Disabilità e pubblico impiego: costituita la Consulta

Fra le molte novità introdotte dalla cosiddetta “Riforma Madia” sulla pubblica amministrazione ci sono anche alcune misure che riguardano l’occupazione delle persone con disabilità. L’intento è quello di favorirne sia l’effettiva assunzione nella pubblica amministrazione, rispettando quindi in modo più puntuale la vigente normativa sul collocamento mirato, sia di migliorare la qualità dell’inclusione dei lavoratori con disabilità.

Oltre all’adozione di criteri e strumenti di monitoraggio e della previsione di un responsabile dei processi di inserimento delle persone con disabilità presso le amministrazioni pubbliche con più di 200 dipendenti, la riforma (decreto legislativo 25 maggio 2017, n. 75, art. 10) prevede espressamente la costituzione della Consulta nazionale per l’integrazione in ambiente di lavoro delle persone con disabilità.

Nella Gazzetta Ufficiale del 3 aprile 2018 è stata finalmente comunicata la costituzione formale della Consulta che quindi può ora operare. 12 ne sono i componenti. Quattro i Ministeri rappresentati (Lavoro, Salute, Pari opportunità e Funzione Pubblica), affiancati da INAIL, dalla “neonata” Agenzia Nazionale Politiche Attive Lavoro, da un rappresentant delle Regioni e uno dei Comuni (ANCI), da due rappresentanti sindacali e da due rappresentanti delle associazioni “delle associazioni del mondo della disabilità” [così nel testo, NdR] cioè di FAND e FISH.

Premesso che l’ambito di azione è solo quello del pubblico impiego, alla Consulta sono affidate le funzioni di supporto al monitoraggio e di indirizzo già indicate dalla Riforma.

La prima funzione è quindi di elaborare piani, programmi e linee di indirizzo per ottemperare agli obblighi previsti dalla legge 68/1999 ed effettua il monitoraggio sul rispetto degli obblighi di comunicazione cui sono tenute (anche) le Pubbliche Amministrazioni. Questo dovrebbe consentire un maggior dettaglio e tempestività nella conoscenza e localizzazione delle scoperture nelle assunzioni e alla complessiva disciplina delle quote di riserva.

Ma la Consulta dovrebbe anche proporre alle amministrazioni pubbliche iniziative e misure innovative finalizzate al miglioramento dei livelli di occupazione e alla valorizzazione delle capacità e delle competenze dei lavoratori con disabilità. Essa potrà prevede interventi straordinari per l’adozione degli accomodamenti ragionevoli nei luoghi di lavoro già previsti dalla Convenzione Onu e dalla normativa antidiscriminatoria vigente.

Dati gli ambiti e il numero di potenziali interessati, le attività affidate della Consulta sono particolarmente ambiziose e impegnative e ci si augura abbiano tangibili ricadute operative.

4 aprile 2018

Carlo Giacobini
Direttore responsabile di HandyLex.org

I riferimenti:

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