Deliberazione Giunta Regionale – Regione Lombardia – 27 giugno 2013, n. 10/326

“Determinazioni in ordine alla ripartizione delle risorse del fondo sociale regionale 2013.”

(Pubblicata nel B.U. Lombardia 10 luglio 2013, n. 27)

 

LA GIUNTA REGIONALE

Visto l’articolo 2 dello «Statuto d’Autonomia della Lombardia», approvato con legge regionale statutaria 30 agosto 2008, n. 1;

Viste le seguenti leggi regionali:

  • 14 dicembre 2004, n. 34 «Politiche regionali per i minori»;

  • 12 marzo 2008 n. 3 «Governo della rete degli interventi e dei servizi alla persona in ambito sociale e sociosanitario»;

  • 30 dicembre 2009, n. 33 "Testo unico delle leggi regionali in materia di sanità";

  • 19 dicembre 2012, n. 19 «Bilancio di previsione per l’eser­cizio finanziario 2013 e bilancio pluriennale 2013/2015 a legislazione vigente e programmatico»;

Richiamate le seguenti deliberazioni:

  • D.C.R. 17 novembre 2010, n. IX/88, di approvazione del Pia­no Socio sanitario Regionale 2010-2014;

  • D.G.R. 16 aprile 2013, n. 37 «Comunicazione del presiden­te Maroni alla Giunta avente ad oggetto «Prime linee programmatiche per la redazione del Programma regio­nale di sviluppo della X Legislatura in ambito sociale e socio-sanitario e determinazioni conseguenti alle dd.gr nn. 4574 del 19 dicembre 2012, 4672 del 9 gennaio 2013, 4696 del 16.1 2013, 4756 del 23 gennaio 2013 e 4757 del 23 gennaio 2013»;

  • D.G.R. 14 maggio 2013, n. 113 «Programma Regionale di Sviluppo della X legislatura: approvazione della proposta da inviare al consiglio regionale»;

Considerato che si rende necessario procedere all’assegna­zione delle risorse del Fondo Sociale Regionale, al fine di rendere disponibili agli Ambiti territoriali di associazione dei comuni le risorse regionali per il finanziamento dei servizi e gli interventi so­ciali per l’anno 2013, nel rispetto della programmazione zonale;

Considerato che le risorse destinate al Fondo sociale regio­nale per l’anno 2013 ammontano a euro 70.000.000,00 e sono disponibili sul capitolo 1.12.7.5943 del bilancio regionale per l’e­sercizio finanziario 2013;

Ricordato che la D.G.R. n. 2222/06 ha definito i seguenti criteri di riparto e le modalità di utilizzo delle risorse del Fondo Sociale Regionale per garantire il passaggio ad una assegnazione per quota capitaria in modo graduale:

  • 2006: assegnazione su base storica ossia sulla spesa sto­rica dei servizi;

  • 2007: assegnazione 50% su base storica – 50% su base capitaria;

  • 2008: assegnazione 25% su base storica –75% su base ca­pitaria;

Dato atto che con D.G.R. 22 dicembre 2007, n. 6398 e D.G.R. 30 marzo 2009, n. 9152 sono state modificate le modalità di riparto del Fondo sociale regionale definite con D.G.R. n. 2222/06 per il triennio 2006-2008, con le quali si è stabilito che il criterio previ­sto per l’anno 2007 (assegnazione 50% su base storica – 50% su base capitaria) verrà applicato anche per gli anni successivi, riprendendo il percorso di avvicinamento alla quota capitaria dal 2011 con l’applicazione del criterio assegnazione 25% su base storica – 75% su base capitaria;

Considerato che l’applicazione dei criteri di riparto del Fondo Sociale Regionale, pur prevedendo la gradualità dell’introduzio­ne della quota capitaria, comporta comunque difficoltà dovute al passaggio dal pagamento del servizio indipendentemente dalla provenienza degli utenti al pagamento delle quote per i propri cittadini e che l’attuale periodo è contraddistinto da una forte e perdurante crisi economica con una progressiva riduzio­ne delle risorse disponibili, per cui si ritiene di applicare il criterio di assegnazione 50% su base storica – 50% su base capitaria per il riparto del Fondo Sociale Regionale anche per il 2013;

Ritenuto inoltre di fornire agli Ambiti Territoriali le modalità di utilizzo delle risorse del Fondo Sociale Regionale per l’anno 2013, contenute nell’allegato A, parte integrante e sostanziale del presente provvedimento;

Determinato di assegnare agli Ambiti Territoriali, per il tramite delle ASL, l’importo di euro 70.000.000,00, nelle misure indicate nell’allegato B, parte integrante e sostanziale del presente prov­vedimento, per il finanziamento per l’esercizio 2013 della rete delle unità d’offerta sociali attivate nei rispettivi territori nel rispet­to della programmazione zonale;

Preso atto che le modalità di utilizzo e riparto agli ambiti terri­toriali delle risorse del Fondo Sociale Regionale anno 2013 per i servizi e gli interventi sociali, definite con il presente provvedi­mento, sono stati concordati con ANCI Lombardia nell’incontro del 17 giugno 2013 presso l’Assessorato Famiglia, Solidarietà So­ciale e Volontariato;

Stabilito infine di disporre la pubblicazione del presente atto sul Bollettino Ufficiale della Regione Lombardia, nonché la pub­blicazione sul sito internet della Direzione Generale Famiglia, So­lidarietà Sociale e Volontariato ai fini della più ampia diffusione;

Ad unanimità dei voti espressi nelle forme di legge; DELIBERA

per le motivazioni riportate in premessa, qui integralmente recepite:

  1. di approvare le modalità di utilizzo del Fondo Sociale Regio­nale 2013 contenute nell’allegato A, parte integrante e sostan­ziale del presente provvedimento;

  2. di assegnare agli Ambiti Territoriali di associazione dei co­muni, per il tramite delle ASL, le risorse del Fondo Sociale Re­gionale 2013 per il finanziamento per l’esercizio 2013 della rete delle unità d’offerta sociali attivate dagli Ambiti Territoriali nei ri­spettivi territori nel rispetto della programmazione zonale, come indicato nell’allegato B, parte integrante e sostanziale del pre­sente provvedimento, per complessivi euro 70.000.000,00;

  3. di dare atto che le risorse destinate al Fondo sociale regio­nale per l’anno 2013 ammontano a euro 70.000.000,00 e sono disponibili sul capitolo 1.12.7.5943 del bilancio regionale per l’e­sercizio finanziario 2013;

  4. di disporre la pubblicazione del presente atto sul Bollettino Ufficiale della Regione Lombardia, nonché la pubblicazione sul sito internet della Direzione Generale Famiglia, Solidarietà Socia­le e Volontariato ai fini della più ampia diffusione.



Il segretario: Marco Pilloni

 

 

 

ALLEGATO A

 

CRITERI DI RIPARTO E MODALITÀ DI UTILIZZO DELLE RISORSE DEL FONDO SOCIALE REGIONALE 2013

 

Premessa

Per l’anno 2013 il budget delle risorse assegnate è complessivamente di euro 70.000.000,00 che, unitamente alle risorse autonome dei Comuni ed eventuali altre risorse (fondi statali, comunitari, compartecipazione dei cittadini, finanziamenti privati ecc.) concorrono alla realizzazione delle azioni previste dal Piano di Zona.

Pertanto, nella definizione dell’utilizzo del Fondo Sociale Regionale oggetto del presente atto, dovranno essere tenute in debito conto anche le ulteriori risorse disponibili.

Le risorse per l’anno 2013 sono destinate a cofinanziare i servizi e interventi afferenti, in particolare, alle aree Minori, Disabili ed Anziani. In tale contesto e in relazione alla attuale situazione, dovrà essere posta particolare attenzione alle situazioni caratterizzate da specifiche fragilità socio-economiche.

Una quota del fondo sociale regionale potrà inoltre essere destinata, nella misura massima del 2% del fondo assegnato, per la costituzione presso gli Ambiti territoriali di un fondo di riequilibrio/riserva, se ritenuto coerente con la programmazione espressa nel Piano di Zona, che potrà essere integrato con gli eventuali residui del Fondo Sociale Regionale 2012 derivanti dall’attuazione della D.G.R. 25 luglio 2012 n. 3850.

 

UTILIZZO E RIPARTO DEL FONDO SOCIALE REGIONALE 2013

 

1. CRITERI REGIONALI DI RIPARTO DELLE RISORSE

La ripartizione del Fondo Sociale Regionale avviene mediante l’assegnazione in forma indistinta delle risorse per ambito territoriale e comporta, da parte dell’Assemblea distrettuale dei Sindaci, la definizione di criteri di utilizzo delle stesse, approvati, coerentemente agli obiettivi, alle priorità e agli interventi individuati nel Piano di Zona, fermo restando l’osservanza delle seguenti indicazioni regionali: utilizzo del Fondo Sociale Regionale per il sostegno delle Unità d’Offerta, Servizi /Interventi già funzionanti sul territorio e per contribuire alla riduzione delle rette degli utenti, laddove richiesto, e comunque al sostegno dei bisogni delle famiglie. In tale contesto, anche attraverso un raccordo operativo tra ASL e Assemblea dei Comuni, dovrà essere considerato attentamente il livello dei bisogni a cui rispondere attraverso valutazioni di ordine epidemiologico. Ciò in relazione anche alla necessità di favorire una efficace azione di coordinamento nell’impiego delle diverse risorse a sostegno delle fragilità personali e familiari (sociali, socio-sanitarie) in una logica di integrazione degli interventi.

Il meccanismo di assegnazione del Fondo Sociale Regionale tenderà a definirsi sempre più in termini di “unitarietà” e quindi di “volume complessivo delle risorse disponibili”, sino a pervenire progressivamente ad un’assegnazione determinata per quota capitaria.

Come avvenuto per gli scorsi anni, ed anche in considerazione del progressivo ridursi delle risorse derivanti dal FNPS, per il riparto del Fondo Sociale Regionale 2013, e come convenuto con ANCI Lombardia nell’incontro del 17 giugno 2013 presso l’Assessorato Famiglia, Solidarietà Sociale e Volontariato, si è ritenuto opportuno mantenere il criterio di assegnazione 50% su base storica 50% su base capitaria.

Le risorse sono ripartite agli Ambiti territoriali nella misura indicata nell’allegato B alla presente deliberazione.

 

2. CRITERI E MODALITÀ DI UTILIZZO DELLE RISORSE

Gli Ambiti territoriali, con approvazione dell’Assemblea dei Sindaci, definiranno i criteri di ripartizione per area di intervento e tipologia di servizio e procederanno, dopo l’esame delle richieste di contributo pervenute, ad assegnare ed erogare ai gestori i finanziamenti derivanti dall’applicazione dei criteri determinati:

  1. il Fondo regionale assegnato è destinato al finanziamento delle attività per l’anno in corso;

  2. ai fini della determinazione del contributo da assegnare all’ente gestore, vengono prese a riferimento le rendicontazioni delle attività, dei costi e dei ricavi dell’anno 2012;

  3. la rendicontazione viene presentata, al programmatore locale, dagli enti gestori, pubblici e privati, contestualmente alla richiesta di contributo, utilizzando strumenti cartacei o informatici già forniti dalla Regione;

  4. per le unità d’offerta residenziali per minori la richiesta di contributo dovrà essere corredata dalla copia della dichiarazione inviata a Regione Lombardia di assolvimento del debito informativo per l’anno 2012 riguardante l’applicativo Minori Web.

Gli Ambiti territoriali assumeranno modalità operative che garantiscano ampia pubblicizzazione preventiva sulla modalità di finanziamento delle Unità d’Offerta, degli interventi e servizi sociali nonché una partecipazione attiva dei gestori e delle rappresentanze sociali.

Si sottolinea che per accedere ai contributi del Fondo Sociale Regionale, assegnato con il presente provvedimento, le Unità d’Offerta Sociali già individuate dalla Giunta Regionale, dovranno essere in regolare esercizio (in possesso o dell’autorizzazione al funzionamento/ dichiarazione inizio attività oppure, ai sensi della l.r. 3/08, avere trasmesso al comune sede dell’unità d’offerta la Comunicazione Preventiva per l’esercizio).

 

3. AREE D’INTERVENTO DA SOSTENERE CON LE RISORSE DEL FONDO

Gli indirizzi di programmazione sociale della X legislatura mettono al centro delle politiche di welfare, la persona e la famiglia, nella prospettiva di garantire interventi appropriati, flessibili e integrati, anche mediante una rete di servizi ed interventi in grado di valorizzare e sostenere la domiciliarità.

Brevemente e in via esemplificativa si richiamano le Unità d’Offerta/Servizi/Interventi della rete sociale regionale che possono essere sostenute dal Fondo Sociale Regionale:

AREA MINORI

  • Affidi

  • Assistenza Domiciliare Minori

  • Servizi residenziali per i minori: Comunità Educativa, Comunità Familiare e Alloggio per l’Autonomia

  • Servizi per la prima infanzia (Nido, anche organizzato e gestito in ambito aziendale -Nido Aziendale-, Micronido, Nido Famiglia e Centro per la Prima Infanzia)

  • Servizi diurni per i minori (Centri Ricreativi Diurni e Centri di Aggregazione Giovanile)

Si fa presente che, laddove i criteri di utilizzo approvati dall’Assemblea dei Sindaci lo abbiano previsto, potranno accedere al contributo del Fondo Sociale Regionale 2013 anche i servizi sperimentali SFA Minori di cui alla D.G.R. 26 ottobre 2010 n. 694, fermo restando che gli SFA che faranno richiesta di contributo abbiano mantenuto i requisiti previsti dalla D.G.R. 10 febbraio 2010 n. 11263.

 

AREA DISABILI

  • Servizio di Assistenza Domiciliare

  • Centri Socio Educativi

  • Servizi di Formazione all’Autonomia

  • Comunità alloggio

Si conferma che le Comunità di accoglienza residenziale per disabili, pur se accreditate come Comunità Socio Sanitaria, sono finanziabili col Fondo Sociale Regionale indipendentemente dalla presenza di utenti che usufruiscono di voucher di lungo assistenza.

 

AREA ANZIANI

  • Assistenza Domiciliare

  • Alloggio Protetto per Anziani

 

Servizi delegati

Si ribadisce che, per quanto riguarda le unità d’offerta gestite dalle ASL su delega dei Comuni, le modalità di erogazione delle quote di contributo da Fondo Sociale Regionale dovute per tali servizi, devono essere preventivamente e dettagliatamente concordate dagli Ambiti territoriali con l’ASL territorialmente competente.

 

4. DEBITO INFORMATIVO

Il debito informativo per l’anno 2013 è costituito da:

  1. schede analitiche e schede di sintesi debitamente compilate;

  2. allegato 5 (affidi);

  3. schede relative ai servizi domiciliari;

  4. piano di assegnazione dei contributi.

Tutto quanto costituisce debito informativo dovrà essere trasmesso dagli Ambiti territoriali alla ASL territorialmente competente.

 

5. MODALITÀ OPERATIVE

 

5.1 RUOLO DEGLI AMBITI TERRITORIALI

Le Assemblee territoriali dei Sindaci - in raccordo con le ASL - dovranno definire e approvare secondo le rispettive regolamentazioni:

  • i criteri di utilizzo del Fondo Sociale Regionale;

  • il piano di assegnazione dei contributi, comprendente le schede di sintesi debitamente compilate, nonché i criteri di assegnazione e le motivazioni dell’eventuale esclusione dai contributi, riportante anche gli enti esclusi.

Gli Uffici di Piano degli Ambiti territoriali provvederanno a:

  • definire la data del termine per la presentazione delle richieste di contributo da parte dei Gestori Pubblici e Privati di Unità d’Offerta, Servizi e Interventi Sociali;

  • informare di tale termine gli Enti Gestori beneficiari dei finanziamenti nell’anno 2012 e dare adeguata pubblicizzazione per l’eventuale presentazione di domanda da parte di nuovi soggetti;

  • ricevere le domande di contributo, corredate dalla rendicontazione dell’anno 2012 (allegati 2), da parte degli Enti Gestori ed effettuare tutte le attività istruttorie per la predisposizione del piano delle assegnazioni dei contributi;

  • stabilire la quota di anticipazione di contributo che sarà erogata, dopo il ricevimento dell’anticipazione da parte dell’ASL, agli Enti Gestori di Servizi Consolidati, a seguito di presentazione della domanda di contributo corredata dalla rendicontazione dell’anno 2012;

  • erogare il saldo del contributo concesso all’Ente Gestore a seguito dell’approvazione del piano delle assegnazioni dei contributi e del ricevimento delle risorse da parte dell’ASL.

 

5.2 RUOLO DELL’ASL

Alle ASL è assegnato, come già per i Piani di Zona, il ruolo di validazione dei piani di assegnazione dei contributi del Fondo Sociale Regionale e del debito informativo.

Le ASL provvederanno pertanto:

  • a trasmettere agli Ambiti territoriali, al ricevimento da parte della Regione, tutte le schede che costituiscono il debito informativo;

  • a verificare la coerenza dei piani di riparto delle assegnazioni, loro trasmesse dagli Ambiti territoriali, con le presenti indicazioni regionali;

  • a verificare la correttezza delle schede e la presenza degli allegati necessari;

  • a richiedere agli Ambiti eventuali modifiche, correzioni, integrazioni ecc.,

  • a validare il piano e le schede e a trasmetterle alla Direzione generale Famiglia, Solidarietà Sociale e Volontariato nei tempi stabiliti dal presente atto.

Le A.S.L. provvederanno inoltre a erogare agli Ambiti territoriali:

  • l’80% dell’assegnazione spettante al ricevimento delle quote ripartite dalla Regione;

  • il 20% a saldo solo ad assolvimento del debito informativo (comprensivo di tutti gli allegati previsti nonché dei criteri e modalità di riparto adottati) ed a seguito di verifica e validazione dei Piani di assegnazione da parte della ASL territorialmente competente.

Per gli Ambiti territoriali che non hanno adempiuto all’invio del debito informativo relativo al Fondo Sociale Regionale per l’anno 2012 e/o per gli anni precedenti, l’erogazione dell’assegnazione sarà effettuata nel modo seguente:

  • il 60% dell’assegnazione spettante al ricevimento delle quote ripartite dalla Regione;

  • il restante 40% a saldo solo ad assolvimento del debito informativo come indicato al paragrafo precedente e del debito informativo per gli anni precedenti.

L’ASL provvederà inoltre a dare comunicazione alla D.g. Famiglia, Solidarietà Sociale e Volontariato dell’avvenuta liquidazione agli Ambiti territoriali dell’acconto dell’assegnazione e del saldo, con le modalità che saranno successivamente comunicate.

 

6. CABINA DI REGIA INTEGRATA

Le ASL ed i Comuni ai fini di evitare duplicazioni e frammentazione, nell’utilizzi delle risorse e nell’erogazione degli interventi, e contestualmente garantirne appropriatezza, dovranno costituire una cabina di regia con l’obiettivo di:

  • garantire il governo, il monitoraggio e la verifica degli interventi sociali e socio sanitari, erogati da ASL e Comuni, nell’ambito delle aree comuni di intervento, oggetto del presente provvedimento;

  • sviluppare un approccio integrato, già in sede di istruttoria, della migliore presa in carico dei bisogni espressi dalla domanda dei cittadini.

 

7. SCADENZE

30 settembre 2013: trasmissione da parte degli Ambiti territoriali del piano di assegnazione dei contributi e di tutto quanto costituisce debito informativo alla Direzione generale dell’ASL competente per territorio.

31 ottobre 2013: trasmissione, da parte delle ASL, dei piani di assegnazione dei contributi e di tutto quanto costituisce debito informativo, validati dalle ASL medesime, alla Direzione generale Famiglia, Solidarietà Sociale e Volontariato della Regione.

 

——— • ———