore al trattamento minimo delle pensioni a carico dell’assicurazione generale obbligatoria per l’invalidità, la vecchiaia ed i superstiti incrementata del 30 per cento.

Nomenclatore tariffario?

Riportiamo, pur con prudenza, che al momento di andare in stampa il Ministero della Salute sta per sottoporre alla Conferenza Stato-Regioni il nuovo decreto relativo alla fornitura di ausili, ortesi e protesi, per l’approvazione definitiva. Il precedente decreto, come abbiamo evidenziato, è stato approvato nel 1999 nel corso della XIII Legislatura. Nulla di ufficiale fino alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

 

Elenco delle norme approvate

Risoluzione - Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale - Direzione Generale per l'Attività Ispettiva 28/08/2006 n. 25/I/0003003  
“Art. 9, D.Lgs. n. 124/2004 - risposta istanza di interpello avanzata dalla Regione Liguria - corretta interpretazione del combinato disposto dall'art. 33, comma 3, L. n. 104/1992 e art. 20 L. n. 53/2000 - permessi nel caso di più persone disabili da assistere.”
Risoluzione - Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale - Direzione Generale per l'Attività Ispettiva 10/10/2006 n. 25/I/0004582  
“Assistenza a familiare con handicap non convivente - Risposta all'interpello ai sensi dell'art. 9 D. Lgs. 124/04.”
Legge - 27/12/2006 n. 296  
“Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato(legge finanziaria 2007)”

2007

Risoluzione - Risoluzione - Agenzia delle Entrate - Direzione Centrale Normativa e contenzioso 17/01/2007 n. 4
“Agevolazioni disabili - settore auto”
Risoluzione - Agenzia delle Entrate - Direzione Centrale Normativa e contenzioso 25/01/2007 n. 8
“Quesito ai sensi della circolare n. 99 del 18/05/2001-Art. 30, comma 7, legge 23 dicembre 2000, n. 388”
Decreto Presidente del Consiglio dei Ministri - Dipartimento per gli Affari Giuridici e Legislativi 07/03/2007
“Modalità applicative dell'articolo 1, comma 11, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, in materia di assegni familiari.”
Circolare Ministeriale - Ministero dell'Economia e delle Finanze Dipartimento dell'Amministrazione Generale del Personale e dei Servizi del Tesoro 29/03/2007 n. 759  
“Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri di trasferimento all'INPS delle funzioni residuate allo Stato in materia di invalidità civile, cecità civile, sordomutismo, handicap e disabilità, già di competenza del Ministero dell'Economia e delle Finanze.”
Decreto Presidente del Consiglio dei Ministri - 30/03/2007
“Attuazione dell'articolo 10 del decreto-legge 30 settembre 2005, n.203, convertito, con modificazioni, dalla legge 2 dicembre 2005, n. 248, concernente il trasferimento di competenze residue dal Ministero dell'economia e delle finanze all'INPS.”
Decreto Presidente del Consiglio dei Ministri - 21/06/2007
“Associazioni ed enti legittimati ad agire per la tutela giudiziaria delle persone con disabilità, vittime di discriminazioni.”
Decreto Ministeriale - Ministero dell'economia e delle finanze 02/08/2007
“Individuazione delle patologie rispetto alle quali sono escluse visite di controllo sulla permanenza dello stato invalidante.”
Delibera - Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni 03/10/2007 n. 514
“Disposizioni in materia di condizioni economiche agevolate, riservate a particolari categorie di clientela, per i servizi telefonici accessibili al pubblico. (Deliberazione n. 514/07/CONS).”
Legge - 29/11/2007 n. 222
“Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 1° ottobre 2007, n. 159, recante interventi urgenti in materia economico-finanziaria, per lo sviluppo e l'equità sociale”
Legge - 24/12/2007 n. 244
“Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2008).”
Legge - 24/12/2007 n. 247
“Norme di attuazione del Protocollo del 23 luglio 2007 su previdenza, lavoro e competitività per favorire l'equità e la crescita sostenibili, nonchè ulteriori norme in materia di lavoro e previdenza sociale.”

2008

Parere - Dipartimento Funzione Pubblica - Ufficio Personale Pubbliche Amministrazioni - Servizio Trattamento del Personale 18/02/2008 n. 13
“Legge 5 febbraio 1992, n. 104 e successive modificazioni ed integrazioni - permessi ex art. 33, comma 3.”
Legge - 28/02/2008 n. 31
“Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 31 dicembre 2007, n. 248, recante proroga di termini previsti da disposizioni legislative e disposizioni urgenti in materia finanziaria.”