Finanziaria 2005: primo aggiornamento

A due giorni dalla nostra precedente analisi dobbiamo già fornire un aggiornamento, probabilmente solo il primo di una serie.

Il testo commentato in precedenza era quello approvato dal Consiglio dei Ministri il 29 settembre che, per stessa indicazione del Governo avrebbe potuto essere modificato, pur in modo non sostanziale, prima di essere depositato alla Camera dei Deputati per la conseguente discussione.

Il testo del 29 settembre è infatti quello che circola per la maggiore in rete. Nel frattempo, il Consiglio dei Ministri ha depositato il testo della manovra alla Camera modificando alcune parti. L’articolo 21, quello che prevedeva l’attribuzione all’INPS delle competenze residue dello Stato in materia di minorazioni civili, è “scomparso”. Rimane il solo comma che riguarda gli asili nido. Evidentemente, per ragioni a noi in larga misura non note, quelle disposizioni sono state alla fine ritenute non opportune o non convenienti politicamente.

Questo non significa che le indicazioni contenute nella precedente versioni non riemergano magari al momento del consueto maxiemendamento governativo.

Ad ogni buon conto il quadro che ne esce, leggendo anche la relazione accompagnatoria del Ministro dell’Economia, è completamente diverso da quello che abbiamo presentato due giorni or sono, ma non per questo meno inquietante.

Rimane fermo quanto previsto dall’articolo 42 della Legge 326/2003: le Commissioni possono quindi esercitare il controllo di merito, oltre che formale, anche sugli accertamenti che riguardano l’handicap (Legge 104/1992) e disabilità (Legge 68/1999 sul diritto al lavoro dei disabili).

Dal 1 gennaio 2005 è soppresso il ricorso amministrativo riservato ai cittadini che volessero opporsi ai verbali di accertamento di invalidità. Dal 1 gennaio 2005 per difendersi si dovrà ricorrere al giudice con l’assistenza di un legale e, in giudizio, la controparte è anche il Ministero dell’Economia.

Se l’articolo 21, nella parte che più ci interessa, è stato soppresso, l’articolo 20, quello dei trasferimenti economici all’INPS rimane sostanzialmente invariato anche se la lettura è diversa.

Il Governo prevede che l’erogazione delle provvidenze economiche agli invalidi civili comporterà per l’INPS maggiori oneri: per il 2004 sono previsti in più 1236 milioni di euro e per l’anno successivo 827 milioni. Dalla relazione del Ministro dell’Economia sembra che questa maggiore uscita dipenda da un aumento della spesa in termini di numero di provvidenze economiche. Questo appare piuttosto strano visto che lo stesso INPS ad agosto ha dichiarato una significativa diminuzione (- 9% nel primo quadrimestre) del numero delle provvidenze erogate rispetto all’anno precedente. Certo è che l’importo di assegni, pensioni e indennità non verrà certo aumentato.

Questi maggiori oneri trovano copertura non già con un nuovo finanziamento specifico dello Stato, ma autorizzando l’INPS a utilizzare stanziamenti che già ha avuto ma che risultano non spesi. L’INPS può utilizzare, fra l’altro, i soldi risparmiati nell’applicazione di due norme che interessano direttamente le persone disagiate o con disabilità.

Vengono utilizzati 245 milioni euro non spesi nel 2004 che erano finalizzati all’aumento delle pensioni dei soggetti disagiati a 516, 46 euro (L. 448/2001); altrettanti per il 2005.

Vengono poi recuperati altri 160 milioni di euro non spesi nel 2004 che erano destinati per l’indennità per il congedo retribuito di due anni per l’assistenza ai figli con handicap grave e per i contributi figurativi ai lavoratori con invalidità superiore al 74% (L. 388/2000).

Dalla minore spesa di quest’ultima norma vengono poi ripresi altri 300 milioni di euro per destinarli ad altre gestioni INPS (assistenziali e di sostegno alle gestioni previdenziali).

Nella sostanza, quindi, confermiamo quanto sottolineato nella precedente comunicazione: nemmeno un euro in più per i disabili e le maggiori spese sono coperte con i risparmi effettuati negli anni precedenti su norme a favore delle persone con più grave handicap. Non solo: parte di quei risparmi andranno anche a finanziare interventi che con l’handicap hanno ben poco a che vedere.

Carlo Giacobini
Responsabile Centro per la documentazione legislativa UILDM
Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare
Direzione Nazionale

5 ottobre 2004