Deliberazione Giunta Regionale – Regione Lombardia – 2 agosto 2013, n. 10/590

Presa d'atto della comunicazione dell'Assessore Cantù avente oggetto: “Interventi a favore delle persone con gravissime disabilità, per la loro permanenza al domicilio 

(In attesa di essere pubblicata nel B.U. Lombardia)

 

La Giunta

 

VISTA la comunicazione dell'Assessore Cantù avente oggetto: “Interventi a favore delle persone con gravissime disabilità, per la loro permanenza al domicilio”;

RICHIAMATO il comma 4 dell'art. 8 del Regolamento di funzionamento delle sedute della Giunta regionale, approvato con D.G.R. 29.12.2010 n. 1141;

All'unanimità dei voti, espressi nelle forme di legge;

DELIBERA

1. di prendere atto ad ogni conseguente effetto di condivisione ed indirizzo della comunicazione sopracitata, allegata alla presente deliberazione, quale parte integrante e sostanziale;

2. di dare atto che il responsabile del procedimento è il Direttore della Direzione Generale Famiglia, Solidarietà Sociale e Volontariato Giovanni Daverio.

 IL SEGRETARIO

 MARCO PILLONI

 

 

COMUNICAZIONE DELL'ASSESSORE MARIA CRISTINA CANTÙ ALLA GIUNTA NELLA SEDUTA DEL 02/08/2013

OGGETTO: INTERVENTI A FAVORE DELLE PERSONE CON GRAVISSIME DISABILITÀ, PERLA LORO PERMANENZA AL DOMICILIO

 

Il FNA dal 2011 a oggi

Nella scorsa legislatura, con le deliberazioni della Giunta Regionale D.G.R. 9 maggio 2012, n. 3376 e D.G.R. 10 ottobre 2012, n. 4139 sono stati approvati il programma esecutivo di interventi regionali e le modalità di attuazione degli stessi per l’assistenza al domicilio delle persone affette da sclerosi laterale amiotrofica e altre malattie del motoneurone (di seguito SLA), in attuazione del decreto ministeriale di assegnazione e utilizzo del Fondo Nazionale per le non Autosufficienze (di seguito FNA) anno 2011. Le risorse erano vincolate e sono state erogate per il lavoro di cura al domicilio reso direttamente dai familiari o da assistenti assunti dalla persona o dalla famiglia.

I beneficiari sono stati identificati in base alla valutazione del livello di gravità del bisogno e della condizione socio economica il cui incrocio determina il valore del contributo mensile fissato in tre fasce: € 1.000, € 2.000, € 2.500. Alle persone affette da SLA che già percepivano, alla data del 9 maggio 2012, il contributo sperimentale regionale di € 500, ai sensi della D.G.R. n. 10160/2009 e che, in base alla valutazione di cui sopra, risultavano non ammissibili, Regione Lombardia ha comunque continuato a garantire il contributo già percepito, fino al cambio di classe di gravità, attingendo successivamente per le risorse al FNA.

L’assegnazione delle risorse FNA alle ASL, non conoscendo l’entità precisa del fenomeno SLA in Lombardia, è stata identificata in ragione della stima della prevalenza dei casi a livello nazionale, proiettata sui diversi territori sulla base della popolazione residente. La misura finanziata ha fatto emergere la domanda effettiva di ogni territorio, mettendo in evidenza un numero di persone superiore alle stima della prevalenza e, conseguentemente, una diversa capacità delle ASL di rispondere alle domande pervenute.

Dalle rendicontazioni inviate dalle ASL alla Direzione Generale Famiglia, Solidarietà Sociale e Volontariato, emerge che le persone che hanno beneficiato, sino ad oggi, dei contributi sono 980.

Come previsto dalla D.G.R. n. 4139/2012, i contributi vengono erogati fino ad esaurimento delle risorse del FNA. Per quanto detto precedentemente sulla diversa ed effettiva prevalenza dei casi nelle ASL, si è creata una situazione differenziata e, in diversi casi critica, rispetto all’esaurimento delle risorse assegnate.

 

La programmazione regionale per l’assistenza alle persone con disabilità grave

 

Per la X Legislatura, il PRS approvato nella seduta consiliare del 9 luglio 2013 richiama la necessità di una rinnovata attenzione alle modalità di sostegno della famiglia, del suo ruolo sociale e ai diversi bisogni dei suoi componenti, soprattutto in presenza di particolari situazioni di disabilità che impegnano le famiglie in modo considerevole sia dal punto di vista delle cure sia da quello economico.

In tal senso vengono delineati, per le persone con disabilità e per i servizi ed interventi ad esse dedicati, un percorso evolutivo in cui si prevedono soluzioni organizzative e strumenti per la presa in carico integrata della persona, la valutazione multidimensionale ad opera di équipe pluriprofessionali, il sostegno e l’accompagnamento delle persone e delle loro famiglie nella costruzione e realizzazione del progetto di vita.

L’obiettivo finale è la ricomposizione/integrazione delle complessive risorse dedicate, anche integrando servizi ed interventi sociali, sociosanitari e sanitari e riorientando, quando necessario, le politiche regionali.

Con la D.G.R. n. 116/2013, che istituisce il Fondo per la famiglia e i suoi componenti fragili, si individuano, per la realizzazione degli interventi di sostegno alla famiglia e ai suoi componenti fragili, le seguenti misure:

− buoni socio sanitari per consentire alla persona con disabilità di compensare economicamente le prestazioni di cura ed assistenza che vengono rese dai famigliari direttamente o indirettamente;

− voucher socio sanitari per l’acquisto di prestazioni presso unità d’offerta accreditate.

 

Il FNA 2013

 

Con Decreto 20 marzo 2013 il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, ha ripartito alle Regioni il “Fondo per le non autosufficienze per l'anno 2013”. Alla Regione Lombardia vengono assegnati euro 41.552.500,00, che saranno erogati a seguito di presentazione ed approvazione del piano attuativo regionale per la non autosufficienza.

 

Differentemente da quanto disposto con il Fondo per le Non Autosufficienze per l’anno 2011 - le cui risorse, come già detto, sono state esclusivamente dedicate a garantire la permanenza al domicilio delle persone affette da SLA ed altre malattie del motoneurone - l’attuale provvedimento governativo, include, tra il target dei beneficiari, anche le persone in condizione di disabilità gravissima.

Ai sensi del decreto, le Regioni si devono impegnare ad utilizzare una quota non inferiore al 30% della complessiva assegnazione regionale, per interventi al domicilio a favore di persone in condizione di disabilità gravissima, definendo: “…per persone in condizione di disabilità gravissima, ai soli fini del presente decreto, si intendono le persone in condizione di dipendenza vitale che necessitano, al domicilio, di assistenza continua nelle 24 ore (es. gravi patologie cronico degenerative non reversibili, ivi inclusa la sclerosi laterale amiotrofica, gravi demenze, gravissime disabilità psichiche multipatologiche, gravi cerebro lesioni, stati vegetativi, ecc.)”;

La Direzione Famiglia ha trasmesso in data 12 giugno 2013 al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, il piano attuativo regionale del fondo per la non autosufficienza, con cui si prevede di utilizzare la somma di € 14.543.375,00 pari al 35% del totale assegnato, ad interventi a favore delle persone con disabilità gravissima al domicilio ed il rimanente 65% pari a 27.009.125 € per altri analoghi interventi domiciliari a favore della più ampia platea delle persone non autosufficienti da effettuarsi attraverso una attribuzione agli ambiti territoriali costituiti dai Comuni.

 

Pur avendo ricevuto informalmente un nota del Ministero del lavoro e delle Politiche sociali che informa dell’avvenuta approvazione del Piano regionale e della trasmissione al competente ufficio per l’erogazione della somma assegnata, non si è ancora in grado di poter definire la data della liquidazione.

 

L’intervento

 

Alla luce di quanto precedentemente esposto, si ritiene che al fine di dare attuazione e sostenibilità alla programmazione regionale e nazionale in merito alle persone con disabilità grave/gravissima, sia necessario agire contestualmente applicando il decreto ministeriale e la D.G.R. n. 116/2013.

Con la presente comunicazione si porta, pertanto, a conoscenza della Giunta le azioni che l’Assessorato Famiglia, Solidarietà sociale e Volontariato, intende realizzare per poter deliberare efficacemente in merito all’assistenza al domicilio per le persone con disabilità grave/gravissima.

 

− Per la realizzazione della misura di sostegno alle azioni di cura ed assistenza al domicilio della persona con gravissima disabilità, svolte dalla famiglia e/o dall’assistente familiare attraverso l’erogazione di titoli sociali/sociosanitari si intende assumere la definizione di persone con disabilità gravissima data all’articolo 3 del decreto del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali del 20 marzo 2013 già citato

− In base ai criteri indicati è già stata effettuata una prima stima – che dovrà essere puntualmente verificata nel mese di agosto - che quantifica in circa 1.500 i soggetti minori ed adulti con gravissima disabilità ed in dipendenza di funzioni vitali o affetti da sclerosi laterale amiotrofica o da altre malattie del motoneurone anche in età anziana;

− L’analisi puntuale delle rendicontazioni effettuate dalle ASL, su indicazioni regionali e pervenute alla Regione stessa, evidenzia la necessità di ulteriori approfondimenti sulle singole situazioni dei beneficiari, che consentano di dimensionare appropriatamente le misure dei contributi e le modalità per integrare i diversi servizi / interventi sociali e socio sanitari necessari per ricomporre la risposta ai bisogni delle persone;

− Si procederà, per le persone affette da SLA già in carico al 31.07.2013, all’analisi di una dettagliata rendicontazione delle singole situazioni, anche conseguente a controlli di appropriatezza, che sarà effettuata dalle ASL in ordine alle caratteristiche dei beneficiari, alle modalità di assistenza e cura adottata al domicilio, all’entità delle risorse complessivamente erogate dal sistema integrato sociale, sociosanitario e sanitario, nonché alle condizioni socio economiche. L’analisi è finalizzata ad individuare un contributo standard da estendere, poi, a tutte le situazioni oggetto del provvedimento;

− Sarà valutata la possibilità di introduzione di un tetto reddittuale oltre cui non si ha più titolo alla misura economica;

− Saranno quantificate le risorse da fondo sanitario (gestione ASSI) che andranno ad aggiungersi a quelle del FNA, necessarie per garantire il percorso integrato delineato in premessa;

− Saranno consultate l’Associazione dei Comuni (parte interessata direttamente per la compartecipazione al percorso integrato) e le Associazioni maggiormente rappresentative delle persone con disabilità interessate alle misure.

 

Nelle more del provvedimento previsto per la fine di settembre, si intende garantire la misura già in essere per le persone con SLA, attraverso l’applicazione della D.G.R. n. 116/2013.

 

 Prime indicazioni anticipatorie del provvedimento


 − i beneficiari degli interventi saranno individuati sulla base della valutazione multidimensionale del bisogno effettuata dalle équipe delle ASL anche in raccordo con il Comune o Ufficio di Piano di residenza della persona,

− il riconoscimento del titolo sociale/sociosanitario sarà subordinato alla definizione, da parte dell’ASL e del Comune o dell’Ufficio di Piano di residenza della persona con disabilità gravissima, di un Progetto Individualizzato di Assistenza che preveda una risposta unitaria su più livelli assistenziali anche attraverso un mix di risorse economiche e/o interventi sia sociali sia sociosanitari;

− la misura economica, alla luce degli attuali dati e delle risorse del FNA, sarebbe tendenzialmente definita in una cifra stimabile intorno ai mille (1.000) euro mensili, indifferenziata per tutti i beneficiari;

− sarà prevista la definizione da parte dell’ASL, del Comune/Ufficio di Piano di un progetto individualizzato.

Quanto sopra ad ogni conseguente effetto di condivisione ed indirizzo.

Il trasporto aereo e le persone con disabilità - Formazione obbligatoria operatori aeroportuali - Corsi di base ed aggiornamento su indicazioni ENAC - E.Net - FISH
2009 - 2017   HandyLex.org - Tutti i diritti riservati - Riproduzione vietata senza preventiva autorizzazione