Deliberazione Della Giunta Regionale – Regione Umbria – 3 luglio 2002, n. 893.

“Definizione criteri e modalità per il ricorso e l’erogazione di prestazioni di cui al punto f) dell’allegato 2A e al punto c) dell’allegato 2B del DPCM 29 novembre 2001. Definizione livelli essenziali assistenza”.

 

(Pubblicato nel Bollettino Ufficiale della Regione Umbria n. 39 del 4 settembre 2002)

 

LA GIUNTA REGIONALE

 

Visto il documento istruttorio concernente l’argomento in oggetto e la conseguente proposta del  direttore regionale sanità e servizi sociali;

 

Preso atto, ai sensi dell’art. 21 del regolamento interno di questa Giunta:

a) del parere di regolarità tecnico-amministrativa e della dichiarazione che l’atto non comporta impegno di spesa resi dal dirigente di Servizio, ai sensi dell’art. 21 c.3 e 4 del regolamento interno;

b) del parere di legittimità espresso dal direttore;

 

Vista la legge regionale 22 aprile 1997, n. 15 e la normativa attuativa della stessa;

 

Visto il regolamento interno di questa Giunta;

 

A voti unanimi, espressi nei modi di legge,

 

Delibera:

 

1) di fare proprio il documento istruttorio e la conseguente proposta del direttore, corredati dai pareri di cui all’art. 21 del regolamento interno della Giunta, che si allegano alla presente deliberazione, quale parte integrante e sostanziale, rinviando alle motivazioni in essi contenute;

 

2) di recepire il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri «Definizione dei livelli essenziali di assistenza» del 29 novembre 2001;

 

3) di stabilire che per quanto riguarda le prestazioni di cui all’allegato 2A del DPCM 29 novembre 2001 e nello specifico: laserterapia antalgica, elettroterapia antalgica, ultrasuonoterapia e mesoterapia, non si possa procedere alla loro inclusione nell’allegato 2B del medesimo decreto, perché al momento la Commissione tecnica incaricata dalla Regione di definire la loro eventuale includibilità, non ha raccolto attraverso gli studi disponibili, elementi sufficientemente probatori della loro efficacia clinica;

 

4) di prevedere per l’erogazione delle prestazioni di cui al comma c) dell’allegato 2B del DPCM 29 novembre 2001, l’elaborazione di un progetto riabilitativo così come descritto nell’allegato 1 al presente atto, che ne è parte integrante e sostanziale;

 

5) di definire per le nuove tipologie di prestazioni occorrenti per l’elaborazione del progetto riabilitativo, nuove tariffe da inserire nel nomenclatore tariffario e corrispondenti ai codici: 89.8.1 (Visita specialistica per valutazione riabilitativa), 89.8.2 (Stesura di progetto riabilitativo di èquipe semplice), 89.8.3 (stesura di progetto riabilitativo di èquipe complesso), così come descritto nell’allegato 1 al presente atto;

 

6) di prevedere una eventuale modifica delle disposizioni deliberate con il presente atto, attraverso una manutenzione periodica delle procedure da ammettere od escludere sulla base delle evidenze di efficacia;

 

7) di pubblicare il presente provvedimento nel Bollettino Ufficiale della Regione Umbria.

 

Il Relatore

Rosi

La Presidente

LORENZETTI

 

DOCUMENTO ISTRUTTORIO

 

Oggetto: Definizione criteri e modalità per il ricorso e l’erogazione di prestazioni di cui al punto f) dell’allegato 2A e al punto c) dell’allegato 2B del DPCM 29 novembre 2001. Definizione dei livelli essenziali di assistenza.

 

Visti:

  • il decreto legislativo 502/92 e successive modificazioni, con riferimento all’articolo 1, commi 1,2,3,7 e 8;
  • l’Accordo Governo-Regioni  dell’8   agosto 2001  che impegna il  Governo ad  adottare entro il  30  novembre 2001, un provvedimento per definizione dei livelli essenziali di assistenza, d’intesa con la Conferenza Stato-Regioni, ed in relazione alle risorse definite nello stesso Accordo;
  • la legge n. 405 del 16 novembre 2001, che all’articolo 6 stabilisce che, con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, da adottare entro il 30 novembre 2001, su proposta del Ministero della salute, di concerto con il Ministero dell’economia e delle finanze, d’intesa con la Conferenza Stato-Regioni, vengono definiti i livelli essenziali di assistenza;
  • l’Accordo tra il Governo, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano, sancito il 22 novembre 2001 della Conferenza Stato-Regioni, su i livelli essenziali di assistenza;
  • il DPCM 29 novembre 2001 «Definizione dei livelli essenziali di assistenza» pubblicato nella G.U. n. 33 dell’8 febbraio 2002, supplemento ordinario n. 26, che entra in vigore il 23 febbraio 2002.

 

Con DGR n. 292 del 13 marzo 2002 era stata prevista l’erogazione delle prestazioni di cui al punto f) dell’allegato 2A del DPCM 29 novembre 2001 «Definizione dei livelli essenziali di assistenza» e completamento del ciclo riabilitativo già iniziato, mentre si prevedeva la decadenza di quelle prenotate e non erogate prima del 23 febbraio 2002.

 

Per quanto riguarda le prestazioni di cui al punto c) dell’allegato 2B dello stesso DPCM era stato individuato un percorso riabilitativo personalizzato da redigere per usufruire delle prestazioni richieste.

 

La Direzione regionale sanità e servizi sociali ha affidato ad una Commissione tecnica il compito di definire l’eventuale includibilità nell’allegato 2B delle seguenti prestazioni di medicina fisica, riabilitativa ambulatoriale: laserterapia antalgica, elettroterapia antalgica, ultrasuonoterapia e mesoterapia e quello di ridefinire un percorso per l’erogazione delle prestazioni di cui all’allegato 2B nel momento in cui sussistano taluni presupposti quali presenza di quadri patologici definiti, età degli assistiti ecc., ovvero a specifiche modalità di erogazione come la durata minima della prestazione ecc.

 

La Commissione ha avuto inoltre il compito di stabilire se alcune prestazioni escluse dai livelli essenziali di assistenza potessero essere ricomprese.

 

La necessità di ridefinire un percorso riabilitativo deriva dal bisogno di definire l’appropriatezza dei trattamenti prescritti attraverso la presa in carico globale dell’utente sulla base di progetti e/o programmi riabilitativi aventi l’obiettivo di restituire l’autonomia funzionale o limitare la disabilità della persona prevenendo il degrado funzionale.

 

La Commissione nella valutazione delle prove di efficacia clinica delle prestazioni eventualmente da ricomprendere tra quelle erogabili, non ha raccolto attraverso gli studi disponibili, elementi sufficientemente probatori. Pertanto ha stabilito che tali terapie rimangano escluse dai livelli essenziali di assistenza.

 

La Regione si riserva di modificare tali disposizioni nell’ambito di una manutenzione periodica delle procedure da ammettere o da escludere sulla base delle evidenze di efficacia.

 

L’erogazione delle prestazioni di cui al comma c) dell’allegato 2B del DPCM, prevedendo l’elaborazione di un progetto riabilitativo, introduce una nuova tipologia di prestazioni per le quali occorre definire nuove tariffe da inserire nel nomenclatore tariffario e corrispondenti ai codici: 89.8.1 Visita specialistica per valutazione riabilitativa, 89.8.2 Stesura di progetto riabilitativo di èquipe semplice, 89.8.3 Stesura di progetto riabilitativo d’èquipe complesso.

 

Perugia, 1 luglio 2002

 

L’istruttore

F.to MARA ZENZERI

 

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Allegato 1

REGIONE UMBRIA

LIVELLI ESSENZIALI DI ASSISTENZA: PERCORSI RIABILITATIVI AMBULATORIALI

 

SOMMARIO

 

Premessa

1. Criteri metodologici

2. Le terapie fisiche

1. Attività ambulatoriali di medicina riabilitativa

1.1. Premessa

1.2. Definizione

1.2.1. Il progetto riabilitativo

1.2.2. Il programma riabilitativo

1.3. L’organizzazione territoriale della riabilitazione

1.4. Tipologie di utenza

1.5. Modalità di presa in carico

1.5.1. Modalità di prenotazione

2. Setting ambulatoriale

3. Criteri di appropriatezza delle procedure riabilitive

3.1. Appropriatezza di prescrizione

3.2. Priorità di presa in carico

3.3. Tipologia di nuove prestazioni del tariffario regionale

4. Sistema di verifica e controllo

5. Modalità di compilazione allegati

5.1. Allegato I - Scheda di valutazione

5.2. Allegato II - Progetto  riabilitativo

6. Classificazione delle disabilità di pertinenza riabilitativa ambulatoriale

Scheda di valutazione

Valutazione della disabilità

 

LIVELLI ESSENZIALI DI ASSISTENZA:

PERCORSI RIABILITATIVI AMBULATORIALI

 

PREMESSA.

 

Le terapie fisiche e la riabilitazione ambulatoriale sono state recentemente definite nel loro minimo erogabile dal decreto LEA. Il gruppo di lavoro è stato individuato dall’assessorato alla sanità per definire entro il 30 giugno una normativa di specificazione rispetto a quanto nel decreto LEA è stato lasciato discrezionale.

A questo proposito un primo punto è stato quello di definire se le seguenti prestazioni di medicina fisica riabilitativa ambulatoriale: laserterapia antalgica, l’elettroterapia antalgica, l’ultrasuonoterapia e la mesoterapia possono essere incluse nell’allegato 2B.

 

Il secondo compito del gruppo di lavoro è stato di ridefinire un percorso per l’erogazione delle prestazioni dell’allegato 2B cercando di tradurre da un punto di vista pratico le indicazioni generali dell’allegato. L’allegato 2B infatti recita: «…medicina fisica, riabilitativa ambulatoriale: l’erogazione delle prestazioni ricomprese nella branca è condizionata alla sussistenza di taluni presupposti (quali la presenza di quadri patologici definiti, l’età degli assistiti, un congruo intervallo di tempo rispetto alla precedente erogazione, ecc.) ovvero a specifiche modalità di erogazione (es. durata minima della prestazione, non associazione con altre prestazioni definite, ecc.)…».

 

Un ultimo aspetto è stato quello di valutare se altre prestazioni escluse dai livelli essenziali di assistenza potessero essere ricomprese.

 

criteri metodologici.

 

Dal punto di vista metodologico il gruppo si è basato sulla ricerca delle prove di efficacia che potessero supportare eventuali reinclusione delle prestazioni escluse, laserterapia antalgica, l’elettroterapia antalgica, l’ultra-suonoterapia e la mesoterapia.

 

A questo proposito ci si è avvalsi del lavoro che parallelamente si sta svolgendo nell’ambito di una ricerca finalizzata regionale sull’intervento nelle disabilità minimali e terapie fisiche.

 

LE TERAPIE FISICHE.

 

L’analisi delle prove di efficacia disponibili ha permesso di valutare che non esistono prove di efficacia per le tecniche da ricomprendere. Questo non significa che non sono efficaci ma che gli studi disponibili non sono sufficienti per provarlo. Si stabilisce quindi che tali terapie rimangono escluse dai livelli essenziali di assistenza.

 

La disposizione attuale potrà essere modificata nell’ambito di una manutenzione periodica delle procedure da ammettere o da escludere.

 

1. ATTIVITÀ AMBULATORIALI DI MEDICINA RIABILITATIVA.

 

1.1. PREMESSA.

 

Per rispondere al bisogno di salute migliorando la qualità del servizio fornito e per soddisfare al meglio l’utenza si intende passare da una situazione in cui, come da nomenclatore tariffario, si erogano semplici prestazioni a una situazione di presa in carico globale dell’utente sulla base del soddisfacimento dei propri bisogni nell’ambito di progetti e\o programmi riabilitativi con l’obiettivo di volta in volta di:

  • conseguire la restitutio funzionale ad integrum;
  • limitare le menomazioni e disabilità inemendabili contenendo la situazione di handicap;
  • prevenire il degrado funzionale.

1.2. DEFINIZIONE.

 

Per ambulatorio si intende la struttura organizzativa o luogo fisico intra o extraospedaliero, pubblico o privato accreditato, preposto alla erogazione di prestazioni di assistenza riabilitativa (diagnostico-valutative e terapeutiche). La riabilitazione ambulatoriale si attua attraverso la presa in carico da parte del team multidisciplinare.

La presa in carico avviene mediante la predisposizione di un progetto riabilitativo individuale e la realizzazione, nel suo ambito, di uno o più programmi riabilitativi.

 

Il coordinatore dell’équipe e responsabile del progetto riabilitativo è il medico specialista competente in riabilitazione intendendo con questo termine un fisiatra o altro medico specialista che sia referente o responsabile di un’attività di riabilitazione strutturata nell’Azienda sanitaria.

 

All’interno del team tutti i componenti sono responsabili sulla base della propria professionalità dei singoli programmi.

 

1.2.1.  Il progetto riabilitativo.

 

Si definisce progetto riabilitativo individuale l’insieme delle proposizioni elaborate dalla équipe riabilitativa tenuto conto della disabilità della persona.

 

Il progetto individuale:

  • tiene conto in maniera globale dei bisogni, delle preferenze del paziente (e/o dei suoi familiari, quando è necessario), delle sue menomazioni, disabilità e, soprattutto, delle abilità residue e recuperabili, oltre che dei fattori ambientali, contestuali e personali;
  • definisce gli esiti desiderati, le aspettative e le priorità del paziente, dei suoi familiari, quando è necessario, e dell’équipe curante;
  • definisce la composizione dell’équipe rispetto alle azioni da intraprendere per il raggiungimento degli esiti desiderati
  • definisce, nelle linee generali, gli obiettivi a breve, medio e lungo termine, i tempi previsti, le azioni e le condizioni necessarie al raggiungimento degli esiti desiderati.

1.2.2. Il programma riabilitativo.

 

All’interno del progetto riabilitativo, il programma riabilitativo definisce:

  • gli interventi specifici durante il periodo di presa in carico individuando gli obiettivi immediati e aggiornandoli nel tempo;
  • modalità e tempi di erogazione delle singole prestazioni previste negli stessi interventi;
  • le misure di esito appropriate per la valutazione degli interventi sulla disabilità;
  • la puntuale verifica e l’aggiornato periodicamente durante il periodo di presa in carico.

1.3. L’ORGANIZZAZIONE TERRITORIALE DELLA RIABILITAZIONE.

 

L’organizzazione della riabilitazione territoriale deve adeguarsi alle modalità di presa in carico da parte dell’équipe multidisciplinare per cui i punti erogazione devono organizzarsi secondo tale caratteristica.

 

1.4. TIPOLOGIE DI UTENZA.

 

Su queste premesse si possono individuare le seguenti tipologie di utenti appartenenti a qualsiasi fascia di età:

  • utenti affetti da disabilità complesse (interessanti più segmenti e/o organi e/o apparati) di recente insorgenza e modificabili a seguito di intervento riabilitativo;
  • utenti affetti da menomazioni/disabilità segmentarie e/o transitorie, modificabili e emendabili sulla base di un programma terapeutico riabilitativo;
  • utenti affetti da disabilità a lento recupero o da disabilità inemendabili stabilizzate o a lenta evoluzione. 

1.5. MODALITÀ DI PRESA IN CARICO.

 

L’accesso alle prestazioni deve essere tempestivo e garantire la priorità alle persone affette da disabilità che abbiano i caratteri della modificabilità e della importanza/complessità. È da prevedere la possibilità di una priorità inferiore per le menomazioni/disabilità che, pur avendo un’alta incidenza sulla popolazione, siano caratterizzate da una non acuzie della patologia invalidante.

 

Procedura:

  • Invio da parte del MMG o MPLS o di altro medico specialista della persona disabile alla struttura riabilitativa territoriale per visita fisiatrica o visita specialistica per valutazione riabilitativa indicando la problematica clinica da valutare.
  • Effettuazione della visita allo scopo di definire il quadro riabilitativo e proporre o meno una presa in carico. Si delineano, quindi 2 possibilità:
  1. Presa in carico, stesura e attuazione del progetto.
  2. Non necessità di presa in carico il paziente rinviandolo al medico proponente.
  • Invio di una risposta scritta al richiedente sia in caso di presa in carico che in caso di non presa in carico specificando i motivi.
  • Stesura del progetto riabilitativo da parte dell’equipe erogante e compilazione della relativa scheda (vedi allegato).
  • Prescrizione su ricettario regionale da parte del medico coordinatore dell’équipe erogante delle seguenti prestazioni:

        - Stesura progetto riabilitativo (voce aggiornata nel tariffario regionale)

        - N° e tipologia prestazioni

  • Invio del documento conclusivo al MMG o MPLS o altro medico specialista.
  • La segnalazione del pediatra o di altro servizio per valutazione di disabilità in soggetto minore viene indirizzata ai servizi di riabilitazione per l’età evolutiva.

1.5.1 Modalità di prenotazione:

 

Avvengono secondo i criteri organizzativi di ogni ASL o Azienda ospedaliera garantendo nel contempo la registrazione tramite i Centri unificati di prenotazione (CUP).

 

2. SETTING AMBULATORIALE.

 

Si possono definire i seguenti ambiti generali nei quali l’équipe ambulatoriale, a seconda della collocazione, svolge la propria attività:

  • ambulatoriale per soggetti ambulanti e/o trasportabili
  • domiciliare secondo criteri da definire.

 

3. CRITERI DI APPROPRIATEZZA DELLE PROCEDURE RIABILITATIVE.

 

L’allegato 2B dei LEA richiede anche di specificare la tipologia della disabilità da trattare oltre che i limiti di età e di tempo.

 

Per gli interventi ambulatoriali è definita un’appropriatezza di prescrizione ed un’appropriatezza di erogazione:

 

3.1. APPROPRIATEZZA DI PRESCRIZIONE.

 

a) condizioni di salute del paziente (morbosità, comorbilità) tali da consentirgli di recarsi o essere accompagnato presso la struttura specialistica erogante le prestazioni;

b) possibilità di presa in carico della persona disabile da parte di una équipe riabilitativa con stesura di progetto e programma riabilitativo (vedi allegato).

 

3.2. PRIORITÀ DI PRESA IN CARICO.

 

Per stabilire le priorità di trattamento occorre definire criteri di appropriatezza con cui poter valutare quali tipologie di disabilità trattare. Per i livelli di appropriatezza vengono definiti tre gruppi:

a) alta appropriatezza

b) appropriatezza intermedia

c) bassa appropriatezza

 

Questi gruppi sono individuati secondo i seguenti criteri generali:

a) per le disabilità immediatamente post-acute:

  • distanza temporale dall’evento indice (entro un certo termine di riferimento);

b) per le disabilità croniche:

  • entità della perdita di autonomia nelle ADL o riduzione significativa dei livelli di performance rispetto all’ultima valutazione (effettiva o anamnestica);
  • distanza temporale dal precedente ciclo;

c) per l’età evolutiva:

  • valgono i punti A e B considerando che la definizione di ADL è non applicabile al bambino in quando le limitazioni dell’attività variano con la crescita.

Le categorie di priorità descritte non configurano una esclusione di alcune tipologie di disabilità dal punto di vista riabilitativo. Rappresentano invece uno strumento di riferimento per la programmazione e la valutazione dell’appropriatezza dell’intervento.

In un centro erogatore si potranno trattare anche perone che ricadono nella categoria C presupponendo che nella media complessiva di attività di questo centro la classe C non costituisca la maggioranza delle prestazioni.

 

Tipologia di nuove prestazioni del tariffario regionale

 

tipologia

definizione

codice

tariffa

richiedente

note

Visita specialistica per  valutazione riabilitativa  (indicare ambito di disabilità)

Visita medica di accesso alla struttura riabilitativa ambulatoriale. Viene effettuata dal fisiatra o altro specialista competente in riabilitazione.

 

Per ambito di disabilità si intende ulteriore specificazione delle specifiche tipologie di riabilitazione (es. cardiologia, pneumologica…)

(cod. 89.8.1.)

32.000

euro 16,53

MMG MPLS

Altro medico

spec.

Ricettario regionale

Stesura di progetto riabilitativo d’équipe semplice

 

Valutazione multidisciplinare e stesura documento di progetto riabilitativo quando l’équipe è composta da due operatori (medico coordinatore e un operatore).

È comprensiva di valutazioni intermedie e relazione finale.

(cod. 89.8.2)

55.000

euro 28,00

Équipe (medico coordinatore équipe)

Ricettario regionale.

 

Viene richiesto solo al momento dell’effettiva presa in carico riabilitativa

Stesura di progetto riabilitativo d’équipe complesso

Valutazione multidisciplinare e stesura documento di progetto riabilitativo quando l’équipe è composta da almeno tre operatori (medico coordinatore e almeno due operatori).

È comprensiva di valutazioni intermedie e relazione finale.

(cod. 89.8.3)

Equiparabile alla valutazione multidisciplinare in area geriatrica

90.000

euro 46,48

Équipe (medico coordinatore équipe)

Ricettario

regionale.

 

Viene richiesto solo al momento dell’effettiva presa in carico riabilitativa

 

4. SISTEMA DI VERIFICA E CONTROLLO.

 

Il DPRCM del 29 novembre 2001 sui LEA già prevede al punto 5 la necessità di definire specifici criteri di monitoraggio. Per questo è necessario riorganizzazione del sistema informativo sanitario regionale.

 

In tal modo sarà possibile conoscere in tempo reale la situazione di ogni paziente riguardo le prestazioni di riabilitazione ambulatoriale di cui sta beneficiando o che ha fatto nell’ultimo anno. Tale sistema informativo permetterà inoltre, attraverso report periodici, di costruire una banca dati sull’attività dei servizi ambulatoriali.

 

5. MODALITÀ DI COMPILAZIONE ALLEGATI.

 

5.1. ALLEGATO I - SCHEDA DI VALUTAZIONE.

 

Verrà compilata dal medico fisiatra o competente in riabilitazione e dovrà definire la necessità o meno della presa in carico o meno del paziente.

 

Tale scheda sarà inviata in copia al medico proponente.

 

5.2. ALLEGATO II - PROGETTO RIABILITATIVO.

 

Verrà compilata dai componenti dell’équipe.

 

Contestualmente al progetto riabilitativo prescriverà su ricettario regionale:

  1. stesura progetto riabilitativo semplice o complesso
  2. N° e tipologia delle  prestazioni da erogare.

 

6. CLASSIFICAZIONE DELLE DISABILITÀ DI PERTINENZA RIABILITATIVA AMBULATORIALE.

  • Disabilità secondarie a patologia neurologica centrale e periferica, primitiva o secondaria; post-acuta;
  • Disabilità secondarie a patologia neurologica centrale e periferica, primitiva o secondaria; cronica;
  • Disabilità secondarie a patologie osteomioarticolari traumatiche e non, acute o immediatamente post-acute;
  • Esiti di interventi chirurgici ed esiti di ustioni gravi;
  • Disabilità secondarie a patologia infiammatoria reumatica;
  • Disabilità secondarie a patologie internistica;
  • Disabilità conseguenti a dismorfismi e paramorfismi dell’età evolutiva;
  • Disabilità secondarie a patologie osteomioarticolari croniche ed osteoporosi;
  • Disabilità secondarie a patologie osteomioarticolari in fase algica.

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REGIONE UMBRIA

 

ASL n. ……….

 

Azienda ospedaliera di ……….

 

AMBULATORIO DI MEDICINA RIABILITATIVA

SEDE DI ……….

 

SCHEDA DI VALUTAZIONE

 

Cognome ………. Nome ……….

nato/a………. il ……….

Residente a ……….

Tel ……….

medico proponente ……….

 

Diagnosi clinica ……….

 

Valutazione della disabilità

 

Valutazione funzionale ………

 

Valutazione attività ……….

 

Esami diagnostici da effettuare ………

 

Data dell’ultimo trattamento riabilitativo _____/_____/_____

Presa in carico: SI ❑   NO ❑

Motivo: ………..

 

Data _____/_____/_____

 

Firma e timbro

 

---

 

REGIONE UMBRIA

 

ASL n. ……….

 

Azienda ospedaliera di ……….

 

AMBULATORIO DI MEDICINA RIABILITATIVA

SEDE DI ………..

 

PROGETTO RIABILITATIVO

 

Cognome ………. Nome ……….

nato/a………. il ……….

Residente a ……….

Tel ……….

medico proponente ……….

 

Diagnosi clinica ……….

 

Obiettivi riabilitativi ..........

 

Tempi previsti ………

 

Programmi riabilitativi ………

 

Tipo di prestazione e numero di sedute previste ……….

 

Valutazione intermedia (verifica ed eventuali modifiche di obiettivi e programma riabilitativo da parte dell’équipe) ..........

 

Valutazione finale ..........

 

Barthel Index

Data

Data

Data

Score

Score

Score

 

Follow (data  controllo): .........

 

Note ..........

 

Data ...........

 

Il fisioterapista ………

 

Il logopedista ……….

 

Il medico coordinatore dell’équipe ………

 

Patologia disabilitante

Priorità di presa in carico

 

A

B

C

Disabilità secondarie a patologia del sistema nervoso centrale e periferica primitiva e secondaria - post-acute

Entro 30 gg dalla dimissione ospedaliera (reparto acuti o reparto di riabilitazione se indicato proseguimento trattamento).

Tra 30 gg e 60 gg.

Oltre 60 giorni

Disabilità secondarie a patologie del sistema nervoso centrale e periferico primitive e secondarie - croniche

Diminuzione ADL > 20 %

dall’ultima valutazione                

 

Diminuzione tra 20% e 5 %

Nessuna diminuzione

 

Disabilità secondarie a patologie osteomioarticolari traumatiche e non,

acute o immediata-mente post-acute

< 1 mese dall'intervento o insorgenza

< 20 gg. da concessione del carico o rimozione app. contenitivo

< 2 mesi dall’intervento o insorgenza

< 60 gg. da concessione del carico o rimozione app. contenitivo

Oltre i livelli definiti

Disabilità conseguenti ad esiti di interventi chirurgici e gravi ustioni

< 20 gg precedenti l'intervento di chirurgia toracica o addominale (preoperatoria), entro 30 giorni dall'intervento o dall'evento o dall'int. di chirurgia plastica.

 

 

Disabilità secondarie a patologia infiammatoria reumatica

< 20 fatto acuto, limitazione >20% ADL

 

 

Disabilità secondarie a patologie internistiche di interesse riabilitativo

Entro 45 giorni dalla diagnosi o fatto acuto, limitazione ADL > 20% riduzione significativa dei livelli di performance

 

 

Disabilità secondarie a patologie osteomioarticolari croniche ed osteoporosi

Limitazione ADL > 50%

 

 

Disabilità secondarie a patologie osteomioarticolari in fase algica

< 20 gg. da fatto acuto,

limitazione ADL 50%

limitazione ADL 20%

Non limitazione

 

Disabilità conseguenti a dismorfismi e paramorfismi dell’età evolutiva: i criteri verranno specificati in successive linee guida.

 

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NUOVA BARTHEL INDEX

Cognome e nome

 

Data: ...

 

ITEM

Score

 

Mangiare

2

1

0

Indipendente

Aiuto per tagliare, spalmare, ecc.

Incapace

 

Bagno/doccia

1

0

Indipendente

Dipendente

 

Pulizia personale

1

 

0

Indipendente per viso/capelli/danti/barba, anche provvisto degli ausili idonei

Aiuto

 

Vestizione

2

1

0

Indipendente esclusi bottoni/zip/lacci/etc.

Necessita di aiuto ma può fare qualcosa da solo

Dipendente

 

Controllo sfinteri

2

1

0

Controlla

Incidente occasionale… uno a settimana

Incontinente o necessita di clistere

 

Controllo vescica

2

1

0

Controlla

Incidente occasionale massimo ogni 24 ore

Incontinente/cateteriz./incapace di governarsi da solo

 

Toilet

2

1

0

Indipendente

Necessita di aiuto ma può fare qualcosa da solo

Dipendente

 

Trasferimento sedia-letto

3

2

1

0

Indipendente

Minimo aiuto verbale o fisico

Massimo aiuto fisico di 1 o 2 persone, ma può stare seduto

Incapace, non mantiene l’equilibrio

 

Camminare

3

2

1

0

Indipendente nella deambulazione

Deambula con aiuto verbale o fisico di una persona

Indipendente in carrozzina incluse le curve

Immobilità

 

Scale

2

1

0

Indipendente senza l’uso di ausili

Necessità di aiuto verbale o fisico o di un ausilio

Incapace

 

 

 

PUNTEGGIO TOTALE

Il punteggio medio indica che il paziente provvede ad oltre il 50 per cento del lavoro

 

 

Avv. PAOLA MANUALI - Direttore responsabile

 

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