Patentino e miniauto: novità entro il 1 ottobre

Ciclomotori e miniauto non potranno più essere condotti se non da persone in possesso di uno specifico certificato di idoneità, cioè quello che più semplicemente è stato definito patentino.

Ci sono stati molti “ripensamenti” legislativi negli ultimi mesi. Vediamo ora qual è la situazione che sembrerebbe definitiva.

Dal 1 ottobre 2005 maggiorenni e minorenni per condurre un ciclomotore o una miniauto devono essere in possesso di un certificato di idoneità. Viene prevista una valutazione teorica e una dei requisiti psicofisici. Vediamo come.

Chi compie la maggiore età a partire dal 1 ottobre 2005 deve sostenere l’esame teorico (quiz) presso le ex Motorizzazioni civili (ora Dipartimenti dei trasporti terrestri) e documentare l’esistenza dei requisiti psicofisici.

Chi ha già compiuto la maggiore età entro il 30 settembre 2005, potrà evitare l’esame presentando attestato di frequenza di specifico corso presso un’autoscuola. Anche in questo caso è necessario documentare l’esistenza dei requisiti psico-fisici.

I requisiti psicofisici richiesti sono i medesimi previsti per il conseguimento della patente A, compresa quella speciale, e già definiti dal Codice e dal Regolamento al Codice della Strada. La nuova norma (Legge 17 agosto 2005, n. 168) modificando ancora l’articolo 116 del Codice, prevede che possa essere il medico di medicina generale (medico di famiglia, ad esempio) a rilasciare il certificato richiesto.

La norma tuttavia è ambigua. Prevede infatti che “fino alla data del 1° gennaio 2008 la certificazione potrà essere limitata all’esistenza di condizioni psicofisiche di principio non ostative  all’uso del ciclomotore.”

Sembra quindi che fino a quella data i requisiti psicofisici richiesti per la guida dei ciclomotori possano essere meno restrittivi di quelli previsti per la patente A. Il Legislatore non ha fissato alcuna altra indicazione. Non è un caso quindi che il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti abbia richiesto chiarimenti e indicazioni al Ministero della Salute.

Nell’attesa di queste precisazioni il Ministero ha fornito ai suoi uffici periferici l’indicazione di accettare qualsiasi certificazione rilasciata da medici di medicina generale che attestino semplicemente che il soggetto sia in possesso di “condizioni psicofisiche di principio non ostative all’uso del ciclomotore”.

Non esiste pertanto l’obbligo che si supponeva nella lettura della normativa più recente, di rivolgersi alle Commissioni Mediche Locali nel caso in cui menomazioni o disabilità potessero comportare una maggiore verifica dell’idoneità o il rilascio di una patente speciale o l’obbligo di uso di adattamenti alla guida.

Fino a diverse istruzioni le persone con disabilità che intendono conseguire il patentino devono rivolgersi, come tutti gli altri candidati, al medico di medicina generale.

(26 settembre 2005)

Carlo Giacobini
Responsabile del Centro per la documentazione legislativa
Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare Direzione Nazionale

 

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