Circolare - Regione Veneto - 6 febbraio 1995, n. 7.
"Disciplina degli autoservizi atipici. Chiarimenti."
(Pubblicata in B.U.R.. del 21 marzo 1995, n. 26).

Articolo 1

Con la Legge regionale sugli autoservizi atipici si è voluto disciplinare una moderna tipologia di trasporto di persone, caratterizzata principalmente da:

- trasporto offerto ad una fascia omogenea ed individuabile di viaggiatori (studenti di una stessa scuola, lavoratori di un'azienda, clienti di centri commerciali o discoteche);

- mancanza di tariffe prestabilite con spesa del trasporto a carico del committente.

La prestazione del servizio è quindi collegata alla preventiva stipulazione di un apposito contratto privato di trasporto e non scaturisce da un provvedimento della pubblica amministrazione che abbia accertato il sussistere della pubblica utilità del servizio.

L'autoservizio atipico è pertanto un servizio privato a tutti gli effetti, pur avendo caratteristiche che si avvicinano notevolmente ai servizi pubblici di linea, come i requisiti di orario, itinerario, fermate e frequenza, ripetitività e continuità di svolgimento a fronte dell'occasionalità del servizio a carattere turistico.

Con la legge di cui trattasi la Regione ha voluto sottoporre a preventiva autorizzazione tale tipo di servizio, prevedendo l'affidamento dello stesso ad aziende già inserite nel tessuto organizzativo regionale.

Ciò al fine di conseguire una razionalizzazione dell'impiego delle risorse delle imprese di trasporto già operanti nel territorio, mediante un maggior e più economico utilizzo del materiale rotabile e del personale, con una conseguente migliore efficienza e produttività.

I servizi atipici devono dunque essere affidati a titolari di concessione di servizi pubblici di linea o di licenza di noleggio con conducente ed essere svolti con autobus già immatricolati per l'uno o l'altro servizio. Non è ammesso per altro verso l'affidamento di tali servizi mediante la stipula di contratti di noleggio o di appalto con terzi, i quali siano proprietari di autobus non ancora immatricolati e quindi non ancora destinati a circolare per un determinato uso specifico.

Trasporto scolastico e trasporto disabili
Nel caso del trasporto di studenti della scuola dell'obbligo e del trasporto di disabili la legge ammette la possibilità, previo utilizzo di mezzi con specifiche caratteristiche tecniche (D.M. 18 aprile 1977 per gli scuolabus, D.M. 2 ottobre 1987 per mezzi idoneamente equipaggiati per i disabili), che il Comune interessato al trasporto possa rilasciare apposita e specifica licenza di noleggio con conducente in deroga al contingentamento previsto dal proprio regolamento riguardante i servizi di noleggio. Tale licenza ha naturalmente carattere temporaneo, non può essere utilizzata per effettuare altri servizi di noleggio e perde la sua validità alla scadenza dell'autorizzazione al servizio atipico.

Nella fattispecie il Comune, oltre che affidare il servizio scolastico alle aziende già titolari di concessioni di linea o di licenza di noleggio con conducente, può assegnare, ai sensi dell'art. 1, comma quinto, il servizio atipico al richiedente che possegga soltanto i requisiti di idoneità morale, professionale e finanziaria previsti dal D.M. 448/1991, rilasciando nel contempo la specifica e temporanea licenza di noleggio.

Tale licenza permetterà la necessaria immatricolazione dello scuolabus e dell'autobus per disabili in uso terzi per noleggio con conducente presso il competente Ufficio Provinciale della Motorizzazione civile trasporti in concessione (MCTC).

Nel caso la Provincia abbia necessità di rilasciare un'autorizzazione al servizio atipico ai sensi dell'art. 1, comma 5, la licenza di noleggio temporanea in deroga al contingentamento sarà messa a disposizione da uno dei Comuni interessati al trasporto studenti o disabili, previo comune accordo.

Articolo 2

Le funzioni amministrative relative al servizio che si svolge integralmente nell'ambito del territorio comunale sono di competenza dei Comuni, mentre nel caso che il servizio interessi il territorio di più Comuni la competenza è della Provincia - Autorità di Bacino.

Il servizio atipico va dunque autorizzato dal Comune o dalla Provincia interessata al trasporto.

Gli Enti che hanno rilasciato il titolo per il quale il mezzo è stato immatricolato possono accordare, su richiesta, nulla osta all'utilizzo dell'autobus anche per il servizio atipico, qualora tale ulteriore uso non comporti turbativa all'effettuazione dei servizi di linea o di noleggio per i quali i mezzi stessi risultano immatricolati.

Articoli 3 e 4

La procedura indicata agli articoli 3 e 4 pone particolare attenzione ai requisiti di legittimazione dell'autoservizio atipico al fine di garantire la sicurezza del servizio e il rispetto della normativa in materia di lavoro. Vengono pertanto espresse le condizioni da rispettare preventivamente all'affidamento del servizio in oggetto tra cui:

- la non sovrapposizione con altri servizi pubblici di linea esistenti in loco. Le norme regolano i possibili casi di concorrenza, ponendo in rilievo la necessità di prestare attenzione sia alla materiale sovrapposizione del percorso che alla finalità dei servizi, nel senso che il servizio atipico da istituire non deve distogliere o sottrarre utenza dal servizio pubblico di linea già esistente.

In particolare i richiedenti, ai quali è demandato presentare la documentazione relativa (contratto registrato, accesso alla professione e regolare rapporto di lavoro con eventuali dipendenti, assicurazione degli automezzi, eventuali nulla osta degli Enti che hanno rilasciato il titolo per i quali i mezzi sono stati immatricolati, condizioni di sicurezza del percorso in funzione del servizio, tassa di rilascio e contributo di sorveglianza) potranno ottemperare a quanto richiesto, ove possibile, con l'autocertiificazione in applicazione della Legge n. 15 del 04.01.1968 recante norme sulla documentazione amministrativa.

Ferme restando le prescrizioni di cui all'art. 4 della legge regionale in oggetto relativa alla documentazione da tenere a bordo dei mezzi, qualora venga ritenuto opportuno, la carta di circolazione dell'autobus già immatricolato deve essere aggiornata presso il competente Ufficio Provinciale M.C.T.C. con l'individuazione del servizio atipico autorizzato.

Articolo 7

Con il comma secondo si intende ricondurre al servizio atipico il trasporto che prima della presente legge veniva esercitato mediante provvedimenti di concessione o autorizzazione irrituali e comunque non rispondenti alle effettive caratteristiche del servizio. Pertanto tali servizi, con i requisiti degli atipici, prima svolti sotto forma di linee speciali, linee occasionali, servizi sperimentali, etc. devono essere regolarizzati secondo le odierne norme degli autoservizi atipici. Nei casi di cui al successivo comma terzo tali provvedimenti permangono provvisoriamente fino alle scadenze del contratto di trasporto privato.

Facendo infine riferimento alle norme contenute al comma quarto, si fa presente che l'Ente competente che intenda istituire un servizio di linea con offerta indifferenziata al pubblico, dovrà applicare il procedimento amministrativo e le norme previste agli artt. 9 - 20 della L.R. n. 54/1985 e artt. 45 e seguenti del D.P.R. 771/1955.

Le Province delegate a svolgere le funzioni amministrative relative ai servizi atipici, qualora lo ritengano opportuno, potranno emanare delle note esplicative circa la procedura e il tipo di documentazione richiesta ai fini dell'istruttoria delle autorizzazioni per gli autoservizi atipici. Note esplicative sulla concessione di autolinee di trasporto pubblico locale.

Considerate le numerose richieste di chiarimenti ultimamente pervenute, val la pena riportare alcune considerazioni sulle autolinee del trasporto pubblico locale in concessione, regolate dalla L.R. n. 54/1985. Va innanzitutto fatto rilevare che gli autoservizi atipici non sostituiscono le autolinee speciali riservate a determinate categorie di utenti e offerte a condizioni particolari di trasporto; le stesse, permangono come servizi pubblici di trasporto, in quanto caratterizzate dall'offerta del trasporto ad utenza indifferenziata (a tutti i cittadini indistintamente) e da tariffe prestabilite.

A tal proposito, nel ricordare le precedenti note sull'argomento inviate a tutti i Comuni, n. 8412 del 16.11.1984, n. 7592 del 22.08.1983 e n. 109251 del 22.12.1975, si ribadisce in via generale che la concessione viene rilasciata con decreto del Sindaco, su conforme deliberazione del Consiglio Comunale. La concessione provvisoria ha durata limitata ad un anno, mentre la definitiva ha durata quinquennale. Le concessioni precarie possono essere autorizzate per esigenze temporanee ed indilazionabili, che, per la loro urgenza, non consentono di attendere il normale svolgimento della prescritta procedura.

Ai fini del rilascio di una nuova concessione, occorre osservare un procedimento istruttorio, basato su una riunione istruttoria preliminare tesa ad individuare le eventuali posizioni preferenziali dei vari aspiranti e la effettiva sussistenza dell'esigenza di autotrasporto che si intenderebbe soddisfare.

L'obbligo di indire la riunione istruttoria preliminare è stato raccomandato dalla circolare del Ministero Trasporto del 18.07.1995 n. 318. Alla riunione istruttoria devono essere invitate con un preavviso di almeno 3 giorni tutte le ditte concessionarie di autolinee interferenti con quella che si intenderebbe istituire.

Il rapporto conclusivo dovrà esprimere un giudizio circa la sussistenza dell'esigenza di traffico che giustificherebbe l'istituzione della nuova autolinea e, in caso positivo, sarà avanzata la proposta circa il rilascio della concessione a favore della ditta aspirante, che presenta maggiori titoli di preferenza.

La problematica relativa alla vigilanza sui servizi, decadenza e revoca nonché tariffe e sovvenzioni come già detto è regolata dalla L.R. 54/1985.

 

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