Deliberazione Giunta Regionale – Regione Lombardia - 18 maggio 2011 n. 9/1746

Determinazione in ordine alla qualificazione della rete dell’assistenza domiciliare in attuazione del PSSR 2010-2014 

(Pubblicata nel B.U. Lombardia 06 giugno 2011, n. 23)

 

LA GIUNTA REGIONALE

Visti:

− la L.R.5 gennaio 2000, n.1 «Riordino del sistema delle autonomie in Lombardia.Attuazione del d.lgs.31 marzo 1998, n.112»;

− la L.R.2 aprile 2007, n.8 «Disposizioni in materia di attività sanitarie e socio-sanitarie. Collegato»;

− la L.R.12 marzo 2008, n.3 «Governo della rete degli interventi e dei servizi alla persona in ambito sociale e socio sanitario»;

− il d.lgs.3 ottobre 2009, n.153 «Individuazione di nuovi servizi erogati dalle farmacie nell’ambito del servizio sanitario nazionale, nonché disposizioni in materia di indennità di residenza per i titolari di farmacie rurali, a norma dell’articolo 11 della legge 18 giugno 2009, n.69»;

− la L.R.30 dicembre 2009, n.33 «Testo unico delle leggi regionali in materia di sanità»;

− la D.C.R.28 settembre 2010, n.56 «Programma Regionale di Sviluppo della IX Legislatura» (PRS);

− la D.C.R.17 novembre 2010, n.88 di approvazione del «Piano Socio Sanitario Regionale 2010 – 2014» (PSSR);

− la D.G.R.1° dicembre 2010, n.937 «Determinazioni in ordine alla gestione del Servizio Socio Sanitario regionale per l’esercizio 2011»;

− la D.G.R.20 aprile 2011 n.1577 con cui è stato assunto l’impegno da parte di Regione Lombardia di realizzare con INPDAP il progetto sperimentale denominato DOTE - INPDAP;

 

Considerato che il PRS della IX legislatura prevede la necessità di concepire politiche di welfare che:

− realizzino in forma compiuta un sistema di rete territoriale in grado di incontrare la famiglia, coglierne le esigenze e rispondervi in tempi brevi, spostando il baricentro dall’offerta alla domanda;

− diversifichino e incrementino la gamma dei servizi fornendo ai cittadini in condizioni di fragilità risposte sempre più personalizzate e sempre meno indistinte ;

− razionalizzino e ottimizzino l’impiego delle risorse disponibili, perseguendo l’integrazione degli strumenti tecnici e dei criteri di implementazione delle policy;

− superino le logiche organizzative settoriali, la frammentazione e la duplicazione di interventi favorendo una presa in carico unitaria e semplificando l’informazione e le procedure di accesso ai servizi per le persone assistite;

− verifichino i risultati conseguiti, facilitando i nessi e i rapporti con tutti i soggetti funzionali al buon esito delle iniziative, monitorando e controllando la realizzazione delle attività;

 

Richiamati alcuni specifici contenuti della programmazione di Regione Lombardia, in particolare:

 quanto stabilito dal citato PSSR 2010-2014 in ordine :

− ad un riordino della rete sociale e sociosanitaria che rimetta al centro la persona e la famiglia nella prospettiva di garantire, all’interno di una rete territoriale integrata, interventi appropriati e flessibili;

− alla qualificazione della rete dell’assistenza domiciliare, che valorizzi l’articolazione delle unità d’offerta sociali e sociosanitarie a sostegno della domiciliarità;

− al rafforzamento della capacità della rete dei servizi e degli interventi nel suo insieme di «prendersi cura» delle persone e delle loro famiglie, attraverso un approccio sinergico, multidisciplinare, dinamico e di integrazione dei servizi e delle prestazioni di carattere sanitario, sociosanitario e sociale in senso lato;

− alla comunicazione al cittadino attraverso una più adeguata informazione e accompagnamento nella rete dei servizi per l’individuazione della risposta più appropriata al bisogno e per favorire una presa in carico integrata e continuativa, evitando in appropriatezza della presa in carico con ripercussioni negative sull’insieme delle risorse attivate dalla rete;

− all’assistenza territoriale, con l’attenzione ad un ruolo innovativo per le farmacie territoriali che, insieme alla medicina generale, rappresentano un punto del sistema vicino ai cittadini;

 il Programma operativo 8 «La famiglia e la casa al centro delle politiche del welfare», contenuto nel citato PRS della IX Legislatura, che, all’Obiettivo specifico 8.1 «Integrazione dei servizi sociali e sociosanitari modellati sui bisogni e sui percorsi di vita delle diverse famiglie», individua fra gli obiettivi operativi quello del sostegno all’assistenza continua e responsabile da perseguire attraverso la realizzazione di due azioni: la riforma dell’assistenza domiciliare sul territorio regionale e la sperimentazione di nuova modalità di erogazione del servizio di assistenza domiciliare;

 

Considerato che:

− per consentire una concreta permanenza della persona fragile non solo al proprio domicilio, ma anche nel proprio contesto abituale di vita, concorre una rete di interventi che si compone di servizi informativi e di orientamento territoriali, di servizi di assistenza domiciliare sociale e sociosanitaria, di unità d’offerta semiresidenziali e di residenzialità leggera di tipo comunitario, presso le quali le persone hanno scelto il proprio domicilio;

− il sostegno efficace della persona fragile, al domicilio e nel proprio contesto di vita, si può realizzare solo attraverso uno spostamento dell’attenzione dal sistema d’offerta, di servizi e interventi, alla domanda della persona, nonché attraverso una presa in carico globale e continuativa della persona stessa,

− il processo di riforma e di qualificazione della rete sociale e sociosanitaria contenuto nei provvedimenti di programmazione regionale sopra richiamati, tenuto conto della molteplicità dei bisogni della persona e della loro variazione nel tempo, dovrà interessare tutto l’insieme di interventi e unità d’offerta sociosanitarie e sociali già presenti nella rete regionale di servizi;

− si rende indispensabile un profondo cambiamento, culturale ed organizzativo, di tutto il sistema di servizi e interventi, affinché esso sia fortemente orientato all’ascolto della persona e della sua famiglia ed all’individuazione dei reali bisogni;

 

Ritenuto pertanto di individuare, per una prima traduzione operativa degli obiettivi di riforma del sistema di interventi a sostegno della domiciliarità, le seguenti aree di studio e di sperimentazione relative a:

− informazione puntuale e diffusa sulle diverse opportunità presenti nel territorio e sulle modalità per la loro attivazione,

− valutazione multidimensionale del bisogno della persona, bisogno contestualizzato anche all’ambiente di vita, per l’individuazione della risposta più appropriata,

− orientamento e accompagnamento verso la libera scelta del/dei servizio/i da attivare;

 

Rilevato che:

− sul territorio regionale, accanto ai servizi consolidati di sostegno alla domiciliarità, il sistema sussidiario, anche in collaborazione con la Regione, ha già realizzato numerose innovazioni sperimentali, di rilevanza sia sociale sia sociosanitaria, finalizzate a sostenere la persona fragile al proprio domicilio fornendo servizi, informazioni e orientamento. Tra le più significative: i Centri di progettazione personalizzata per la vita indipendente sperimentati nell’ASL di Milano e nell’ASL di Brescia, i Centri per l’assistenza domiciliare attivati in maniera integrata dalle ASL e dai Comuni negli ambiti distrettuali e il servizio di telefonia sociale per anziani gestito dalla associazione AUSER Lombardia;

− l’esito di tali sperimentazioni ha dimostrato che una migliore qualità della vita della persona fragile mantenuta al proprio domicilio può essere garantita attraverso un percorso integrato di interventi di diversa natura e di risorse professionali ed economiche che rispondano al bisogno singolo e specifico della persona e della sua famiglia, laddove essa sia presente;

 

Considerato altresì che la sperimentazione pluriennale realizzata dall’associazione AUSER Lombardia in collaborazione con Regione Lombardia ha prodotto un servizio capillare di telefonia sociale, rivolto in particolare alle persone anziane che vivono al proprio domicilio, offrendo un sostegno concreto non solo nel fornire informazioni e orientamento alla rete territoriale dei servizi ma anche attivando servizi e interventi domiciliari, quali ad esempio trasporto, consegna farmaci o spesa, ecc.;

 

Ritenuto che tale servizio, di natura prettamente sociale, debba avere una afferenza al livello dei Comuni associati nell’ambito territoriale, riconoscendo in tali articolazioni il punto più vicino al cittadino e più in grado di consentire la costruzione di relazioni ed integrazione tra le diverse organizzazioni del Volontariato e del Terzo Settore, utili a rafforzare la rete a sostegno della domiciliarità, producendo altresì una razionalizzazione delle risorse e degli interventi.

 

Considerato che ai fini della riforma complessiva degli interventi a sostegno della domiciliarità concorrono le seguenti azioni: studio dei requisiti, soggettivi ed oggettivi, di accreditamento degli erogatori di assistenza domiciliare integrata e loro sperimentazione;

− studio degli strumenti di valutazione del bisogno e dei profili assistenziali e loro sperimentazione;

− studio di nuovo modello organizzativo per l’accesso e la presa in carico delle persone che necessitano di assistenza domiciliare e sua sperimentazione;

− sperimentazione del ruolo innovativo delle farmacie sia in ordine all’informazione diffusa, alla persona e alla famiglia, sulle opportunità, presenti sul territorio, per sostenere la permanenza al domicilio sia per aiutare nelle procedure di attivazione del servizio di assistenza domiciliare integrata, secondo protocolli stipulati dall’ASL con FederFarma a livello provinciale, in attuazione dell’accordo firmato in data 17 gennaio 2011 dall’Assessore regionale alla Famiglia, Conciliazione, Integrazione Solidarietà sociale e dal Presidente di FederFarma;

− realizzazione di iniziative formative mirate al personale che sarà coinvolto nelle diverse azioni sperimentali;

− sperimentazione finalizzata alla messa a regime, da parte dei Comuni associati, del servizio di telefonia sociale realizzato dall’associazione AUSER Lombardia, previe opportune intese con gli Ambiti distrettuali e attraverso la regia e il coordinamento delle Aziende Sanitarie Locali;

 

Ritenuto di rinviare a successivi provvedimenti della Direzione Generale Famiglia, Conciliazione, Integrazione e Solidarietà Sociale la definizione delle modalità di realizzazione delle seguenti azioni sperimentali finalizzate alla riforma complessiva degli interventi a sostegno della domiciliarità:

− la sperimentazione dei requisiti, soggettivi ed oggettivi, di accreditamento degli erogatori di assistenza domiciliare integrata;

− la sperimentazione degli strumenti di valutazione e dei profili assistenziali e del nuovo modello organizzativo di presa in carico;

− la sperimentazione del ruolo innovativo delle farmacie sia in ordine all’informazione diffusa, alla persona e alla famiglia, sulle opportunità presenti sul territorio per sostenere la permanenza al domicilio sia per aiutare nelle procedure di attivazione del servizio di assistenza domiciliare integrata; sperimentazione senza remunerazione da parte della Regione;

− la realizzazione di iniziative formative, mirate al personale che sarà coinvolto nelle diverse azioni sperimentali, promosse dalla Regione in collaborazione con EUPOLIS e con le ASL;

− la sperimentazione finalizzata alla messa a regime, da parte dei Comuni associati, del servizio di telefonia sociale realizzato da AUSER Lombardia, previe opportune intese con gli Ambiti distrettuali e attraverso la regia e il coordinamento delle Aziende Sanitarie Locali;

 

Ritenuto di rinviare a successivi provvedimenti della Giunta Regionale la definizione di tutto quanto sperimentato positivamente;

 

Dato atto che le azioni sperimentali non comportano oneri aggiuntivi di spesa a carico del bilancio regionale;

 

Dato atto che le determinazioni assunte per la gestione del Servizio Sociosanitario regionale per l’esercizio 2011 con la citata D.G.R. n.937/2010:

− all’allegato 2 stabiliscono di destinare 1.577 milioni di euro all’Assistenza sociosanitaria integrata,

− all’allegato 17, definiscono gli obiettivi prioritari da conseguire nell’ambito dell’Assistenza domiciliare integrata (ADI), ed in particolare in ordine alla riforma del sistema di erogazione dell’ADI e di sviluppo di nuovi modelli di assistenza integrata, a superamento dell’attuale modello erogativo definito con D.G.R. n.12902/2003;

 

Ritenuto di concretizzare gli obiettivi prioritari definiti nella D.G.R. n.937/2010 nell’ambito dell’assistenza domiciliare integrata mediante la realizzazione da parte delle A.S.L. di tutti gli interventi che consentano:

− il potenziamento e la riqualificazione delle attività di assistenza domiciliare integrata, di semiresidenzialità e di residenzialità leggera di carattere sociosanitario,

− una più estesa risposta ai bisogni delle persone, con parti­colare riferimento alle persone con bisogni complessi,

− una qualificazione degli interventi professionali in termini di qualità, di quantità e di flessibilità delle prestazioni;

 

Ravvisata pertanto la necessità, di assegnare alle A.S.L. per l’anno 2011 risorse pari a € 40.000.000,00 a carico del Fondo Sanitario Regionale, ricompresi nei complessivi 1.577 milioni di euro definiti dalla D.G.R. n.937/2010, per la gestione dell’Assistenza sociosanitaria integrata, destinate alle azioni sperimentali e agli interventi sopracitati di sostegno alla domiciliarità, risorse che saranno ripartite tra le medesime ASL sulla base della popolazione anziana e disabile ivi residente, tenuto conto della dotazione di servizi e tutto fermo restando quanto già stabilito dalla citata D.G.R. n.937/2010;

 

Stabilito che, con successivi provvedimenti del Direttore Generale della Direzione Generale Famiglia, Conciliazione, Integrazione e Solidarietà Sociale, saranno conseguentemente rideterminati i budget 2011 a disposizione delle A.S.L .per il sostegno dei servizi ed interventi sociosanitari più volte richiamati di sostegno alla domiciliarità, identificando in particolare i limiti massimi di risorse da destinare al sostegno della rete d’offerta, nonché le tipologie degli interventi domiciliari finanziabili attraverso l’uso delle succitate risorse;

 

Dato atto che le risorse per la rideterminazione dei budget di cui al punto precedente sono disponibili sull’U.P.B. 2.1.0.2.87 capitolo 6678 del bilancio regionale 2011;

 

Stabilito che la sperimentazione di messa a regime del servizio di telefonia sociale per anziani si realizzerà attraverso specifiche intese tra i Comuni associati negli ambiti territoriali e l’associazione di volontariato AUSER Lombardia, con la regia ed il coordinamento delle Direzione Sociale delle A.S.L.;

 

Ravvisata la necessità di destinare, per la sperimentazione di cui al punto precedente, risorse pari a € 1.000.000,00, a carico della quota riservata agli interventi regionali del Fondo per le non autosufficienze 2010, disponibili sull’U.P.B. 2.1.0.2.87 capitolo 7222 del bilancio regionale per l’esercizio 2011;

 

Ritenuto di assegnare alle A.S.L. la somma di € 1.000.000,00 ripartendola in misura proporzionale al numero di contatti telefonici rilevati nel 2010, dal servizio di telefonia sociale, gestito dall’Associazione AUSER, nei rispettivi territori, somma che sarà erogata da parte delle A.S.L. agli Ambiti distrettuali a seguito delle intese sottoscritte;

 

Vista la L.R. 20/2008 nonché i provvedimenti organizzativi della IX Legislatura;

 

Ravvisata la necessità di disporre per la pubblicazione del presente atto sul Bollettino Ufficiale della Regione Lombardia;

 

All’unanimità dei voti espressi nelle forme di legge;

 

DELIBERA

 

Per tutto quanto espresso in narrativa:

 

1. di dare avvio al processo di riforma complessiva degli interventi a sostegno della domiciliarità, in armonia con quanto stabilito dai provvedimenti della programmazione regionale, PRS della IX legislatura e PSSR 2010/2014, tramite la realizzazione delle seguenti azioni sperimentali:

− la sperimentazione dei requisiti, soggettivi ed oggettivi, di accreditamento degli erogatori di assistenza domiciliare integrata;

− la sperimentazione degli strumenti di valutazione e dei profili assistenziali e del nuovo modello organizzativo di presa in carico;

− la sperimentazione del ruolo innovativo delle farmacie sia in ordine all’informazione diffusa, alla persona e alla famiglia, sulle opportunità presenti sul territorio per sostenere la permanenza al domicilio, sia per aiutare nelle procedure di attivazione del servizio di assistenza domiciliare integrata, secondo protocolli stipulati dall’ASL con FederFarma a livello provinciale, in attuazione dell’accordo firmato in data 17 gennaio 2011 dall’Assessore regionale alla Famiglia, Conciliazione, Integrazione Solidarietà sociale e dal Presidente di FederFarma; sperimentazione senza remunerazione da parte della Regione;

− la realizzazione di iniziative formative, mirate al personale che sarà coinvolto nelle diverse azioni sperimentali, promosse dalla Regione in collaborazione con EUPOLIS e con le ASL;

− la sperimentazione finalizzata alla messa a regime, da parte dei Comuni associati, del servizio di telefonia sociale realizzato da AUSER Lombardia, previe opportune intese con gli Ambiti distrettuali e attraverso la regia e il coordinamento delle Aziende Sanitarie Locali;

2. di stabilire che le azioni di cui al punto 1) sono tese al supe­ramento dell’attuale modello erogativo dell’assistenza domiciliare integrata definito con D.G.R. n.12902/03;

3. di rinviare a successivi provvedimenti della Direzione Generale Famiglia, Conciliazione, Integrazione e Solidarietà Sociale la definizione delle modalità di realizzazione delle azioni sperimentali di cui al punto precedente;

4. di rinviare a successivi provvedimenti della Giunta Regionale la definizione e messa a regime di tutto quanto sperimentato positivamente;

5. di dare concretizzazione agli obiettivi prioritari definiti nella D.G.R. n.937/2010 nell’ambito dell’assistenza domiciliare integrata mediante la realizzazione da parte delle A.S.L. di tutti gli interventi che consentano:

− il potenziamento e la riqualificazione delle attività di assistenza domiciliare integrata, di semiresidenzialità e di residenzialità leggera di carattere sociosanitario,

− una più estesa risposta ai bisogni delle persone, con particolare riferimento alle persone con bisogni complessi,

− una qualificazione degli interventi professionali in termini di qualità, di quantità e di flessibilità delle prestazioni;

6. di assegnare alle A.S.L. per l’anno 2011 risorse pari a € 40.000.000,00 a carico del Fondo Sanitario Regionale, ricompresi nei complessivi 1.577 milioni di euro definiti dalla D.G.R. n.937/2010 per la gestione dell’Assistenza sociosanitaria integrata, destinate agli interventi sopracitati di sostegno alla domiciliarità, risorse che saranno ripartite tra le medesime ASL sulla base della popolazione anziana e disabile ivi residente, tenuto conto della dotazione di servizi e tutto fermo restando quanto già stabilito dalla citata D.G.R. n.937/2010;

7. di stabilire che con successivi provvedimenti del Direttore Generale della Direzione Generale Famiglia, Conciliazione, Integrazione e Solidarietà Sociale saranno conseguentemente rideterminati i budget 2011 a disposizione delle A.S.L. per il sostegno dei servizi ed interventi sociosanitari a supporto della domiciliarità, identificando in particolare i limiti massimi di risorse da destinare al sostegno della rete d’offerta, nonché le tipologie degli interventi domiciliari finanziabili attraverso l’uso delle succitate risorse;

8. di dare atto che le risorse per la rideterminazione dei budget di cui al punto precedente sono disponibili sull’U.P.B. 2.1.0.2.87 capitolo 6678 del bilancio regionale 2011;

9. di stabilire che per la sperimentazione finalizzata alla messa a regime del servizio di telefonia sociale per anziani, che si realizzerà attraverso specifiche intese tra i Comuni associati negli ambiti territoriali e l’associazione di volontariato AUSER Lombardia, con la regia ed il coordinamento delle Direzione Sociale delle A.S.L., le risorse:

− sono assegnate alle A.S.L. nella misura di € 1.000.000,00 a carico della quota riservata agli interventi regionali del Fondo per le non autosufficienze 2010, disponibili sull’U.P.B. 2.1.0.2.87 capitolo 7222 del bilancio regionale per l’esercizio 2011;

− sono ripartite alle A.S.L. in misura proporzionale al numero di contatti telefonici rilevati nel 2010 dal servizio di telefonia sociale, gestito dall’Associazione AUSER Lombardia, nei rispettivi territori;

− sono erogate dalle A.S.L. agli Ambiti distrettuali, a seguito della sottoscrizione delle specifiche intese tra Ambiti distrettuali e l’Associazione AUSER Lombardia ;

10. di disporre la pubblicazione del presente atto sul Bollettino Ufficiale della Regione Lombardia.

 

II segretario: Marco Pilloni