Deliberazione Giunta Regionale – Regione Lombardia – 06 dicembre 2011 - n. IX/2633

Determinazioni in ordine alla gestione del servizio socio sanitario regionale per l’esercizio 2012

(Pubblicata nel B.U. Lombardia 16 dicembre 2011, n. 8)

 

LA GIUNTA REGIONALE

 

Vista la seguente normativa nazionale:

−   decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502 «Riordino della disciplina in materia sanitaria, a norma dell’articolo 1 della L. 23 ottobre 1992, n. 421»;

−  decreto legge 25 giugno 2008, n. 112 «Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la compe­titività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la pere­quazione tributaria» convertito, con modificazioni, in legge 6 agosto 2008, n. 133;

−  decreto legge 7 ottobre 2008, n. 154 «Disposizioni urgenti per il contenimento della spesa sanitaria e in materia di re­golazioni contabili con le autonomie locali» convertito, con modificazioni, in legge 4 dicembre 2008, n. 189;

−  decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150 «Attuazione della Legge 4 marzo 2009, n. 15, in materia di ottimizzazione della produttività del lavoro pubblico e di efficienza e trasparen­za delle pubbliche amministrazioni»;

−  decreto legge 31 maggio 2010, n. 78 convertito in legge dall’art. 1, comma 1, legge 30 luglio 2010 n. 122 «Misure ur­genti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competi­tività economica»;

−  legge 13 dicembre 2010, n. 220 recante «Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilità 2011)»;

−  decreto legge 6 luglio 2011, n. 98 convertito in legge dall’art. 1, comma 1, legge 15 luglio 2011, n. 111 «Disposizio­ni urgenti per la stabilizzazione finanziaria»;

−  la legge 12 novembre 2011, n. 183 «Disposizioni per la for­mazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato. (Legge di stabilità 2012)»;

Visti i vigenti Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro e Accor­di Collettivi Nazionali del personale del Comparto del Servizio Sanitario Nazionale, dell’area della Dirigenza Sanitaria, Professio­nale, Tecnica ed Amministrativa del Servizio Sanitario Nazionale, dell’area della dirigenza Medico-Veterinaria del Servizio Sanita­rio Nazionale, dei Medici di Medicina Generale, dei Medici Pe­diatri di Libera Scelta e dei medici Specialisti Ambulatoriali;

Visti, altresì, i provvedimenti amministrativi adottati in materia di sanità penitenziaria in attuazione del d.p.c.m. 1 aprile 2008;

Preso atto che, in data 3 dicembre 2009 - Rep. N. 243/CSR - la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano ha sancito l’Intesa tra il Governo, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano sul nuovo «Patto per la Salute per gli anni 2010-2012»;

Precisato che il suddetto documento mantiene la previsione che l’accesso a tali risorse da parte della Regione Lombardia, come delle altre Regioni, è condizionato al rispetto perentorio di molteplici adempimenti definiti nella normativa vigente come specificato nell’Allegato 2 del presente atto «Il quadro del siste­ma per l’anno 2012»;

Viste le seguenti leggi regionali:

−  31 marzo 1978, n. 34 «Norme sulle procedure della pro­grammazione, sul bilancio e sulla contabilità della Regio­ne» che stabilisce nell’articolo 79ter che gli enti del sistema regionale contribuiscono al concorso della Regione per la realizzazione degli obiettivi di finanza pubblica;

−  12 marzo 2008, n. 3 recante «Governo della rete degli inter­venti e dei servizi alla persona in ambito sociale e socio-sanitario» e le successive modifiche ed integrazioni;

−  30 agosto 2008, n. 1 «Legge regionale statutaria» che nell’articolo 48 ha rafforzato la visione dell’ente regionale come «insieme» di enti, aziende, società, fondazioni cui affi­dare la responsabilità di attuare le politiche regionali;

−  30 dicembre 2009, n. 33 recante «Testo unico delle leggi regionali in materia di sanità» e successive modifiche e integrazioni;

Richiamati i seguenti documenti di programmazione regiona­le, con particolare riferimento alla programmazione sanitaria:

−  D.C.R. n. IX/0056 del 28 settembre 2010 «Programma regio­nale di sviluppo della IX legislatura»;

−  D.C.R. n. IX/0088 del 17 novembre 2010 «Piano socio sanita­rio regionale 2010-2014»;

Richiamate inoltre le Delibere di Giunta Regionale che appro­vano i piani di assunzione a tempo indeterminato per l’anno 2011 della Aziende e degli enti del Sistema Sanitario regionale ed in particolare:

−  D.G.R.

−  n. 1773 del 24 maggio 2011 «Piani di assunzione di personale a tempo indeterminato 2011 per le Aziende Sa­nitarie Locali – (di concerto con l’Assessore Boscagli)»;

−  D.G.R. n. 1774 del 24 maggio 2011 «Piani di assunzione di personale a tempo indeterminato 2011 per le Aziende Ospedaliere, l’Azienda Regionale Emergenza e Urgenza e Fondazioni IRCCS di diritto pubblico»;

Richiamate altresì le Regole di Sistema per il Servizio Socio-Sa­nitario Regionale relative all’anno 2011 adottate con i provvedi­menti amministrativi di seguito elencati:

−  D.G.R. n. 937 del 01 dicembre 2010 «Determinazioni in ordi­ne alla gestione del Servizio Socio Sanitario Regionale per l’esercizio 2011 – (di concerto con l’Assessore Boscagli)»;

−  D.G.R. n. 1479 del 30 MARZO 2011 «Determinazioni in ordine alla gestione del servizio socio sanitario regionale per l’e­sercizio 2011 – II provvedimento di aggiornamento in am­bito sanitario»;

−  D.G.R. n. 2057 del 28 luglio 2011 «Determinazioni in ordine al­la gestione del servizio socio sanitario regionale per l’eser­cizio 2011 – III provvedimento di aggiornamento in ambito sanitario – (di concerto con l’Assessore Boscagli)»;

Richiamate inoltre le seguenti Delibere di Giunta Regionale:

−  D.G.R. n. 11086 del 27 gennaio 2010 «Nuovo Patto per la Salute per gli anni 2010-2012 (di concerto con l’Assessore Boscagli)»;

−  D.G.R. n. 1894 del 22 giugno 2011 «Determinazioni in merito al progetto CRS-SISS: approvazione dello schema di accor­do regionale con le farmacie, avente ad oggetto ‘Rinnovo della convenzione per l’utilizzo della piattaforma tecnologi­ca SISS da parte delle farmacie lombarde e per la loro par­tecipazione ai servizi messi a disposizione dal sistema SISS per la comunicazione ed elaborazione dei dati sanitari ed il miglioramento dei servizi all’utenza»;

−  D.G.R. n. 2027 del 20 luglio 2011 «Determinazioni in ordine all’applicazione dell’art. 17, comma 6 della legge 15 luglio 2011, n. 111 in materia di compartecipazione alla spesa sanitaria – (di concerto con l’Assessore Bresciani)»;

−  D.G.R. n. 2073 del 28 luglio 2011 «Ulteriori determinazioni in ordine all’applicazione dell’art. 17, comma 6 della legge 15 luglio 2011, n. 111 in materia di compartecipazione alla spesa sanitaria – (di concerto con l’Assessore Bresciani)»;

Ritenuto pertanto di definire le «Regole di Gestione del Ser­vizio Socio Sanitario Regionale per l’anno 2012» e di appro­vare a tal fine i seguenti allegati, parti integranti del presente provvedimento:

1) Indirizzi di programmazione

2) Quadro di sistema

3) Gli acquisti delle Aziende Sanitarie: linee di indirizzo

4) Prevenzione Medica e Veterinaria

5) Formazione del personale, Medicina Convenzionata Terri­toriale e ECM-Provider

6) Piani e programmi di sviluppo

7) Edilizia Sanitaria

8) Internazionalizzazione del Sistema Sanitario Lombardo

9) Indici di offerta – Negoziazione

10) Tariffe

11) Attività di controllo e tempi di attesa

12) Farmaceutica e protesica

13) Area salute mentale

14) Sistema Informativo Socio Sanitario

15) Indirizzi di programmazione socio sanitaria

 

Preso atto, altresì:

−  della preventiva informazione alle OO.SS. e alle rappresen­tanze del mondo sanitario privato in data 16 novembre 2011, alla III Commissione Consiliare «Sanità e Assistenza» e alle Aziende Sanitarie Locali e Aziende Ospedaliere in data 21 novembre 2011 e alla Consulta della Sanità in data 22 novembre 2011;

−  della preventiva informazione ai Tavoli permanenti di con­sultazione: dei soggetti del Terzo Settore, degli Enti Locali e  delle Organizzazioni Sindacali integrato con gli Ordini pro­fessionali maggiormente rappresentativi, della Conferenza delle Associazioni rappresentative degli Enti Gestori delle unità d’offerta sociali e sociosanitarie, delle Aziende di Ser­vizi alla Persona, e delle Aziende Sanitarie Locali (Direttori Generali e Direttori Sociali) effettuata il 21 novembre 2011;

Valutate ed assunte come proprie le predette determinazioni;

A voti unanimi, espressi nelle forme di legge;

 

DELIBERA

per le motivazioni indicate in premessa e qui integralmente richiamate:

 

1. di definire le «Regole di gestione del Servizio Socio Sanitario Regionale per l’anno 2012» e di approvare a tal fine i seguenti allegati, parti integranti del presente provvedimento:

1) Indirizzi di programmazione

2) Quadro di sistema

3) Gli acquisti delle Aziende Sanitarie: linee di indirizzo

4) Prevenzione Medica e Veterinaria

5) Formazione del personale, Medicina Convenzionata Terri­toriale e ECM-Provider

6) Piani e programmi di sviluppo

7) Edilizia Sanitaria

8) Internazionalizzazione del Sistema Sanitario Lombardo

9) Indici di offerta – Negoziazione

10) Tariffe

11) Attività di controllo e tempi di attesa

12) Farmaceutica e protesica

13) Area salute mentale

14) Sistema Informativo Socio Sanitario

15) Indirizzi di programmazione socio sanitaria

2. di disporre la pubblicazione del presente provvedimento sul B.U.R.L. e sui siti Internet delle Direzioni Generali Sanità e Fami­glia, Conciliazione, Integrazione e Solidarietà Sociale.

 

II segretario: Marco Pilloni

 

 

 

ALLEGATO 15

INDIRIZZI DI PROGRAMMAZIONE SOCIO SANITARIA

IL CONTESTO DI RIFERIMENTO

 

Il contesto sociale lombardo, non diversamente da quanto accade in tutti gli altri paesi occidentali a economia evoluta, è interessato da una serie di profonde trasformazioni nella sua struttura demografica. La struttura delle famiglie ha avuto un mutamento importan­te: aumentano le famiglie monocomponente e si riducono fortemente i nuclei familiari con quattro, o cinque e più componenti.

La diminuzione globale delle nascite, oltre che i progressi della medicina, che hanno portato ad un allungamento quantitativo dell’a­spettativa di vita, hanno determinato il fenomeno dell’invecchiamento della popolazione lombarda: l’indice di vecchiaia in Lombar­dia è pari al 143%, superiore a quello dell’Unione Europea che è il 108%. Infatti, le persone di età maggiore a 65 anni sono attualmente circa il 20% del totale della popolazione, di questi, il 5,4% vive da solo e il 6,5% di questi anziani soli è in condizione di povertà assoluta.

Altri cambiamenti sono avvenuti in questi ultimi anni determinando una maggiore vulnerabilità sociale dei cittadini lombardi, tra i quali i più significativi sono: la gravissima crisi economica, l’indeterminatezza del mercato del lavoro, il progressivo indebolimento delle relazioni familiari, lo sfilacciamento delle reti sociali e l’aumento delle patologie cronico degenerative che richiedono alle famiglie im­pegni assistenziali, psicologici e finanziari assolutamente nuovi e che spesso disarticolano l’organizzazione della quotidianità familiare.

La famiglia, nel contesto sopra delineato, può incontrare nelle diverse fasi del ciclo di vita, differenti condizioni di fragilità legate non solo a situazioni di insicurezza economica, lavorativa e relazionale, o di grave malattia di un componente, ma anche alla nascita di figli, alla crisi del proprio ruolo educativo, alla crisi della coppia, ecc, eventi questi che rendono la famiglia vulnerabile rispetto ad una sua condizione di benessere complessivo.

Una dimensione di fragilità di particolare rilevanza è quella riferita alla condizione di non autosufficienza della persona, determinata dall’invecchiamento, associato a malattie, o da patologie insorgenti alla nascita o nel corso dell’esistenza che limitano la capacità funzionale e che richiedono alla famiglia la messa in campo, per l’assistenza, di risorse fisiche e psicologiche, oltre che economiche.

In linea generale, si assiste, da un lato, ad un progressivo aumento dell’aspettativa di vita, associato all’aumento della prevalenza del numero di soggetti adulti/anziani affetti da patologie croniche e a lungo termine, dall’altro, si osserva un aumento della fragilità legata alla perdita di abilità fisiche, psicologiche e sociali, spesso in presenza di quadri clinici di grande complessità che mutano con­tinuamente nel corso della storia naturale della malattia.

A fronte di queste profonde modificazioni dello stato di salute delle persone, la rete di residenzialità protetta ha risposto in questi ultimi anni a nuove pressanti richieste provenienti da famigliari di persone in condizione di disabilità estrema (derivanti da condizione di Stato vegetativo, malattie del motoneurone ed in particolare la Sclerosi Laterale Amiotrofica) e, su precise indicazioni regionali, hanno attrezzato specifiche aree dedicate con personale qualificato per rispondere adeguatamente alle necessità assistenziali di queste persone.

D’altro canto, si rileva che a determinate situazioni di fragilità e di non autosufficienza, che richiedono una presa in carico globale integrata e continuativa ed il coordinamento di tutte le attività ad essa riferite nel periodo successivo alla fase acuta della malattia (post-acuzie), nella fase cronica di lungoassistenza e nelle situazioni di disagio/fragilità sociale globalmente intese, non corrispondo­no risposte appropriate da parte dell’attuale rete di offerta sociosanitaria.

Una forte domanda proviene dalle persone in condizione di terminalità e dalle loro famiglie non soddisfatta totalmente dalla attuale rete degli Hospice sociosanitari (con lunghe liste d’attesa) che pur garantiscono una dotazione di 0,25 p.l. ogni 10.000 abitanti, supe­riore all’indice di programmazione regionale pari a 0,15 p.l. ogni 10.000 abitanti.

Un’altra dimensione di fragilità è rappresentata dai minori in età evolutiva con disabilità, per la quale si evidenzia che l’attuale rete di offerta si caratterizza per insufficienza quantitativa e distribuzione disomogenea delle Strutture riabilitative territoriali extraospedaliere accreditate e a contratto oltre che da una insufficiente capacità di presa in carico da parte dei Servizi della Neuropsichiatria dell’In­fanzia e dell’Adolescenza. In particolare, per quanto riguarda la rete delle Strutture riabilitative ambulatoriali, le caratteristiche di insuf­ficienza e di disomogeneità della distribuzione si amplificano in maniera tale da produrre una importante carenza, se non assenza totale, in alcuni territori, di risposta ai bisogni rappresentati dalle famiglie, determinando lunghe liste d’attesa presso tali Strutture.

Un’altra delle dimensioni di fragilità della popolazione lombarda, di notevole complessità per la rapidità dell’evoluzione dei bisogni, è quella delle dipendenze. Si rileva che le modificazioni delle abitudini legate all’assunzione di sostanze sono fortemente condizionate dalle modificazioni del contesto socio-culturale, determinando forti impatti sull’assetto organizzativo dei servizi. Nuovi bisogni emergo­no per forme nuove di dipendenza, per situazioni di cronicità, di grave disagio e devianza, di minori in difficoltà che associano anche problemi di dipendenza, di abuso/dipendenza compatibile con una vita sociale e lavorativa. Tutti questi nuovi bisogni richiedono di rivedere le modalità di approccio e di pensare nuovi modelli di intervento.

Tutte queste diverse dimensioni di fragilità necessitano inoltre di essere tutelate, «protette» per avere le necessarie garanzie di una vita di qualità attraverso:

−  il riconoscimento e il rispetto delle aspirazioni,

−  la legittimazione a rappresentare i propri bisogni,

−  il governo dei legittimi interessi.

In questo senso, la «protezione» della persona fragile deve essere capace di comprendere i suoi reali bisogni e trovare soluzioni ade­guate nel rispetto della sua dignità e delle sue capacità, tenendo conto anche delle aspirazioni della famiglia.

Tutto quanto sopra descritto impone una profonda riforma del welfare lombardo che deve fondare le proprie policy sul principio della centralità della persona rispetto al sistema di servizi, in tutte le fasi della vita.

Già con la D.G.R. n. 937/2010 di determinazioni in ordine alla gestione del Servizio sociosanitario regionale per il 2011 si era preso atto delle modificazioni socio-culturali intervenute nel contesto lombardo ed era stato definito un insieme coordinato di azioni, anche di natura sperimentale, per dare avvio alla realizzazione della riforma del sistema di welfare, spostando l’attenzione dall’offerta - di servizi e/o strutture -, alla domanda, riportando al centro di tutto il sistema dei servizi e degli interventi la persona e la sua famiglia.

Tale inversione del modello di assistenza è volta a:

−  sostenere e sviluppare la capacità della rete dei servizi di «prendersi cura» delle persone e delle loro famiglie, oltre che del «cura­re», azione questa più concentrata sulla malattia;

−  sviluppare strumenti di lettura e valutazione del bisogno in tutte le sue dimensioni tenendo conto del contesto familiare e socio ambientale di vita;

−  realizzare concretamente una «presa in carico» integrata della persona fragile che garantisca sul territorio un elevato livello di in­tegrazione tra i diversi servizi sanitari e sociali, per fornire l’unitarietà tra le diverse tipologie di prestazioni, la continuità tra le diverse azioni di cura e assistenza, la realizzazione di percorsi integrati.

In coerenza con quanto sopra esplicitato, nel corso del 2011 si sono attivate le seguenti azioni:

> Famiglia: azioni di conciliazione e di sostegno ai ruoli genitoriali

−  approvazione del Libro Bianco sulla conciliazione: sostegno della programmazione territoriale per interventi di conciliazione fa­miglia/lavoro (campione 1050 lavoratori e 5 grandi imprese), sottoscrizione di 13 accordi di collaborazione con Enti istituzionali, imprese ecc (avviati 10 piani di azione), sperimentazione della dote conciliazione;

−  Bando per la sperimentazione di progetti innovativi in materia di welfare aziendale e interaziendale;

−  attuazione del Piano Straordinario Nidi finalizzato all’acquisto da parte dei Comuni di posti nido presso erogatori privati.

−  definizione delle linee guida per gli affidi familiari;

−  approvazione dei requisiti di accreditamento delle Unità d’offerta sociali per minori;

−  bando ai sensi della lr n. 23/99 per la realizzazione di progetti a sostegno delle famiglie;

−  realizzazione del progetto NASKO a sostegno delle madri in difficoltà.

> Consultori

−  sperimentazione delle funzioni di ascolto, orientamento e supporto psicopedagogico delle famiglie in 30 consultori pubblici e privati accreditati volta a raccogliere le richieste e i bisogni delle famiglie proponendo soluzioni in tempo reale e garantendo una presa in carico globale.

> Non autosufficienza: persone anziane e persone con disabilità

−  avvio del percorso del nuovo modello di valutazione del bisogno su alcune unità d’offerta e per alcune tipologie d’utenza: Assi­stenza domiciliare integrata per anziani e persone con disabilità (in 6 ASL);

−  approvazione con D.G.R. n. 2124/2011 delle linee di indirizzo sperimentali per l’assistenza di persone in stato vegetativo con le quali è stato esteso il target delle persone diagnosticabili in tale condizione, inoltre è stata disposta l’erogazione di voucher a persone in Stato Vegetativo per la scelta della struttura residenziale più idonea alla loro presa in carico (in Residenza sanitario assistenziale per anziani o per persone con disabilità);

−  attivazione di progetti in attuazione del Piano d’Azione Regionale per le persone con disabilità:

−  monitoraggio delle azioni di tutte le Direzioni Generali di Regione Lombardia per l’integrazione delle politiche regionali per la disabilità;

−  avvio di progetti territoriali a favore di persone non autosufficienti con bisogni complessi (valutazione multidimensionale, defi­nizione di progetti individuali integrati a sostegno della domiciliarità).

> Dipendenze

−  avvio della sperimentazione del modello di inversione del modello dall’offerta alla domanda in 9 ASL;

−  linee guida alle ASL per l’attuazione di azioni di prevenzione dei comportamenti di abuso di alcol e droghe;

−  avviata la realizzazione di programmi di prevenzione centrati sull’ acquisizione di competenze (life skills program) rivolti agli ado­lescenti e alle loro famiglie in 114 scuole.

 

SEMPLIFICAZIONE

Al fine di consentire al sistema di raggiungere fondamentali obiettivi di semplificazione e snellezza nelle procedure, anche evitando la duplicazione degli oneri di presentazione degli atti/certificati da parte dei soggetti erogatori di prestazioni, nel corso del 2012, sarà recepita la normativa (legge 241/1990, come modificata dall’articolo 49, comma 4-bis, della legge 122/2010) in materia di semplifi­cazione degli atti.

In particolare si provvederà all’adozione di specifici provvedimenti diretti alla semplificazione dei processi di messa in attività e accre­ditamento delle unità di offerta sociosanitarie con l’applicazione della Segnalazione Certificata di inizio attività (SCIA), in luogo dell’at­tuale Denuncia di inizio attività (DIA). Sarà inoltre introdotta la possibilità di presentare la richiesta di accreditamento contestualmente alla SCIA. Sino all’entrata in vigore dello specifico provvedimento si applicano le procedure previste dalla D.G.R. n. 8496/08.

Contestualmente agli interventi di razionalizzazione e semplificazione della disciplina di cui sopra sarà attuata la messa a sistema di un applicativo che informatizzi il registro regionale degli enti accreditati di cui alla lr 3/2008.

Di conseguenza l’inserimento dei dati nel registro informatizzato da parte delle ASL diventerà parte essenziale ed obbligatoria della procedura di accreditamento.

 

ACCREDITAMENTO

Al fine di garantire una sempre maggiore qualificazione dei soggetti che operano nella rete sociosanitaria e a tutela degli utenti e del­la centralità della famiglia si procederà all’adozione di provvedimenti per la definizione di un modello di accreditamento universale che preveda la definizione di specifici requisiti omogenei per tutte le unità di offerta sociosanitarie. In particolare si precisa sin da ora che tra i requisiti che dovranno essere disciplinati con lo scopo di migliorare l’efficienza e la trasparenza dell’operato sia della regione sia dell’ente accreditato dovranno esservi:

•  l’acquisizione di personalità giuridica per le unità di offerta a regime residenziale e semiresidenziale;

•  l’adeguamento, per le unità d’offerta residenziali con capacità ricettiva uguale o superiore agli 80 posti, al Decreto Legislativo n. 231 dell’ 8 giugno 2001 recante «Disciplina della responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, delle società e delle associazioni, anche prive di personalità giuridica, a norma dell’art. 11 della legge 29 settembre 2000, n. 300»;

•  la revisione dei contenuti essenziali della Carta dei servizi, quale strumento diretto ad informare i soggetti che fruiscono della rete dei servizi sulle condizioni che danno diritto all’accesso, sulle modalità di erogazione delle prestazioni, sulle condizioni per facilitarne la valutazione, sulle procedure per tutelarsi nei casi di inadempienza;

•  la definizione dei contenuti del contratto d’ingresso tra utente e unità di offerta sociosanitarie accreditate e a contratto.

Stante il passaggio dall’offerta alla domanda e la centralità della persona i requisiti gestionali di accreditamento saranno rivisti sulla base della valutazione multidimensionale della persona fragile pertanto con apposito provvedimento verranno definiti i requisiti regio­nali per l’esercizio e l’accreditamento dell’assistenza domiciliare integrata superando in tal modo l’attuale sistema fondato sui patti di accreditamento a livello di ASL.

Nelle more della definizione dei requisiti, potranno essere rinnovati solo i patti di accreditamento in essere, fissando la scadenza massi­ma al 30 giugno 2012. Non potranno quindi essere sottoscritti nuovi patti di accreditamento da parte delle ASL.

Con il presente provvedimento si recepiscono i principi del Piano d’indirizzo per la Riabilitazione approvato dalla Conferenza Stato-Regioni il 6 febbraio 2011. In attesa di successivo provvedimento regionale, che darà attuazione a tale Piano ed armonizzerà la norma­tiva regionale attualmente vigente, non si procederà a nuovi accreditamenti di unità d’offerta di riabilitazione territoriale extraospeda­liera o ampliamenti di accreditamento di quelle già accreditate, con la sola eccezione delle prestazioni ambulatoriali rivolte a minori disabili, a causa dell’insufficienza e disomogeneità di questa offerta sul territorio.

In previsione della revisione complessiva del sistema dei servizi per le dipendenze, saranno consentite solo modifiche di accredita­menti delle strutture già accreditate, mantenendo inalterato il numero complessivo di posti già accreditati. Potranno essere accredi­tate solo nuove unità di offerta che abbiano presentato DIA entro la data di approvazione della presente delibera e per le quali non siano intervenute successive prescrizioni da parte dell’ASL.

Sempre sulla base dei principi stabiliti dal Piano Sociosanitario regionale ed in consequenzialità con la nuova classificazione e valu­tazione dei bisogni delle persone fragili, volta a creare classi omogenee e a definire modalità uniformi di valutazione, nel corso del 2012 si procederà ad attività volte alla revisione del sistema di classificazione delle persone ospiti di RSA ed alla riforma dei requisiti gestionali di accreditamento.

 

PIANI PROGRAMMA

Il processo di adeguamento strutturale di RSA e CDI è pressoché totalmente concluso, grazie al forte impegno organizzativo ed econo­mico messo in campo negli ultimi anni dai gestori per il raggiungimento dell’obiettivo.

Preso atto che il 31 dicembre 2011 scadono i termini relativi all’adeguamento strutturale di queste due tipologie di unità d’offerta, sarà possibile per le ASL confermare, per tutte le strutture che non hanno ancora conseguito l’autorizzazione definitiva e per un termine non eccedente il 31 marzo 2012, l’autorizzazione provvisoria emessa sulla base del piano programma. Tale termine è previsto ai soli fini della ricollocazione degli ospiti, secondo un piano concordato con le famiglie, o della valutazione di circostanze eccezionali che, eventualmente, ne giustifichino il differimento.

La valutazione di cui al paragrafo precedente, che si prevede congiunta da parte di ASL e Direzione Generale Famiglia, Conciliazione, Integrazione e Solidarietà sociale, sarà effettuata sulla base di un procedimento istruttorio di competenza dell’ASL.

Per le altre tipologie di unità di offerta eventuali proroghe alla tempistica stabilita dai piani programma potranno essere concesse dalla ASL solo ed esclusivamente su istanza del legale rappresentante dell’unità d’offerta, corredata da idonee motivazioni, ed a se­guito di preventivo assenso della Direzione Famiglia, Conciliazione, Integrazione e Solidarietà Sociale. Qualora le motivazioni addotte a fondamento della richiesta di conferma dell’autorizzazione provvisoria e proroga del piano programma non fossero giudicate suffi­cienti, potrà essere emessa una autorizzazione temporanea al solo fine garantire la ricollocazione individuale degli ospiti in carico alla struttura, secondo un piano concordato con le famiglie e con l’ASL.

 

INDICAZIONI PER LA PROGRAMMAZIONE TERRITORIALE

Le ASL sono tenute ad attivare tutti i processi di coinvolgimento e di partecipazione, anche attraverso momenti di confronto con tutti gli attori del territorio, in una logica di armonizzazione degli strumenti di programmazione del territorio e sono altresì responsabili dell’inte­grazione della programmazione sociale con quella sanitaria e sociosanitaria ai sensi della lr 3/2008.

Le ASL esplicano tali funzioni in particolare attraverso:

−  gli Accordi di Programma di cui alla legge 3/2008, sottoscritti insieme ai Comuni per l’attuazione dei Piani di Zona;

−  i Piani integrati locali di promozione della salute;

−  il Documento di Programmazione e Coordinamento dei servizi sanitari e sociosanitari dell’ASL;

−  gli Accordi di Collaborazione per la costituzione della Rete territoriale di conciliazione, di cui l’ASL è Capofila.

Emerge inoltre l’urgenza di agire perché tali strumenti e documenti di programmazione si coordinino e interagiscano più in generale con altri strumenti di programmazione territoriale già esistenti, quali le Linee regionali di indirizzo per le politiche giovanili, gli Accordi Quadro per lo Sviluppo Territoriale (AQST), la programmazione triennale 2010/2012 delle Province, il Piano di Governo del Territorio, il Piano territoriale degli orari dei servizi, i Patti territoriali per l’occupazione.

Rispetto agli obiettivi specifici che le ASL devono raggiungere e alle azioni concrete a loro carico, anche in prosecuzione di azioni già avviate nel 2011, si richiamano di seguito i più recenti atti di programmazione territoriale di riferimento:

−  Piano regionale in attuazione dell’Intesa Stato – Regioni e PA - AALL in materia di conciliazione famiglia – lavoro;

−  Piano di Azione Regionale a favore delle persone con disabilità;

−  Semplificazione dei rapporti tra Pubblica Amministrazione e Terzo Settore;

−  Linee regionali per l’affido familiare;

−  Libro Bianco conciliazione famiglia lavoro;

−  Linee di indirizzo per la programmazione sociale a livello locale 2012 – 2014.

Obiettivi della programmazione territoriale:

−  promuovere una nuova programmazione integrata e partecipata, coinvolgendo tutti gli attori a livello locale;

−  facilitare l’accesso dei cittadini e delle famiglie alla fruizione di un sistema non frammentato e integrato di interventi e servizi, co­erente con l’evoluzione dei bisogni e capace di risposte appropriate;

−  realizzare un ambiente sempre più capace di sostenere concretamente la volontà delle persone con disabilità di perseguire la propria piena realizzazione personale e sociale;

−  dare continuità alle reti territoriali conciliazione, promuovere l’adesione di nuovi soggetti e l’armonizzazione degli strumenti di programmazione in un’ottica di conciliazione;

−  sviluppare partecipazione ai processi di cambiamento e innovazione, attraverso la condivisione di obiettivi comuni e l’apprendi­mento reciproco tra i diversi stakeholder;

−  sviluppare servizi di conciliazione a favore dei propri dipendenti;

−  favorire le iniziative sperimentali coerenti con i processi di riforma tra cui quelle volte alla sperimentazione, all’implementazione e alla diffusione della contrattazione aziendale e territoriale per la stipula di accordi di welfare integrativo, che si collocano in sinergia con la programmazione del welfare territoriale, con il coinvolgimento delle parti sociali, così come previsto dall’ Intesa tra Anci Lombardia e Organizzazioni sindacali sottoscritta il 15 marzo 2010.

 

Il sistema delle regole 2012 chiede alle Aziende Sanitarie Locali di:

−  coordinare, nell’ambito dei percorsi di costruzione dei Piani di Zona del proprio territorio, le attività finalizzate a:

1. un’analisi dei bisogni socio-sanitari e sociali, delle risposte, dei soggetti e dei network attivi sul territorio effettuata entro un peri­metro di conoscenza sovra distrettuale, coincidente con il territorio dell’Azienda sanitaria locale di riferimento;

2. l’individuazione di obiettivi condivisi con il territorio di riferimento e di modalità operative concrete per la realizzazione dell’in­tegrazione sociosanitaria:

• promuovere la propria partecipazione alle iniziative sperimentali nell’area socio-sanitaria e sociale a carattere innovativo che saranno determinate e sviluppate dai Comuni e dagli Ambiti;

• sottoscrivere gli Accordi di Programma ai sensi dall’art. 18 della l.r. n. 3/2008 per il triennio di programmazione sociale 2012 – 2014;

• assicurare la governance delle reti territoriali conciliazione secondo le previsioni degli accordi territoriali sottoscritti nel corso del 2011.

• realizzare misure di conciliazione dei tempi di vita e di lavoro a favore del personale operante nelle ASL;

−  contribuire per la parte di propria competenza all’avanzamento del Libro Bianco Conciliazione e alla piena attuazione dei Piani territoriali conciliazione approvati e al monitoraggio e valutazione delle azioni sperimentali avviate.

 

FLUSSI INFORMATIVI

Nel corso del 2012 verranno poste in essere azioni tese a superare la disomogeneità della rilevazione dei dati, da parte delle ASL, di rendicontazione delle prestazioni erogate nelle unità di offerta sociosanitarie lombarde. I soggetti gestori non possono in alcun modo essere esposti al rischio di dover adempiere al proprio obbligo di rendicontazione secondo logiche territoriali differenti. Occorre per­tanto sottolineare che non saranno più ammissibili da parte delle ASL operazioni di personalizzazione degli strumenti definiti dalla Di­rezione Generale Famiglia, Conciliazione, Integrazione e Solidarietà sociale per la rilevazione del debito informativo a carico degli enti gestori. Le modalità e i contenuti del debito informativo costituiscono infatti da sempre ambiti di competenza della Direzione Generale Famiglia, Conciliazione, Integrazione e Solidarietà sociale rispetto ai quali non residuano spazi di discrezionalità in capo alle ASL.

Le ASL saranno pertanto tenute a concorrere dal 2012 alla realizzazione dell’obiettivo di definizione di un sistema di debito informativo sociosanitario caratterizzato da omogeneità in termini di modalità, di tempistica e di contenuto della rilevazione, provvedendo ad una progressiva dismissione degli strumenti informatici locali che non risulteranno in linea con le indicazioni regionali.

Nel corso del 2012 le ASL saranno tenute a concorrere agli obiettivi derivanti dalla messa a regime del sistema del debito informativo ministeriale collegato all’area dell’assistenza domiciliare (flusso SIAD), a quella dell’assistenza residenziale e semiresidenziale a favore della popolazione anziana (flusso FAR) e, infine, all’area delle dipendenze. Le ASL dovranno infatti garantire il rispetto della tempistica di trasmissione dei tracciati definita in rapporto ai singoli flussi informativi, lavorando altresì con i soggetti gestori del rispettivo territorio in funzione della qualità dei dati trasmessi. Particolare impegno dovrà essere diretto a verificare l’effettiva applicazione delle condizioni di validità dei tracciati, in applicazione delle note e delle circolari regionali sui singoli flussi informativi, al fine di garantire l’invio al Mini­stero del numero maggiore di record.

 

CONTROLLI

Le variazioni normative introdotte in questi anni, basate principalmente su processi di semplificazione e snellimento delle procedure, in particolare per quanto riguarda l’avvio delle attività in ambito sociosanitario, richiedono modificazioni delle regole a presidio dell’atti­vità di vigilanza e controllo, che garantiscano, nell’ottica del principio di centralità del cittadino, il mantenimento di un’adeguata tute­la del livello di soddisfazione della domanda, dell’appropriatezza e della congruità delle prestazioni. Devono inoltre essere incentivati i percorsi correlati al miglioramento continuo della qualità che possano avvenire anche attraverso processi di autocontrollo da parte degli erogatori.

Nelle more dell’approvazione di un apposito provvedimento di modifica complessiva della D.G.R. 8496/2008, che adegui i contenuti alle novità normative sinora intervenute, anche in materia di semplificazione e definisca infine ruoli, competenze e funzioni, rispettiva­mente della Regione e delle ASL, per quanto attiene all’esercizio, accreditamento, vigilanza e controllo di appropriatezza, si conferma­no le disposizioni della D.G.R. 937/2010 in materia di redazione dei piani di controllo da parte delle ASL e le percentuali di controllo ivi stabilite, per quanto riguarda sia la vigilanza che i controlli di appropriatezza delle prestazioni socio-sanitarie e sociali.

In particolare per il 2012 le ASL dovranno attenersi alle specifiche indicazioni della Direzione Famiglia, Conciliazione, Integrazione e Solidarietà Sociale che verranno impartite in ordine a specifici controlli su piani programma e sperimentazioni.

 

ACQUISTI BENI E SERVIZI

Al fine di ottimizzare e minimizzare i costi relativi alle unità d’offerta sociosanitarie, che andrebbero a determinare benefici per l’intero sistema con particolare riguardo ai cittadini fruitori dei servizi, nel corso del 2012, in analogia con il modello già messo in atto me­diante l’istituzione della «Centrale acquisti regionale», la Direzione Generale Famiglia, Conciliazione, Integrazione e Solidarietà sociale intende promuovere modalità e strumenti per l’aggregazione di diversi erogatori di prestazioni sociosanitarie nelle procedure di gara per l’acquisto di beni e servizi.

Soprattutto con riguardo ai piccoli erogatori, aventi scarso potere negoziale e carenti di informazioni per l’ottimale gestione delle pro­cedure di gara, si ritiene indispensabile avviare delle procedure per l’acquisto congiunto di beni e servizi.

Per perseguirei tale obiettivo, sarà compito delle ASL fornire il supporto organizzativo e strumentale al fine di coordinare i diversi eroga­tori che intendessero aderire ad iniziative per l’acquisto aggregato di beni e servizi.

Nel corso del 2012 si procederà altresì ad avviare un sistema di monitoraggio dei costi sostenuti dagli erogatori nei diversi ambiti territo­riali per la fornitura di alcuni beni. Tale monitoraggio consentirà un’analisi comparativa dei costi sostenuti dai gestori.

Sia lo strumento delle forniture congiunte, sia l’avvio del sistema di monitoraggio dei prezzi consentiranno di contenere l’ampia varia­bilità di costi sostenuti per uno stesso bene dai diversi erogatori di prestazioni sociosanitarie. L’abbattimento significativo del costo di alcuni beni produrrà benefici significativi per gli erogatori e con ricadute positive per quanto riguarda l’entità delle rette a carico degli utenti dei servizi.

 

PROGETTI E SPERIMENTAZIONI

Nel 2012, compatibilmente con le risorse disponibili, si attiveranno progetti sperimentali nell’area della riabilitazione ambulatoriale terri­toriale extraospedaliera per minori disabili, nell’area delle dipendenze e nell’area della fragilità e non autosufficienza.

Le sperimentazioni, previo atto d’indirizzo della Giunta regionale, si articoleranno come segue:

−  area della riabilitazione ambulatoriale territoriale extraospedaliera per minori disabili

Saranno promossi progetti e sperimentazioni per venire incontro alle reali e pressanti necessità di riabilitazione di bambini e adolescenti con disabilità e per offrire alle loro famiglie interventi concreti a sostegno della loro azione costante di assistenza

−  area delle dipendenze

Nella prospettiva della generale evoluzione del sistema regionale delle dipendenze, nel 2012 verranno sperimentati nuovi mo­delli di intervento rispondenti ai bisogni emergenti, anche con l’individuazione di best practices (es. situazioni di cronicità, di grave disagio e devianza, minori in difficoltà anche con problemi di dipendenza, di abuso/dipendenza compatibile con una vita sociale e lavorativa, risposte dedicate a particolari tipologie e modi di consumo/abuso/dipendenza,…).

Nella revisione del sistema di intervento per le dipendenze verranno sperimentati e introdotti nuovi modelli (modalità) di ge­stione delle unità di offerta maggiormente adeguati alle caratteristiche della domanda: es. dipendenze croniche, cocaina, dipendenze comportamentali.

−  area della fragilità e della non autosufficienza

Si sperimenteranno:

• soluzioni che si rivolgono a persone che necessitano di migliorare il più possibile lo stato di autosufficienza attraverso inter­venti di assistenza che non possono essere svolti a domicilio e di riattivazione (recupero non solo funzionale ma anche com­portamentale/relazionale), nonché controlli ed interventi ripetuti nel tempo per sostenere l’equilibrio raggiunto. L’assistenza che viene fornita prevederà delle soglie temporali massime di presa in carico, utili all’acquisizione di condizioni compatibili per un «reinserimento sicuro» della persona fragile nel proprio contesto sociale di vita o per un «accompagnamento» della stessa verso altre soluzioni offerte dalla rete dei servizi sociosanitari;

• strutture residenziali per l’accoglienza di minori con gravissime disabilità associata a breve speranza di vita e adolescenti con gravi problemi relazionali e di devianza;

• strutture di residenzialità leggera con caratteristiche di tipo alberghiero ma nel contempo in grado di garantire anche prote­zione sociale/ sociosanitaria al fine di offrire alle famiglie periodi di sollievo;

• proseguirà per tutto il 2012 la sperimentazione delle linee di indirizzo, approvate con D.G.R. n.2124/2011, per l’assistenza di persone in stato vegetativo.

−  area assistenza domiciliare integrata

Nel secondo semestre del 2011, è stata avviata la sperimentazione di un nuovo modello di erogazione dell’ADI, incentrato sulla valutazione dei bisogni delle persone non autosufficienti, in condizione di fragilità, e delle loro famiglie, attraverso la definizione di diversi livelli di gravità del bisogno, sotto l’aspetto sia sociosanitario-funzionale, sia sociale.

La valutazione degli esiti della sperimentazione del nuovo modello di valutazione e dei profili assistenziali ha consentito, da un lato, una prima validazione del modello di valutazione del bisogno, dall’altro, di acquisire elementi utili al superamento dell’at­tuale sistema di erogazione delle prestazioni che ricomprende nell’ADI anche interventi che non possono essere considerati integrati, ma prestazionali.

Si ritiene pertanto di stabilire di:

1. introdurre una netta separazione tra Assistenza estemporanea (interventi assistenziali prestazionali a breve o a lungo termine) e Assistenza Domiciliare Integrata (interventi assistenziali sociosanitari integrati). Con successivi provvedimenti regionali saranno definiti nello specifico i contenuti di queste due diverse attività assistenziali, stabilendone i requisiti di accreditamento;

2. estendere la sperimentazione a tutte le ASL lombarde ed in tutti i distretti. In particolare tutte le ASL dovranno:

a. comporre un’équipe multiprofessionale per la valutazione multidimensionale al domicilio delle persone in condizione di fragilità. In fase di sperimentazione, al fine della validazione definitiva del modello, si ritiene che la valutazione debba essere governata dal sistema pubblico e quindi dall’ASL;

b. procedere alla formazione mirata dei propri valutatori sul nuovo modello e per l’utilizzo dei nuovi strumenti di valutazione.

Al fine di monitorare complessivamente la sperimentazione dovrà essere attivato da parte delle ASL un sistema di controllo delle azioni sperimentali, coinvolgendo Comuni/Ambiti territoriali e soggetti erogatori, valutando anche l’indice di gradimento da parte delle persone fragili e delle loro famiglie, nonché sondare il livello di soddisfazione degli operatori delle équipe multi professionali. Il debito informativo assolto con il flusso SIAD viene confermato e mantenuto.

−  area consultoriale

E’ prevista la prosecuzione delle sperimentazioni in atto nelle ASL sulla funzione di ascolto, orientamento e accompagnamento psicopedagogico delle famiglie.

I consultori familiari pubblici e privati accreditati costituiscono il nodo fondamentale della complessiva rete di servizi ed inter­venti a favore della famiglia nel suo ruolo generativo e di cura e, pertanto, devono essere in grado di raccoglierne le richieste e i bisogni offrendo soluzioni in tempo reale. In questo senso, nel secondo semestre 2011, come previsto dalla D.G.R. 937/ 2011 si è avviata in 30 consultori familiari, pubblici e privati accreditati, la sperimentazione della funzione di ascolto, orientamento e supporto psicopedagogico alle famiglie. I progetti di sperimentazione hanno previsto, tra l’altro, un ampliamento degli orari di accesso e/o dei giorni di apertura, l’estensione degli accessi anche a nuove tipologie d’utenza, consulenze personalizzate, la costituzione di una rete tra il consultorio e i diversi servizi territoriali funzionale ad una presa in carico celere dei bisogni delle famiglie formalizzata attraverso specifici protocolli d’intesa. Si ritiene necessaria la prosecuzione delle sperimentazioni anche per il 2012.

 

COMUNICAZIONE

Le ASL sono tenute a diffondere in maniera coordinata, e secondo gli indirizzi regionali, i contenuti, le modalità attuative e i benefici attesi dal percorso di riforma in atto nel 2012.

In modo particolare si richiede alle ASL di:

• ottimizzare le risorse a disposizione in materia di comunicazione;

• coordinare gli strumenti;

• utilizzare un’immagine semplice, istituzionale e riconducibile a ciascuna materia oggetto della riforma;

• ricorrere all’immagine coordinata per identificare in modo unitario soggetti, ruoli e destinatari della comunicazione

Si richiamano inoltre le ASL ad attenersi alle guidelines che di volta in volta verranno divulgate per l’utilizzo e la personalizzazione dei layout per quanto riguarda il percorso di riforma, e alla D.G.R. IX/1151 del 29 dicembre 2010 -Direttive agli Enti Sanitari in merito all’ac­quisizione del parere della Commissione Tecnica per la Comunicazione, l’Editoria e l’Immagine (ex l.r. 20/2008 e ss.mm.ii.).

 

CONTRATTUALIZZAZIONE E BUDGET

Nel corso del 2012 si procederà alla messa a contratto di nuovi posti di Hospice, compatibilmente con le risorse disponibili e sulla base di specifiche indicazioni regionali, in ogni caso verrà data priorità ai territori con un indice di dotazione inferiore alla media regionale.

Sarà inoltre possibile, sulla base di specifiche motivazioni legate alla domanda di servizi provenienti dal territorio e previo parere favo­revole delle ASL territorialmente competenti, procedere alla rimodulazione di posti già a contratto (previa modifica dei volumi accredi­tati), fermo restando che tali rimodulazioni dovranno essere iso-risorse.

Le A.S.L. non potranno procedere alla stipula di altri nuovi contratti, fatte salve circostanze eccezionali valutate congiuntamente con la Direzione Generale Famiglia, Conciliazione, Integrazione e Solidarietà Sociale.

Nelle more della definizione dei requisiti di accreditamento dell’Assistenza Domiciliare Integrata potranno essere rinnovati solo i patti di accreditamento/contratto in essere e comunque con indicazione di apposita clausola che preveda l’automatica decadenza conte­stualmente all’avvio operativo del nuovo modello ADI. Non potranno quindi essere sottoscritti nuovi patti di accreditamento/contratto da parte delle ASL.

Per il 2012 viene confermata la budgetizzazione per le seguenti unità d’offerta sociosanitarie:

• Residenze Sanitario Assistenziali per Anziani (RSA);

• Residenze Sanitario Assistenziali per Disabili (RSD);

• Centri Diurni Integrati per Anziani (CDI);

• Centri Diurni per Disabili (CDD);

• Comunità Socio Sanitarie per Disabili (CSS);  

• Hospice;

• Strutture di Riabilitazione Territoriale extraospedaliera;

• Assistenza Domiciliare Integrata (comprensiva di ADI a gestione diretta ASL-Voucher-Credit Sociosanitari) sino all’introduzione della relativa riforma;

• Servizi residenziali e semiresidenziali dell’area dipendenze;

• Servizi multidisciplinari integrati (SMI) dell’area dipendenze;

• Consultori familiari privati.

Nel 2012 viene riconosciuto alle ASL come «extra budget» il finanziamento per l’erogazione dei contributi ai familiari caregiver di per­sone in stato vegetativo o affette da malattie del motoneurone ed in particolare da SLA (così come disciplinato dalle dD.G.R. 7915/08 e 10160/09).

Nel budget per l’Assistenza Domiciliare Integrata sono compresi anche i voucher per persone affette da malattie del motoneurone ed in particolare da SLA.

Le risorse saranno assegnate alle ASL distintamente per ciascuna tipologia di unità d’offerta ad eccezione di CDI, CDD e CSS, per cui viene previsto un unico budget di ASL.

Anche per l’anno 2012 viene previsto il budget aziendale per altri costi non tariffati dalla Regione.

A ciascuna ASL le risorse vengono assegnate in misura pari al 100% dei rispettivi budget aziendali definitivi 2011.

Con provvedimenti della Direzione Generale Famiglia, Conciliazione, Integrazione e Solidarietà sociale, i budget di ASL potranno esse­re ridefiniti per tenere conto degli effetti prodotti dalle disposizioni contenute e/o derivanti dall’attuazione del presente provvedimento.

I budget assegnati alle ASL si riferiscono alle prestazioni erogate dalle unità d’offerta ubicate sul territorio di competenza, a favore di tutti i cittadini lombardi, e non solo alla quota relativa ai consumi dei propri residenti.

Per la remunerazione delle prestazioni con oneri a carico del Fondo Sanitario Regionale devono essere applicate le tariffe definite con i diversi provvedimenti regionali. Tali tariffe sono da praticare anche alle prestazioni rese ad utenti non lombardi e con oneri a carico delle loro Regioni di residenza.

Al fine di garantire continuità ai servizi resi ai cittadini e fornire certezze contrattuali ai soggetti erogatori, per tutte le unità d’offerte sopra indicate le ASL, entro il 31 dicembre 2011, dovranno sottoscrivere un contratto provvisorio, utilizzando lo schema tipo allegato al presente provvedimento, definendo un budget provvisorio per il primo trimestre 2012, pari ai tre dodicesimi del budget definitivo 2011.

Per le unità d’offerta a contratto solo per una parte dell’anno 2011, il budget di riferimento su cui calcolare i tre dodicesimi è determi­nato proiettando sull’intero anno la quota di risorse assegnata nel 2011.

Per eventuali unità d’offerta di nuova contrattualizzazione il budget provvisorio sarà determinato prendendo a riferimento la tariffa me­dia di ASL con un livello di saturazione dei posti a contratto non superiore al 90%.

Entro il 31 marzo 2012 devono essere negoziati e sottoscritti tra ASL e soggetti gestori i budget che dovranno valere per l’intero anno. In tale budget dovrà essere ricompreso anche quanto assegnato con il budget provvisorio. Eventuali rimodulazioni di budget potranno avvenire entro il termine massimo del 30 novembre 2012.

Il budget definitivo per le unità d’offerta di nuova contrattualizzazione verrà determinato prendendo a riferimento la tariffa giornaliera e la saturazione media di ASL per l’anno 2011, con riguardo all’utenza tipica.

Per la definizione dei budget relativi a posti aggiuntivi di unità d’offerta già contrattualizzate, si dovranno prendere a riferimento la tarif­fa media giornaliera e la saturazione proprie della medesima unità d’offerta registrate per il 2011.

I budget debbono essere riferiti ai soli posti a contratto. Gli utenti dei servizi per i quali si ricevono tariffe a carico del F.S.R. debbono essere collocati su posti accreditati e messi a contratto, fatte salve eventuali deroghe stabilite dalla Regione.

Per il 2012 i budget assegnati alle singole unità d’offerta socio sanitarie per anziani e disabili dovranno essere riferiti unicamente all’u­tenza tipica dei servizi.

Con riguardo all’utenza non tipica (Stati Vegetativi, SLA, soggetti provenienti da ex ospedali psichiatrici e disabili a cui sono stati rico­nosciuti i benefici della dgr 5000/2007) sarà remunerata extra-budget la differenza tra la tariffa di tale utenza e quella relativa all’u­tenza tipica dell’unità d’offerta con maggiore livello di fragilità (per le RSA la classe Sosia 1, per le RSD la classe SIDI 1). Con successivi provvedimenti regionali si forniranno ulteriori indicazioni, attuative della presente deliberazione, ai fini della determinazione dei budget per l’intero anno 2012, tenuto conto delle rendicontazioni economiche definitive per il 2011 e considerate le effettive disponibilità per il finanziamento dei servizi sociosanitari integrati nell’anno 2012.

A ciascuna unità d’offerta sociosanitaria dovrà essere riconosciuto un budget annuo, calcolato applicando ai posti a contratto nel 2012, le tariffe medie e le saturazioni definitive 2011 proprie di ciascuna struttura, riferite all’utenza tipica di cittadini lombardi.

Per le unità d’offerta messe a contratto, in tutto o in parte, nel corso del 2011, il budget 2012 potrà essere definito rapportando ad anno intero le prestazioni riferite solo ad una parte del 2011.

Per i servizi di riabilitazione territoriale extraospedaliera, per l’anno 2012:

• si intendono confermate le disposizioni relative al possibile utilizzo di posti letto a maggiore intensità riabilitativa per accoglie­re persone che necessitino di prestazioni di minore complessità, fermo restando che le tariffe riconoscibili sono quelle delle prestazioni effettivamente erogate;

• nei budget devono essere distinte le quote assegnate per le prestazioni in regime di ricovero (ordinario e day hospital) e quelle assegnate per le altre prestazioni in regime diurno (diurno continuo, ambulatoriale, domiciliare);

• per i soggetti che erogano sia prestazioni in regime di ricovero che in regime diurno, fermo restando il budget complessiva­mente assegnato contrattualmente dall’ASL è possibile richiedere lo spostamento di quote di budget da regime residenziale a regime diurno, e viceversa. La quota trasferita dovrà essere autorizzata dall’ASL territorialmente competente, sentita la Dire­zione Generale Famiglia, Conciliazione, Integrazione e Solidarietà Sociale, e non può costituire elemento di consolidamento delle risorse assegnate per gli anni successivi;

• lo spostamento di risorse dal regime diurno a quello residenziale non può superare il limite del 14% dell’entità economica corrispondente al volume massimo delle prestazioni diurne accreditate e, comunque, non oltre i tetti massimi accreditati per le prestazioni residenziali;

• lo spostamento di risorse dal regime residenziale a quello diurno non può superare il limite del 4% dell’entità economica corrispondente al volume massimo delle prestazioni residenziali accreditate e, comunque, non oltre il 20% dei tetti massimi accreditati per le prestazioni diurne.

I budget 2012, sia quelli a livello di ASL che quelli assegnati alle singole unità d’offerta, comprenderanno le entrate derivanti dall’in­casso dei ticket vigenti nonché delle quote fisse aggiuntive previste dalla Legge n. 111 del 15 luglio 2011 e definite con provvedimenti regionali.

A partire dal 1° gennaio 2012, la remunerazione di prestazioni rese a favore di persone agli arresti domiciliari o affidati in prova in co­munità terapeutiche è compresa, sia nel budget di ciascuna ASL, che in quello di ciascuna struttura accreditata e a contratto dell’a­rea dipendenze,.

Per i soggetti gestori riconosciuti come Ente Unico, fatto salvo che i contratti sono definiti a livello di singola struttura, è possibile effet­tuare spostamenti di budget tra unità d’offerta contrattualizzate, anche se ubicate in ASL diverse, a condizione che vi sia un preventivo assenso delle ASL coinvolte e della Direzione Generale Famiglia, Conciliazione, Integrazione e Solidarietà sociale. Tali variazioni di bud­get dovranno essere recepite nei contratti sottoscritti.

Per i servizi residenziali e semi-residenziali dovrà essere pagata solo la giornata di accettazione e non quella di dimissione. Analoga­mente, per i periodi di assenza, dovrà essere pagata solo la giornata di rientro e non quella di uscita. Non sarà quindi remunerata la giornata di dimissione, neanche in caso di decesso in struttura.

Con riferimento alle Residenze sanitario assistenziali per anziani e disabili (RSA e RSD), dal 1° gennaio 2012, non saranno più remunera­te con oneri a carico del FSR le assenze per ricoveri ospedalieri.

Anche per quanto attiene i posti letto di sollievo a contratto, a decorrere dal 1 gennaio 2012 non saranno più remunerate le giornate per cui tali posti non fossero occupati da utenti (cosiddetta regola del «vuoto per pieno»).

Con riferimento alle prestazioni rese da Centri Diurni Integrati per anziani (CDI), a partire dal 1° gennaio 2012 la remunerazione corri­sposta viene legata alla frequenza effettiva degli utenti anziché agli orari di apertura delle strutture. Nelle more dell’applicazione di un sistema di remunerazione legato alla classificazione degli utenti, viene adottata la seguente modalità di remunerazione: l’attuale tarif­fa giornaliera pro capite di euro 29,60, prevista per i CDI funzionanti per almeno 8 ore al giorno, dovrà essere utilizzata per remunerare le prestazioni erogate ad utenti che frequentano i CDI a tempo pieno.

Per gli utenti frequentanti il CDI part-time la tariffa giornaliera è abbattuta del 50% (euro 14,80).

A decorrere dal 1° gennaio 2012 verranno remunerate le prestazioni di riabilitazione in regime Diurno Continuo effettivamente rese, venendo meno l’obbligo del pagamento dell’intero ciclo qualora sia stato effettuato nella misura dell’80%.

La prosecuzione della riabilitazione da un’Area all’altra (da maggiore verso minore intensità, ma anche viceversa), è possibile a condizione che vi siano motivate ragioni («rilevanti e ben identificabili eventi intercorrenti») che giustifichino la prosecuzione del tratta­mento riabilitativo del paziente. Ciò comporta la dimissione del paziente, con chiusura della cartella clinica ed apertura di una nuova, con ridefinizione del piano e del programma riabilitativo individuali. In tutti questi casi, è necessario verificare in maniera puntuale l’appropriatezza delle prestazioni rese.

Per quanto riguarda le visite di presa in carico (prima visita/visita generale), a modificazione delle disposizioni contenute in atti prece­denti, nel corso del 2012 è sempre prevista la remunerazione della prima visita, sia nel caso in cui non ne scaturisca alcuna presa in carico riabilitativa, sia qualora ne esiti una presa in carico anche in altro regime o presso altra struttura.

Come stabilito dalla D.G.R. n. 10804/2009, le prestazioni ambulatoriali cosiddette «indirette» (colloquio con i familiari, riunioni con ope­ratori di altri enti, stesura di relazioni), potranno essere remunerate, nell’ambito del budget assegnato, fino ad un massimo del 20% di quanto rendicontato per tutte le prestazioni ambulatoriali. All’interno di questo tetto di budget, vanno inclusi gli oneri a carico del FSR per la remunerazione delle visite di presa in carico.

Con riguardo alle prestazioni in regime ambulatoriale e domiciliare, potrà essere erogato e remunerato un numero massimo di presta­zioni fino ad un massimo del 130% dell’accreditato/contrattualizzato, riferito alla singola tipologia, purché venga garantito il rispetto dei requisiti di accreditamento per queste prestazioni aggiuntive e compatibilmente con il budget assegnato.

Con riferimento alla durata della seduta per riabilitazione ambulatoriale territoriale extraospedaliera per pazienti in età evolutiva (con età inferiore ai 18 anni), si riconferma quanto riportato nella dgr 4438/2007 che ha stabilito in 45 minuti la durata convenzionale di una singola seduta, con la possibilità di un massimo di 2 sedute (trattamenti) per giornata a prescindere dalla tipologia di prestazione ricevuta.

Con riguardo invece ai trattamenti ambulatoriali in area generale e geriatrica rivolti a pazienti adulti, potrà essere erogato e rendicon­tato solamente un trattamento per giornata.

Si chiarisce che la tariffazione definita nei provvedimenti regionali, con riguardo alle prestazioni ambulatoriali nell’area generale e ge­riatrica, è riferita ad una seduta per cui possono essere previste più prestazioni. Al fine del conteggio delle sedute/trattamenti erogati, una seduta di gruppo viene considerata una sola prestazione a prescindere dal numero di partecipanti al gruppo (da un minimo di tre ad un massimo di cinque persone).

Per quanto riguarda le prestazioni erogabili e rendicontabili nei regimi residenziale, semiresidenziale e diurno continuo, non potranno in alcun modo essere valicati i tetti di accreditamento.

Introduzione nel tariffario regionale delle prestazioni sociosanitarie per l’accompagnamento delle famiglie al percorso adottivo

Il d.p.c.m. 29 novembre 2001 «Definizione dei livelli essenziali di assistenza» prevede all’allegato 1C «Area integrazione sociosanitaria» le prestazioni sociosanitarie a carico in tutto o in parte al sistema sanitario nazionale. Le prestazioni medico specialistiche, psicotera­peutiche, psicologiche, di indagine diagnostica alle donne, ai minori, alla coppia e alle famiglie (ivi comprese adottive ed affidatarie) sono previste senza oneri per il Comune. La D.G.R. 937/2010 riconduce all’interno dei consultori la valutazione diagnostica delle coppie che richiedono l’adozione o l’affido di un minore, pertanto con specifico provvedimento di Giunta regionale attuativo della presente deliberazione sarà introdotta nel tariffario regionale delle prestazioni sociosanitarie, la specifica prestazione relativa all’indagine psico­diagnostica delle coppie richiedenti l’adozione/affido con specifica tariffa.

Per quel che riguarda le prestazioni specialistiche rese dai consultori familiari, anche al fine di uniformare il sistema di erogazione e ren­dicontazione delle prestazioni con particolare riguardo alla riscossione del ticket, nel corso del 2012 è prevista l’estensione dell’utilizzo del ricettario nazionale a tutti i consultori privati accreditati e a contratto.

Modalità di definizione della retta assistenziale a carico degli utenti

Con riguardo ai posti/trattamenti sociosanitari accreditati e contrattualizzati, la retta assistenziale si aggiunge alla tariffa regionale finanziata attraverso l’utilizzo delle risorse del Fondo Sanitario Regionale (FSR). L’importo della retta assistenziale è stabilito dai singoli gestori delle unità d’offerta sociosanitarie, che dovranno rispettare criteri e limiti fissati dai provvedimenti regionali, garantendo la mas­sima trasparenza e pubblicità rispetto alle decisioni adottate.

Al fine di omogeneizzare sul territorio lombardo i livelli minimi di assistenza alberghiera e, con essi, le modalità di fatturazione dei costi che concorrono a determinare la retta a carico degli assistiti, si prevede nel 2012 di declinare le voci della retta attraverso la distinzione tra «servizi base» che devono essere inclusi nella retta e «servizi aggiuntivi» che, al contrario, vanno distintamente descritti e valorizzati nel loro ammontare nel contesto della fattura a carico dell’assistito. Le attuali modalità di fatturazione sul territorio non consentono invece di operare questa distinzione, con evidente criticità per il cittadino di comparare le rette applicate sul territorio e di operare scelte consapevoli tra le diverse strutture del territorio. Obiettivi di trasparenza, equità e centralità del cittadino pongono invece la forte necessità di un intervento nella materia diretto a rendere più trasparente il livello di assistenza alberghiera assicurato dalle diverse strutture del territorio attraverso l’oggettivazione, anche in termini di rappresentazione contabile all’interno del contesto della fattura, dei beni e dei servizi che ne costituiscono il contenuto.

Ridefinizione dello schema tipo di contratto

In coerenza con le disposizioni del presente provvedimento è definito uno schema tipo di contratto, di seguito riportato, per dare con­tinuità ai contratti fondati sulla previsione di un budget annuale, quale limite della produzione fatturabile dai soggetti gestori a carico del F.S.R.

Con apposita delibera di Giunta verrà successivamente approvato lo schema tipo di contratto a livello regionale per definire i rapporti giuridici ed economici discendenti dall’applicazione delle delibere in materia di sperimentazione ADI e di voucherizzazione della resi­denzialità a favore dei soggetti in stato vegetativo.

 

Condicio - Dati e cifre sulla condizione delle persone con disabilità
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