Jobs Act: in vigore il decreto su conciliazione di cura, vita e lavoro

Il 24 giugno è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto legislativo 80 del 15 giugno 2015 che quindi è entrato in vigore dal giorno successivo. Il Decreto, la cui delega risale al cosiddetto Jobs Act (legge 10 dicembre 2014, n. 183) reca “Misure per la conciliazione delle esigenze di cura, di vita e di lavoro, in attuazione dell'articolo 1, commi 8 e 9, della legge 10 dicembre 2014, n. 183.”

Il Decreto 80 interviene nello stesso solco della normativa vigente e allarga i benefici e i beneficiari già previsti dal Decreto legislativo 151/2001 (“Testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità”) modificandolo e integrandolo.

Seguiamo nell’esposizione la struttura stessa del Decreto.

Congedo di maternità

Sono introdotte due novità (articolo 2). La prima riguarda la fattispecie del parto prima del termine: in questo caso la parte di congedo non goduto si aggiunge al periodo del congedo dopo il parto anche se la somma totale (pre e post parto) supera i cinque mesi.

Questa disposizione, ai sensi dell'articolo 26 del decreto è sperimentale fino a fine 2015, nel caso non entrino in vigore entro il 1° gennaio 2016 i decreti attuativi del cosidetto Jobs Act che individuino adeguata copertura finanziaria [NdR: aggiornamento; i decreti citati sono entrti in vigore stabilizzando quindi la disposizione]

La seconda novità è che nel caso di ricovero del neonato la madre ha diritto di chiedere la sospensione del congedo di maternità (obbligatoria) e di godere del congedo, in tutto o in parte, dalla data di dimissione del bambino. Per rientrare al lavoro durante il periodo di ricovero del bambino la lavoratrice madre deve comunque produrre attestazione medica che dichiari la compatibilità del suo stato di salute con la ripresa dell'attività lavorativa. Queste disposizione valgono anche nei casi di adozione o affidamenti (articolo 4).

L’indennità di maternità (obbligatoria) è dovuta anche nei casi di risoluzione del rapporto di lavoro per giusta causa. 

Congedo di paternità

Il congedo di paternità era concesso dalla normativa vigente ai soli lavoratori dipendenti. L’articolo 5 (e poi il 15 e il 19) estende finalmente il congedo anche ai lavoratori autonomi o libero professionisti la possibilità di fruirne, al posto della madre e di ricevere la conseguente indennità. Deve sussistere un impedimento oggettivo da parte di questa di fruirne (affido esclusivo, abbandono, gravi motivi di salute, decesso). La relativa domanda e dichiarazione va presentata all’INPS che provvede agli accertamenti amministrativi del caso.

Un’altra estensione per il lavoratore padre riguarda i casi di adozione o affidamento. Il congedo (non retribuito) normalmente riconosciuto alla madre durante l’assenza per le procedure di adozione spetta, alle stess condizioni, al lavoratore anche qualora la madre non sia lavoratrice. Nei casi di adozione internazionale l’ente autorizzato che ha ricevuto l’incarico di curare la procedura di adozione certifica la durata del periodo di permanenza all’estero del lavoratore. 

Questa disposizione, ai sensi dell'articolo 26 del decreto è sperimentale fino a fine 2015, nel caso non entrino in vigore entro il 1° gennaio 2016 i decreti attuativi del cosidetto Jobs Act che individuino adeguata copertura finanziaria [NdR: aggiornamento; i decreti citati sono entrti in vigore stabilizzando quindi la disposizione]

Congedi parentali

La normativa vigente prevede la concessione di congedi parentali per i figli di massimo sei mesi per genitore nel limite totale di 10 mesi (che salgono a 11 se il padre usufruisce di almeno tre mesi).

Fino ad oggi il limite di età dei figli era di 8 anni. L’articolo 7 eleva a 12 anni il limite. Stessa età viene elevata (articolo 8) anche per i congedi nel caso di minori con handicap grave (articolo 33, Decreto legislativo 151/2001) e nel caso di adozione e affidamento (art. 10). In questo ultimo caso il congedo va fruito entro dodici anni dall'ingresso del minore in famiglia.

Fino ad oggi il periodo di congedo era indennizzato (al 30% della retribuzione fino al compimento dei 3 anni del figlio. L’articolo 9 innalza il limite ai 6 anni mentre nel caso di minore con handicap grave (art. 3 comma 3 legge 104/1992) l’indennità è valida per tutto il periodo di congedo.

Le disposizioni vengono estese anche ai lavoratori autonomi e ai liberi professionisti. Inoltre il Decreto precisa che l’indennità di maternità spetta alle madri libere professioniste (le lavoratrici dipendenti già ne beneficiano) anche nei casi di adozione o affidamento (domanda all’ente previdenziale di riferimento entro 180 giorni dall’ingresso in famiglia del minore).

Questa disposizione, ai sensi dell'articolo 26 del decreto è sperimentale fino a fine 2015, nel caso non entrino in vigore entro il 1° gennaio 2016 i decreti attuativi del cosidetto Jobs Act che individuino adeguata copertura finanziaria [NdR: aggiornamento; i decreti citati sono entrti in vigore stabilizzando quindi la disposizione]

Frazionamento orario o giornaliero del congedo parentale

In caso di mancata regolamentazione, da parte della contrattazione collettiva, anche di livello aziendale, delle modalità di fruizione del congedo parentale su base oraria, ciascun genitore può scegliere tra la fruizione giornaliera e quella oraria (articolo 7).

Lo stesso articolo precisa anche i dettagli tecnici. La fruizione su base oraria è consentita in misura pari alla metà dell’orario medio giornaliero del periodo di paga quadrisettimanale o mensile immediatamente precedente a quello nel corso del quale ha inizio il congedo parentale. Nei casi di cui al presente comma è esclusa la cumulabilità della fruizione oraria del congedo parentale con altri permessi o riposi.

Rimangono esclusi da questa opportunità il personale del comparto sicurezza e difesa e a quello dei vigili del fuoco e soccorso pubblico 

Anche questa disposizione, ai sensi dell'articolo 26 del decreto è sperimentale fino a fine 2015, nel caso non entrino in vigore entro il 1° gennaio 2016 i decreti attuativi del cosidetto Jobs Act che individuino adeguata copertura finanziaria [NdR: aggiornamento; i decreti citati sono entrti in vigore stabilizzando quindi la disposizione]

Lavoro notturno

Nella normativa vigente è già previsto che alcune categorie di lavoratori non possano essere obbligati allo svolgimento del lavoro notturno. Il Decreto 80 (art. 11) aggiunge una fattispecie: “la lavoratrice madre adottiva o affidataria di un minore, nei primi tre anni dall'ingresso del minore in famiglia, e comunque non oltre il dodicesimo anno di età o, in alternativa ed alle stesse condizioni, il lavoratore padre adottivo o affidatario convivente con la stessa.” 

Congedo per le donne vittime di violenza di genere

Una disposizione totalmente nuova riguarda le lavoratrici vittime di violenza di genere (art. 24). Le misure di conciliazione e di sostegno sono più d’una.

Viene introdotto uno specifico congedo per le donne (solo dipendenti dei settori pubblici e privati) che abbiamo patito violenza di genere tali da essere inserite in percorsi di protezione, con intera retribuzione per tre mesi, copertura previdenziale e maturazione delle ferie e altro.

Per le stesse situazioni viene previsto il diritto alla sospensione del rapporto contrattuale, per le collaboratrici a progetto vittime di violenza di genere e inserite in percorsi di protezione certificati.

Infine è previsto il diritto di trasformare il rapporto di lavoro da tempo pieno a tempo parziale a richiesta della lavoratrice. 

Elementi assenti

Nel Decreto non si trova traccia di un rilevante elemento previsto dal comma 9 dell’articolo 1 della legge 183/2014 e cioè “l’introduzione del tax credit, quale incentivo al lavoro femminile, per le donne lavoratrici, anche autonome, con figli minori o disabili non autosufficienti e che si trovino al di sotto di una determinata soglia di reddito individuale complessivo, e armonizzazione del regime delle detrazioni per il coniuge a carico.”

È possibile (e auspicabile) che tale elemento venga ripreso da altri decreti legislativi in corso di emanazione e approvazione.

 

 

8 luglio 2015

Carlo Giacobini

Direttore responsabile di HandyLex.org

 

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